Archivio: “Segnalazioni”

imageL’ultimo numero della newsletter MIA realizzata periodicamente da Ammiro, è dedicata al CRM. Come al solito ci sono diversi interventi di rilievo: da Fàbio Cipriani, Senior  Manager di Deloitte Brazil, al noto designer  Donald Norman, passando per un’intervista a Paul Greenberg, presidente di The 56 Group.

Buona lettura!


Naturalmente fa sempre piacere ricevere un premio, per cui è stata una sorpresa graditissima vedersi attribuito il premio speciale come Strategic Planner 2011 nell’ambito del Premio Web Italia 2011 che è ormai arrivato alla nona edizione.

Non so come si fa la faccina che arrossisce, comunque ecco, questo è il mio stato.

La premiazione ci sarà sabato 10 settembre alle ore 11 a Cava de Tirreni durante il Webfestival e sarà l’occasione per una bella passeggiata campana.


Seminario su Guerrilla, Viral e Social Media MarketingPenso che Fabio abbia messo su un bel gruppo per questo seminario che si terrà a Roma il 15 e 16 Aprile.

Può essere una buona occasione per sia per i neofiti, sia per chi ha a che fare con i social media nell’abito del proprio lavoro.

Sul post su bloguerrilla tutte le informazioni ed il programma dettagliato.


HBS FacultyUn breve articolo dal blog della Harvard Business Review: “How Social Networking Has Changed Business” spiega le ragioni per cui i social network sono stati l’elemento più importante del 2010 per le aziende.

Condivido in particolare la riflessione finale secondo la quale “this new phenomenon is enabling business leaders to regain the trust and credibility they have lost over the last 10 years”. Naturalmente a patto di utilizzare il social networking in modo convinto e trasparente.

Buon 2011!


Un anno che sta per finire un po’ così, con qualche cosa andata di traverso proprio sul finire. Meno male che ci sono un bel po’ di iniziative e progetti pronti per partire per un 2011 “come si deve”.

Quella che si dimostrata una certezza quest’anno è stata MIA, la newsletter del gruppo Ammiro (PDF 1,9 Mb) di cui è appena uscito l’ultimo numero dedicato al marketing della cultura (e un po’ anche alla cultura del marketing).

Tra i vari interventi, doveroso sottolineare quelli di Henry Jenkins e Jaron Lanier. Il grande Daniele Bologna, che di MIA ne è il curatore e coordinatore, mi ha fatto un bel regalo di Natale incastrando il mio articolo con Bruce Springsteen sullo sfondo: scusate ma proprio non resisto a postarla qua sotto (peraltro io a Babbo Natale ho chiesto il nuovo cofanetto del Boss…).

MIA Marketing Digital Advice by Ammiro


Ancora non mi sembra che sia chiaro alle aziende come districarsi tra media Paid, Earned e Owned, che adesso saltano fuori anche Sold e Hijacked stando al recente report di McKinsey.

In pratica, oltre ai mezzi di comunicazione pagati (tutto l’advertising tradizionale, compreso quello online), quelli posseduti (i cataloghi, il sito web, la pagina su Facebook, ecc.) e quelli guadagnati (il posizionamento nei risultati standard dei motori di ricerca, le recensioni online, ecc.), si possono annoverare anche quelli in cui si vendono spazi ad altri aziende (Sold) e quelli presidiati dai consumatori tipicamente per campagne “contro” l’azienda stessa (Hijacked).

image

Francamente queste due nuove categorie mi sembrano un po’ forzate o comunque molto poco frequenti. In ogni caso, il report McKinsey merita una  lettura, compreso lo schemino finale che sintetizza le quattro principali sfide per i marketers:

  • Think strategically about the role of each media type
  • Rebalance time and resources
  • Develop a clear community or social-networking strategy
  • Improve both the art and the science of marketing

Enjoy!


LOFT su Facebook Applausi. LOFT, un brand del gruppo Ann Taylor pubblica su Facebook una nuova collezione di pantaloni. Parecchi commenti lamentano che i capi sembrano fatti solo per le splendide longilinee modelle delle foto con i quali si pubblicizzano. Loro che fanno? Il giorno dopo (e sottolineo, il giorno dopo) alcune “real women” ossia alcune persone dell’azienda (non proprio splendide e decisamente non longilinee) si fanno fotografare con i calzoni. Commenti quasi tutti decisamente positivi e una bella copertura media (io sono arrivato da Mashable). Questo uno dei tantissimi commenti:

I’ve never shopped your company, but after seeing those adorable pants on your "real life" models I might just have to start!


Starbucks ha portato un milione di persone nei loro locali in un giorno via Twitter con l’operazione Free Pastry Day, mentre con MyStarbucks Idea hanno ricevuto 80.000 idee. Sono numeri ovviamente che valgono per un mercato grande come quello nord americano e per un’azienda come Starbucks, ma dimostrano ancora una volta l’apertura delle persone ai brand per le operazioni in cui sono coinvolti o dove trovano effettivo interesse. (via Mashable).


I'm the mayor of this blog. So? Now what?Un bel post del mio caro amico Howard dedicato ai cosiddetti “location based services”, ossia quelle funzioni per inviare messaggi, immagini e video da dispositivi mobili aggiungendo le informazioni sul luogo in cui ci si trova. Alcune segnalazioni di startup (oltre ai noti Forsquare, Gowalla & Co.), condite con il suo solito elegante humor e le sue creazioni col pongo che mi piacciono tantissimo.

Sempre sui “location based services” val la pena di segnalare anche un post di un altro caro amico, Stefano, che giustamente sottolinea come il twittare qua e là dei propri spostamenti, è un po’ come dire:  “Per piacere, svaligiate casa mia!”. E sarà che ho avuto personalmente alcune visitine a casa, tendo ad usare con una certa cautela le mie esternazioni geolocalizzate.


Secondo me è inopportuno pubblicizzare un browser utilizzando come testo dell’annuncio il dettaglio delle sessioni web di un utente-tipo (via psfk). Sa un po’ di telecamera nascosta in grado di intercettare tutto ciò fa l’utente mentre scorazza per il web. In Google la pensano evidentemente in modo diverso oppure è esattamente ciò che fanno (si fa per dire, eh :) ).

google billboard ad london.jpg


SlideFinder Semplice ma efficace: un bel motore di ricerca per le presentazioni in Powerpoint. Si chiama SlideFinder e ha svariate funzioni per segmentare la ricerca. Comodo il preview delle slide che compaiono dopo aver effettuato una ricerca ed il fatto che la ricerca verte sulle singole slide che contengono le keyword scelte.

Mi pare che il database peschi principalmente da ambienti universitari ma l’ambizione dovrebbe essere quella di fungere da motore di ricerca globale specializzato sui file Powerpoint.


Torno a scrivere dopo bel po’ di latitanza (causa anche lo spostamento del blog) per segnalare una nuova iniziativa su Mclips, il blog di Microsoft Italia, o meglio, delle persone di Microsoft Italia.

Si tratta di un post di Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato dell’azienda, che auspica il confronto su un argomento (in questo caso le interfacce naturali) con tutti i lettori; in base ai feedback raccolti, si riprenderà l’argomento dopo un paio di settimane. L’invito quindi è “Parliamone!”.

Io sono un po’ di parte perché ho condiviso con Carlo e Andrea questa iniziativa, ma trovo sia da sottolineare ogni volta che un top manager di un’azienda partecipi attivamente alle conversazioni. Ed in questo Pietro è senz’altro da esempio.


Io ho appena sottoscritto la candidatura di Internet per il Premio Nobel per la Pace 2010

Adesso tocca a te che stai leggendo questo post.


Via Dotcoma noto che nella homepage di Google c’è un bel link pubblicitario. Pur trattandosi di autopromozione (riguarda infatti il cellulare HTC con tecnologia Android venduto da Vodafone), dovrebbe trattarsi di una novità assoluta.

Certo che potevano impegnarsi un po’ meglio sul testo dell’annuncio: che significa “Altre informazioni.” scritto in quel modo? Probabilmente sarebbe stata quella la frase a cui mettere il link, ma presentato così non ha senso. O no?

Pubblicità sull'homepage di Google


Una corretta gestione delle riunioni è da sempre un fattore critico per la produttività aziendale. Uno dei problemi più diffusi è il dilatarsi della durata dei meeting rispetto a quanto preventivato (lo so, a volte neanche si programma l’orario di fine-meeting…).

Ebbene, la trovata di un’azienda inglese è intelligente ed elegante: dei tavoli con un indicatore luminoso del tempo rimasto rispetto a quanto programmato: cool!


Raggruppo alcune segnalazioni di questi giorni:

  • Giampaolo mi ha inviato l’interessante “Rapporto su privacy e permission marketing in Italia”, un sondaggio realizzato da Human Highway per conto di Mag-News/Diennea. La ricerca cerca di capire l’atteggiamento degli utenti internet italiani rispetto alla concessione dei propri dati personali. Tra le informazioni che emergono dall’analisi, ho trovato utile l’esame dei campi dei moduli online che scoraggiano maggiormente la loro compilazione. Il rapporto, pubblicato con licenza Creative Commons, è scaricabile qui.
  • Riccardo mi segnala invece che lo scorso 12 giugno è stato proclamato il primo laureato dell’Università e-Campus, l’ateneo on line che ha sede a Novedrate e che da luglio aprirà una sede anche a Roma. Sul blog di Cepu(disclaimer: Cepu è nostro cliente) la il commento del neo dottore.
  • Perfetta la testimonianza di Davide dell’uso di Twitter da parte delle aziende, attraverso due casi che ha vissuto direttamente in questi giorni.

Io continuo a credere al valore strategico dei blog aziendali. Inizio così un articolo che, come usa scrivere Massimo, era novo ieri, ossia è uscito ieri su Nòva, l’allegato de IlSole24Ore.

Nell’articolo sottolineo come un blog sia una delle migliori palestre per allenare le (persone delle) aziende alla relazione con gli individui (e non con i target), alla conversazione, all’uso intelligente e adeguato dei social media. Certo, non basta un blog per far trasformare un’azienda (il titolo del pezzo è proprio “Se bastasse un blog”), ma può essere un ottimo punto di partenza.

Buona lettura!


Ottimo post di Giacomo Mason che illustra sette modelli diversi con cui impostare l’architettura delle informazioni all’interno di una intranet.

Pur non occupandomi spesso di community aziendali, il tema della classificazione delle informazioni si ripresenta sempre più spesso, sia quando facciamo analizziamo i digital assets dei nostri clienti per valorizzarne la visibilità online, ma anche quando semplicemente discutiamo su come strutturare le categorie di un blog.

Le indicazioni di Mason confermano una mia convinzione: non esiste un solo modo per catalogare le informazioni, anzi, la flessibilità delle applicazioni digitali, sta abituando le persone ad esigere livelli multipli di accessibilità. Quindi la domanda non è più la classica “quale è il sistema migliore per” ma “quali sono tutte le differenti modalità di accesso che è opportuno impostare senza generare confusione?”, dando quindi per scontato che è fondamentale attivare molteplici percorsi di classificazione e di accesso.

Semplificando a proposito di un blog: è meglio suddividere i post per categoria, per data, per tag, per autore o semplicemente abilitare una funzione di ricerca? Beh, la risposta è: tutte queste cose (e ne potremmo pensare anche altre)!


Il Mondo Beh, non mi avevano mai dato del “maghetto”. C’è sempre una prima volta, no? Per fortuna sono in compagnia di illustri colleghi in un articolo su Il Mondo in edicola questa settimana che si chiama “Tornano i maghetti del web”.

Seppur contento della segnalazione su uno più letti periodici business, ammetto che il titolo dell’articolo non mi piace proprio (anche Nereo è d’accordo), nel senso che pare confermare quell’immagine delle persone che lavorano sul web come degli stregoni che “fanno cose” attraverso diavolerie tecnologiche fate di trucchetti ed espedienti. In realtà, come spesso accade, questa impostazione svanisce totalmente leggendo l’articolo, dove aziende come la mia Ad Maiora e le altre citate, sono segnate come fornitori di alcune tra le principali aziende italiane. Le quali, per fortuna, tendono a non avvalersi di semplici smanettoni.


È stato pubblicato ad ottobre questo video chiamato “Did you know?”. Ci sono numeri più o meno noti ma in generale sempre sorprendenti. Lo conoscevate?


Proviamo solo per un secondo a mettere l’orologio indietro anche solo di tre o quattro anni. Certo, eravamo già parecchi a parlare di social media e di conversazione. Ma se cercavamo applicazioni concrete, anche nei più avanguardisti Stati Uniti, finivamo sempre per citare i soliti due o tre nomi.

Ok, rimettiamo l’orologio sui nostri giorni, periodo in cui i venti gelidi della recessione tingono di importanza doppia le innovazioni introdotte dalle aziende sul fronte della trasparenza e della condivisione. Non entro nel merito delle singole iniziative, ma trovo significativo il modo col quale alcune corporation stanno rinnovando radicalmente il modo di comunicare e di porsi nei confronti delle persone.

  • Partiamo da Microsoft. Una delle più grandi aziende al mondo sta evidentemente cambiando pelle. Sarà pure costretta dal mercato ma, sottoscrivendo quello che ha scritto l’amico Greg Jarboe su Searchenginewatch, “Well, raise my rent. Microsoft is the good guy!”. Mi riferisco al graduale adeguamento alle regole imposte dalla Commissione Europea che andrebbero meglio evidenziate, come sottolinea Andrea Valboni su MClips, il blog multiautore di Microsoft Italia.
  • Poi c’è l’iniziativa Nel Mulino Che Vorrei di Barilla. L’idea è chiaramente stimolante e coinvolgente (far scegliere alle persone le frasi della pubblicità) ma io la cosa che apprezzo di più è che l’azienda inizia (più o meno consapevolmente) a parlare attraverso le sue persone. Si perché è nella descrizione del blog di Pepe Moder, Digital Marketing Manager dell’area bakery di Barilla, che arrivano le informazioni “vere”, credibili, utili a capire.
  • Naturalmente c’è anche Working Capital, il progetto per sostenere l’innovazione e le nuove iniziative imprenditoriali organizzato da Telecom Italia insieme a dpixel. Qui segnalo due cose: la diffusione di informazioni tramite chart e video direttamente dal blog di Gianluca Dettori e il post sul blog di Google Italia che chiarisce l’utilizzo dell’iconografia di Google nella campagna pubblicitaria di Working Capital.

Parafrasando l’articolo “I panni sporchi si lavano in Rete” sul numero di Panorama in edicola (in cui intervengo proprio nell’auspicare l’apertura di canali di comunicazione online da parte delle aziende), ritengo che adesso si possano anche “esibire i panni puliti”: l’importante è farlo in modo credibile e trasparente. (Per chi non ha la copia cartacea dell’articolo di Panorama, ancora per qualche giorno si può leggere qui.)


Da un comunicato stampa distribuito dai sempre professionali PRWeb, apprendo del progetto IdeasProject, un sito orientato a raccogliere i pensieri di alcune delle menti più in vista dei nostri tempi, ma aperto ai contribuiti di chiunque.

E così accanto a una Esther Dyson sempre sulla breccia, c’è Yochai Benkler (autore del bellissimo La ricchezza della Rete), gli immancabili Chris Anderson e Loic Le Meur, e diversi altri personaggi molto interessanti.

Un progetto da seguire.


Stamattina volevo anch’io scrivere qualcosa sulla sciagurata proposta-decreto del Senatore D’Alia; il problema è che ciò che mi passava per la testa (e quindi per la tastiera) non riusciva a formarsi se non condito di tante mal parole (anche Stefano Quintarelli è ricorso ai beep, spiegando poi benissimo tutta la faccenda). Allora ho provato a “contare fino 10” come ci insegnavano, ma… niente. Per fortuna è una di quelle giornate in cui le faccende di lavoro mi tengono ben impegnato e questo post è sceso di priorità. Alla fine ci ho ripensato, cambio argomento e, soprattutto, scrivo di una cosa positiva e stimolante.

Voglio segnalare il continuo lavoro di un gruppo di innovatori disubbidienti della Pubblica Amministrazione. Mi riferisco all’iniziativa InnovatoriPA, guidata da ForumPA e Formez con la collaborazione di una crescente schiera di persone (sia di provenienza PA o meno), tra cui senz’altro Gigi Cogo che fa il punto degli ultimi lavori.

Uno dei momenti clue di InnovatoriPA arriverà il 13 Maggio a Roma per un apposito Barcamp che sta già “scaldando i motori” del confronto. Un grande in bocca al lupo e buona partecipazione!


Che il 2009 sarà un anno incerto, non sono certo io a scoprirlo. E allora perché non cogliere le opportunità che si presentano?

Fabio mi segnala alcune interessanti posizioni in Microsoft presso il Search Technology Center di Monaco di Baviera, come dettagliato nel blog ufficiale di Live Search.


C’è più di un elemento che lega i seguenti tre articoli e post:

  • Diminuisce il valore della “reach”, intesa come audience raggiunta da un media, a cui si contrappone al crescente valore dei contenuti di repertorio (Steve Rubel)
  • Michael Arrington mette in discussione (a sui modo) la consuetudine giornalistica dell’embargo (TechChrunch)
  • Ci sono diverse cose che i blogger possono imparare dai (bravi