Archivio: “Search marketing”
Un evento sul search marketing. Più show che convegno. Organizzato da Michal Gawel di Seolab a Milano, con la partecipazione di Robin Good e del sottoscritto. Programma disponibile qui (PDF). Importo ridotto per iscrizioni entro il 21 Maggio.
Come evidenziato sul sito, il corso NON è rivolto a chi:
- Si ritiene già un mago della SEO
- Parla tutto il giorno in lingua Apache di URL Rewrite
- Ha già guadagnato 1.000.000 $ con Adsense™
- Ha già speso 1.000.000 $ con Adwords™
Per tutti gli altri è una bella opportunità di aggiornamento sul search marketing.
Un libro che consiglio a scatola chiusa. Non solo perché Emiliano è uno stimato professionista del search engine marketing da diversi anni. Non solo perché il settore del search è di quelli che muove una quota rilevante di tutta la comunicazione su internet e quindi va seguito con costante attenzione. Ma anche perché è possibile acquistare il libro con il 25% di sconto ancora per alcuni giorni.
Certo, nel libro c’è anche la mia prefazione, ma il resto sarà sicuramente interessante!
E ve lo dice uno che un libro sui motori di ricerca l’ha scritto esattamente dieci anni fa (urca!).
Un paio di domandine sul mondo del search marketing:
- Quanti sono in media gli annunci pubblicitari su Google nel mondo per ogni keyword che ha almeno un inserzionista?
- Quale è la keyword più costosa in assoluto su Google? E quanto costa?
Le risposte a queste domande insieme ad altri dati sul search advertising, sul report periodico di Adgooroo che si può ricevere gratuitamente via mail inserendo i propri riferimenti. Tra i dati interessanti, il fatto che tra i primi 25 inserzionisti di Google e Yahoo! c’è… Bing.com!
A proposito, le risposte alle domandine sopra sono rispettivamente: 5, mesothelimoa, 99,44 dollari.
Il mestiere nel mestiere. Svolgere il proprio lavoro e nel contempo studiare per adeguarlo ai continui cambiamenti. Un discorso che interessa molte delle professioni legate alle nuove tecnologie, e che in questa occasione riguarda il SEO (Search Engine Optimization), ossia il lavoro di valorizzazione dei siti per ottenere visibilità dai motori di ricerca (gli stessi motori di ricerca ne avvalorano il ruolo).
Tante le cose a cui badare, moltissimi i costanti cambiamenti. È un mestiere che va preso così, sapendo che tra 6 mesi sarà di nuovo abbastanza differente da oggi. Leggevo i puntuali appunti di Sante J.Achille dall’International Search Summit e dei relativi spunti. Così come l’interessante post SEO Industry Trends of 2009 che azzarda anche alcuni temi caldi per il 2010.
Cambiamenti, cambiamenti, cambiamenti. Alla fine ci fanno rimanere giovani, no?
Grande Buy Tourism Online! Che ci sia “fame” di contenuti e di eventi legati alla Rete è sempre più evidente. Meno scontato invece che si permetta a 3.000 partecipanti di avere due giorni ricchi di contenuti variegati e di qualità, di metterli in contatto con gli operatori del settore, nell’ambito di un’organizzazione efficiente, innovativa e ben supportata (anche economicamente) dalle Istituzioni.
Non ho visto tutte le sessioni, ma l’unica mancanza, tra quelle a cui ho assistito, l’ho combinata io facendo un po’ di confusione nell’ordine con cui ho presentato i relatori della mia sessione. Però è stato interessante moderare il panel con i tre big del settore (Google, Microsoft/Bing e Yahoo!) ed avere in contemporanea i numerosi commenti che arrivavano via Twitter, condivisi peraltro con tutti i partecipanti.
È piaciuto molto il video che ha portato Yahoo! che esalta il concetto di “You” come elemento centrale dell’azienda. Interessanti anche le chiare indicazioni sia di Brenner di Google che di Montagna di Yahoo! che hanno risposto ad una domanda dal pubblico sul futuro delle agenzie SEO, specificando che aumenteranno sicuramente d’importanza proprio per gestire al meglio il moltiplicarsi delle opportunità da individuare, gestire e misurare. Ovviamente, condivido!
Serata che ho concluso al Buca Mario, un posto che ricordavo come trattoria tipica toscana (con tanto di gestore rude ma simpatico) ed in vece ho trovato un ristorante, tipico si, ma certo più serio e un po’ caro. Si sono rifatti all’uscita regalandomi una confezione di cantuccini al cioccolato… Ciao Firenze.

Dedico ai SEO che non sono in vacanza questa ironica chart di Randifish. Negli anni il tempo dedicato a “convincere gli inesperti sull’importanza del SEO” è diminuito, ma rimane ancora un task cruciale.
In realtà ce ne sono altre di chart interessanti nel post di Randifish, tra cui una che posiziona le tattiche SEO su due assi: White Hat vs. Black Hat e Low Value vs. High Value.
MediaPost segnala l’edizione 2009 di “Search Marketing Trends”, il periodico report monografico realizzato da eMarketer, che evidenzia (e in gran parte conferma) dati molto interessanti sugli investimenti in visibilità e pubblicità sui motori di ricerca, seppur riferiti al mercato nord americano.
Le tabelle complessive (che riporto più avanti) fotografano bene la situazione:
- I servizi SEO aumenteranno più del Paid search (tra 4 anni potrebbero crescere ad un ritmo doppio)
- La quota destinata al SEO passerà dal 13% al 16% del totale del budget di search marketing
Naturalmente un’indagine che oggi cerca di stimare cosa succederà nei prossimi cinque anni va presa con le molle. Però è un dato che mi sento di condividere, nella misura in cui la valorizzazione dei contenuti digitali prodotti dalle aziende (sia quelli inerenti al sito o diffusi altrove) diventa sempre di più rilevante ed efficace.
I numeri confermano peraltro l’indicazione che spesso ci sentiamo di dare alle aziende in merito alla distribuzione del budget pubblicitario sui diversi canali e strumenti di comunicazione, per cui porre il SEO al 10-15% del totale destinato al search è un parametro normalmente adeguato.
Il vero problema è la percentuale assegnata ad internet rispetto al totale degli investimenti pubblicitari e alzare quel fatidico 5-6% a cifre doppie o triple come avviene in quasi tutta Europa.
Andrea Boscaro di Pangora, mi segnala che è appena uscito il libro “Tecniche di web marketing. Sviluppare l’e-commerce come opportunità per la piccola e media impresa” che ha scritto insieme a Riccardo Porta per l’editore Franco Angeli. Prefazione di Roberto Liscia.
Ancora non l’ho letto ma l’indice è interessante ed il taglio mi sembra molto pratico e operativo. Andrea mi ha chiesto una breve testimonianza che potrete trovare nel capitolo dedicato al search marketing. Ora non si tratta che di leggerlo!
Tags: andrea boscaro – pangora – riccardo porta – franco angeli – roberto liscia
Qui la tabella con i consuntivi 2006/2007 e le previsioni per il 2008 del fatturato della pubblicità onlne in Italia, elaborati da IAB Italia.
Sul sito IAB il comunicato stampa.
Tags: iab – iab italia
Sapevate che Yahoo! fu uno dei primi finanziatori di Google? Poi rivendettero (e bene) le quote che detenevano, restando comunque decisivi per il lancio di Google che implementarono come funzione di ricerca in quella che allora era solo una directory. Cose di 6 anni fa circa. L’ultimo accordo (Google esporrà i suo inserzionisti nei risultati di ricerca di Yahoo!) è l’ennesimo favore, seppur ben pagato.
Google nel frattempo ha dimostrato di saper monetizzare le ricerche meglio di chiunque altro, ed ora Yahoo! cerca di valorizzare il search con questo accordo perché da soli hanno inanellato solo una lista di errori: ricordate l’inclusion? ricordate Panama? ricordate 360? E pensare che avevano in casa chi ha inventato il keyword advertising (Overture). Vabbè è andata. In un intervista ad Affari Italiani parlo di resa di Yahoo!: ovviamente mi riferisco al search, perché spero davvero che l’azienda possa rilanciarsi su tutto il resto: e lo dico per i dipendenti di Yahoo!, per il business legato ad internet e per gli utenti della Rete.
Su cosa significa per la Rete in generale questo accordo, ci pensa Vittorio Zambardino a fare una perfetta e giustamente allarmata disamina.
Tags: google – yahoo! – yahoo – vittorio zambardino – panama – overture
Pare che per il 43% dei manager delle industrie IT nel mondo, l’internet marketing è posizionato al primo posto per “best value for the money” superando tutti gli altri strumenti di comunicazione. Il 79% ritiene fondamentale l’impostanza del search marketing. Il 28% delle aziende ha un blog ed il 16% conta di aprirlo nel corso del 2008.
Queste ed altri interesanti dati arrivano dall’annuale ricerca condotta da Eurocom Worldwide. Disponibile anche un powerpoint.
Tags: eurocom – eurocom worldwide
Quando nei giorni scorsi Yahoo! aveva iniziato a fare dei test implementando il sistema pubblicitario di Google, ho capito che la trattativa di acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft sarebbe saltata. Microsoft non ha proceduto nel sui “bid ostile” ma Yahoo! ha fatto di tutto per ostentare sicurezza e orgoglio. Non ultimo il fatto che alla lettera di Steve Ballmer a Jerry Yang, abbia risposto Roy Bostock (chairman di Yahoo!) anziché Yang stesso.
Ora si tratta di vedere come Microsoft riuscirà a perseguire la sua strategia senza l’accellerazione che avrebbe portato il deal con Yahoo!. Incontrando Ballmer dieci giorni fa ho percepito come i piani di Redmond siano piuttosto chiari, ribaditi nella lettera che il CEO di Microsoft ha scritto ai dipendenti dell’azienda.
Sull’altro fronte, va capito come farà Yahoo! a non rimanere schiacciata tra i due big, specie se mollerà il search a Google (cosa peraltro molto complicata in termini di antitrust). Val la pena ricordare che anni fa fu proprio Yahoo! che applicando la tecnologia di Google all’interno della sua directory, lanciò di fatto l’azienda che conosciamo adesso. Farlo una seconda volta vorrebbe dire alzare bandiera bianca sul fronte search e mollare definitivamente il loro progetto Panama.
Tags: microsoft – yahoo! – steve ballmer – jerry yang – google
Apperò: secondo comScore il 17% delle ricerche effettuate su Google produce un risultato caratterizzato dal cosiddetto “Universal result”, ossia contenente link e contenuti aggiuntivi a quelli elaborati dal normale algoritmo di ranking e riguardanti news, immagini, video, ecc.
Tags: google – universal search – universal result
Segnalo il bel pezzo su Search Engine Watch, Google: The Spy Who Loved Me, che ragiona sulle dichiarazioni di un executive di Google a proposito dell’utilizzo e della storicizzazione delle query al fine di migliorare i risultati di ricerca.
Due frasi interessanti: la prima dell’autore del pezzo:
What worries me: Google doesn’t understand us any better than we understand the mathematical formulas of search engine algorithms.
La seconda riprende una citazione di Nick Carr (non la trovo strettamente attinente con l’articolo ma la condivido abbastanza):
“The erosion of the middle class may well accelerate, as the divide widens between a relatively small group of extraordinarily wealthy people – the digital elite – and a very large set of people who face eroding fortunes and a persistent struggle to make ends meet. In the YouTube economy, everyone is free to play, but only a few reap the rewards.”
Tags: search engine watch – searchenginewatch – google – nick carr
Proprio ieri con un amico ho espresso l’idea che avrebbe senso per Microsoft acquisire Yahoo! e creare definitivamente “l’altro polo” internet da contrapporre a quello di Google. Oggi spunta l’offerta (peraltro nell’aria da tempo) di Microsoft: un’OPA su Yahoo! da 30,1 miliardi di Euro.
Per la cronaca, il mio amico mi ha appena chiamato complimentandosi per le miei doti di chiaroveggenza…
Se fossi azionista di un’azienda, seppur del volatile mondo internet, non mi dispacerebbe costatare un incremento dell’utile netto del 17% rispetto al trimestre precedente. Pare invece che gli azionisti di Google non la pensino così, per cui il titolo è caduto giù.
A proposito di Google, vorrei condividere con voi due interessanti chart, una di un mesetto fa e una di ieri:
- TechCrunch a dicembre aveva pubblicato un’interessante schema che riassume i prodotti di Google, il loro peso in termini di traffico ed il relativo trend.
- Efficient Frontier ha elaborato i dati relativi alla penetrazione di Google nei vari continenti, evidenziando come l’Europa (considerata al netto della Gran Bretagna) registri lo share più alto nel mondo.
Tags: google – techcrunch – efficient frontier
Questa mi sembra una mossa coerente. Microsoft ha fatto un’offerta di acquisto per Fast Search & Transfer, l’azienda norvegese già acquistata da Overture anni fa e quindi attualmente parte del gruppo Yahoo! (vedi precisazione più avanti). Certo, il prezzo non è bassissimo (1,2 miliardi di dollari), però ritengo che Fast possa apportare l’esperienza e la tecnologia sul web search che a Microsoft serve.
Conobbi i founder di Fast a New York nel 2004 e ne ricavai un’ottima impressione, peraltro suffragata dai tanti riconoscimenti alla loro tecnologia di ricerca (vi ricordate Alltheweb?).
Altri dettagli su Techcrunch.
Una precisazione (9/1): A suo tempo Overture acquistò tutta la parte Web di Fast che invece continuò ad operare nell’area entrerprise (con il management originario), che è poi quella che ora Microsoft ha proposto di acquistare.
Technorati Tags: fast – fast search & transfer – microsoft
Sostengo da anni che farsi trovare su internet sia non solo un’opportunità, ma un servizio che occorre fornire ai propri clienti (o potenziali tali). Per cui qualsiasi azienda o organizzazione dovrebbe fre di tutto per facilitare il reperimento del proprio sito. Per i siti della PA dovrebbe addirittura essere obbligatorio.
Oltre alle attività di posizionamento sui motori di ricerca e quelle più propriamente pubblicitarie, suggerisco un paio di accorgimenti semplici ed economici che possono migliorare la rintracciabilità dei siti:
- Fare in modo che il sito sia raggiungibile anche omettendo il “www.” iniziale. Anni fa mi dissero che questo non è in linea con le guidelines formali dell’ICANN (l’ente che coordina i nomi a dominio), ma sembra che oggi non ci siano problemi di sorta.
- Attivare le estensioni ww.dominio.xx e wwww.dominio.xx, ossia dei cosiddetti “terzi livelli” di due e quattro “w”, in modo da intercettare gli utenti che digitano erroneamente l’indirizzo. Questa idea mi è venuta per merito di Virgilio.it che ha attive le estensioni di cui sopra; manca “w.virgilio.it” forse perché fino a qualche tempo fa non gli andava di affermare “viva Virgilio”…
Scherzo ovviamente ma, ad esempio w.google.it e w.libero.it portano ai siti giusti (anche se google preceduto da 4 “w” non funziona). - Verificare se il nome dell’azienda o dei propri brand si presta ad errori di digitazione, i cosiddetti mispelling. In questo caso, sarebbe opportuno registrare anche i relativi domini e/o puntare a essere visibili nei motori di ricerca anche nei confronti di chi sbaglia a digitare il nome dell’azienda.
Gord Hotchkiss è una di quelle persone con cui mi sono sempre sintonizzato. Lui gestisce Enquiro, una bella agenzia di search marketing, ed è nel board di SEMPO, motivo per il quale abbiamo fatto un po’ di cose assieme in passato.
Con la consueta capacità di contestualizzare gli argomenti, Gord riflette su MediaPost del perché le grandi agenzie di comunicazione snobbano, o comunque sottovalutano, il search marketing. Questi i quattro punti chiave:
- Search is small. Non nel senso di limitato, ma per il fatto che il search è riferito a tante campagne di micro-nicchia. Ai pubblicitari piace invece pensare in grande, puntano alle killer campaigns, alla creatività più spinta. Il search è un’altra cosa, è granulare, è “mettere milioni di chicchi di sabbia in un cesto, uno alla volta”.
- Search is measurable. Il search è misurabile in modo dettagliatissimo e, di conseguenza, lo è il lavoro delle persone. Questo “può causare parecchio imbarazzo nei tavoli delle agenzie”.
- Search is hard. Proprio perché granulare, il search marketing è complicato e non basta fare un semplice brainstorm, anche il più ispirato.
- Search is utilitarian. Il search è costantemente accusato di non essere sexi. Il punto è che tutte queste menti brillanti che si occupano di pubblicità, non hanno capito la cosa più importante: il search funzona perché sono gli utenti che guidano il processo, non i pubblicitari.
Alcuni anni fa scrissi un’ironica storiella (inpunemente figura qui accanto nella voce “i miei libri”) che chiamai La pubblicità che ho sognato in cui bistrattavo il modo di pensare di alcune delle grandi agenzie…
Tags: Gord Hotchkiss – enquiro – mediapost – search – search marketing
È la prima volta che visitavo Lubiana in Slovenia, anzi, ora che ci penso, è il mio primo viaggio nei paesi dell’est europeo. L’occasione è stata SKIM, il primo convegno sul search marketing in Slovenia al quale mi hanno invitato a fare uno dei due keynote.
Alcune caratteristiche di Lubiana le conoscevo: molti giovani, gente abbastanza rilassata, praticamente assente il suono dei clackson per le strade. Mi ha colpito l’assenza del classico sfavillare delle altri capitali europee. Qui la presenza dei brand internazionali è minore, anzi, quasi assente. Nella tranquilla isola pendonale al centro della città, c’è spazio per tante piccole boutique locali e tanti bar e pub. Mi ha sorpreso la scarsa illuminazione un po’ dovunque, complice anche una giornata grigia e piovosa. Però molti negozi sembrano chiusi per quanto sono bui, vetrine comprese.
I negozietti ed i locali lungo il canale che si infila dentro Lubiana, danno un tocco romantico e delicato (qui altre foto di Lubiana). Forse non li ho notati io, ma praticamente non ci sono negozi di souvenir (tranne un paio di bancarelle di prodotti artigianali, vetro e legno). Non che mi interessassero in particolare; più che altro volevo intuire le peculiarità del posto.
Le persone che ho conosciuto sono molto interessanti. Sono abituate a confrontarsi con le differenti culture vicine, slave e non, vivendo la situazione di piccolo paese (meno di tre milioni di abitanti in totale) in grande fermento. Mi hanno chiesto a più riprese, anche durante il convegno, cosa pensassi della Slovenia, come la vedevo nel contesto internazionale. Ovviamente non ho saputo dare risposte molto brillanti, anche se mi sembra che l’agilità di essere piccoli possa aiutare uno stato giovane come il loro, con il 65% della popolazione che usa internet (di cui oltre l’80% su larga banda).
Sul fronte internet, interessante il fatto che il leader assoluto di mercato è Nadji.si (50% circa) e tutti gli altri dietro, Google compresa. Interessante il fatto che l’estensione slovena dei domini internet è “.si”; magari qualche azienda italiana potrebbe farci un pensierino…
Alcuni appuntamenti di ottobre in cui sono coinvolto:
- 19 ottobre: Corso di aggiornamento sui Business blog, organizzato da IlSole24Ore Formazione, Roma (ci sarà anche un’edizione a Milano il 16 novembre).
- 24 ottobre: SKIM, la prima conferenza sul search marketing che si tiene in Slovenia. Il tilo del mio intervento sarà “Iskalniki in marketin
Il search marketing risulta avere il miglior ROI tra gli strumenti di marketing online e, non a caso, i rilativi investimenti raddoppieranno entro tre anni. Ce lo dicono due analisi appena uscite di cui riporto le segnalazioni di due colleghi:
- Nereo che riporta l’indagine di Marketing Sherpa secondo la quale SEO prima e PPC subito dopo, sono gli strumenti più performanti per gli investitori online.
- Marco che evidenzia la rilevanza che riveste il search marketing nell’ultimo report di Forrester. Marco fa bene a ricordare come Forrester in passato aveva decisamente sottostimato le stime riguardanti l’Italia ed ora in effetti sembrano più congrue (483 Mil.$ nel 2010). Parlai con l’analista Forrester che fece quell’analisi (scrissi anche un post), ma non cambiarono le cose; guarda caso il nuovo report è fatto da altri analisti…

Altri dati sul report di Forrester Research sono evidenziati anche a casa di Microsoft Digital Advertising Solutions, in particolare il raddoppio previsto per gli investimenti in pubblicità online in Europa per arrivare a 16 miliardi di Euro nel 2012.
Tags: search marketing – seo – ppc – forrester – forrester research
Il file dove raccolgo gli appunti da cui generalmente scaturiscono i contenuti per questo blog, reclama giustizia. È vero, ci sono cose che vorrei/dovrei scrivere, non ultime alcune recensioni dei libri recenti che ho letto.
Nel frattempo, sfrutto un materiale di repertorio (anche se appena pubblicato), ossia l’articolo sul search marketing che ho scritto per il consueto pamphlet di IAB Italia, La pubblicità interattiva in Italia (disponible integralmente anche in PDF), giunto all’ottava edizione.
Questa volta ho voluto fotografare il settore attraverso le più recenti ricerche di mercato; ne è venuto fuori l’articolo Il search marketing moltiplica utenti e canali che, tra l’altro, mi ha permesso di utilizzare la funzione Pages introdotta da Typepad di recente e che permette di pubblicare delle pagine individuali sul blog slegate dai normali post.
Tags: search marketing – iab – iab italia



Questo sito/blog è la mia casa digitale in cui, generalmente, tratto di comunicazione, marketing e tecnologia (ossia 


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