Archivio: “Personal”

Ci sono tre fasi che fanno pare della mia vita professionale (almeno da un certo punto di vista):

  • quella in cui svolgo il mio lavoro
  • quella in cui arricchisco le mie competenze, in gran parte alimentandomi da contenuti che acquisisco dalla Rete, oppure sui libri o a meeting di vario tipo
  • quella in cui metabolizzo ciò che faccio e ciò che imparo ogni giorno e che, in parte, cerco di condividere su questo blog

Ecco, ultimamente mi sono perso l’ultimo pezzo della terza fase: abbiate pazienza…


Avvertenza: nel post ci sarà un attimo di esaltazione egocentrica del sottoscritto.

Maximizing Super Bowl Advertising ROI in a Paid Vs. Earned Media Environment

Novembre 2009 – Intelligente raffronto di un analista Nielsen tra Paid Media e Earned Media riguardo la misurazione dell’impatto delle campagne di comunicazione in occasione del Super Bowl. Valutare quindi l’efficacia che deriva non solo dagli spazi acquistati, ma anche da quelli guadagnati.

Company generated content

Agosto 2007 - In un articolo su Nòva/IlSole24Ore scrissi di “Company Generated Content”che poi approfondii sempre su Nòva introducendo il concetto della “visibilità guadagnata” nel triangolone che continuo a ritenere valido. Lasciatemi godere un secondo di soddisfazione nel vedere più o meno confermati dei pensieri di qualche anno fa. Questo significa che le idee che ho in testa oggi, potrebbero confermarsi nei prossimi anni? Chissà…


Grande Buy Tourism Online! Che ci sia “fame” di contenuti e di eventi legati alla Rete è sempre più evidente. Meno scontato invece che si permetta a 3.000 partecipanti di avere due giorni ricchi di contenuti variegati e di qualità, di metterli in contatto con gli operatori del settore, nell’ambito di un’organizzazione efficiente, innovativa e ben supportata (anche economicamente) dalle Istituzioni.

Non ho visto tutte le sessioni, ma l’unica mancanza, tra quelle a cui ho assistito, l’ho combinata io facendo un po’ di confusione nell’ordine con cui ho presentato i relatori della mia sessione. Però è stato interessante moderare il panel con i tre big del settore (Google, Microsoft/Bing e Yahoo!) ed avere in contemporanea i numerosi commenti che arrivavano via Twitter, condivisi peraltro con tutti i partecipanti.

È piaciuto molto il video che ha portato Yahoo! che esalta il concetto di “You” come elemento centrale dell’azienda. Interessanti anche le chiare indicazioni sia di Brenner di Google che di Montagna di Yahoo! che hanno risposto ad una domanda dal pubblico sul futuro delle agenzie SEO, specificando che aumenteranno sicuramente d’importanza proprio per gestire al meglio il moltiplicarsi delle opportunità da individuare, gestire e misurare. Ovviamente, condivido! ;-)

Serata che ho concluso al Buca Mario, un posto che ricordavo come trattoria tipica toscana (con tanto di gestore rude ma simpatico) ed in vece ho trovato un ristorante, tipico si, ma certo più serio e un po’ caro. Si sono rifatti all’uscita regalandomi una confezione di cantuccini al cioccolato… Ciao Firenze.


Alla fine di una giornata come questa, tra le sessioni del convegno di apertura di IAB Forum ed il pomeriggio di meeting e incontri concluso verso le 20, si realizza che purtroppo non c’è nessuno che legge, risponde e smista le tue email…

Prima di andare a ninna, cercherò di riordinare i concetti emersi nella mattinata perché domani farò un piccolo recup all’inizio dei lavori del secondo giorno di IAB Forum.

Intanto una news che merita di essere segnalata: da oggi il sito di IAB Italia è online in una completo restyling. Naturalmente mi fa piacere che in home ci sia finito anche il sottoscritto (l’immagine è del Forum dell’anno scorso) ma, ancor di più, mi fa piacere l’esito di questo rifacimento, sia nell’estetica che nella struttura dei contenuti.

IAB.it


A poche ore dall’evento clou su internet in Italia, realizzo che ho detto a troppe persone: “ne parliamo quando ci vediamo a IAB Forum”… :)


Mercoledì Bruce Springteen ha suonato al Giants Stadium una nuova canzone: Wrecking Balls. Qui la traduzione presa da Bruce_it e dopo il video. Sembra fatta apposta per rappresentare questo periodo (almeno per me).

Sono stato cresciuto ad acciaio qui nelle paludi del New Jersey, un sacco di anni fa
Tra il fango e la birra, il sangue e gli evviva, ho visto campioni andare e venire
Quindi se hai fegato, se hai le palle, se credi che sia il tuo momento, oltrepassa la linea e porta la tua palla d'acciaio.
Fammi vedere cosa sai fare, qual'è il tuo tiro migliore, con la palla d'acciaio.

[...]

E sappiamo che domani
nulla di tutto questo sarà ancora qui
quindi tieniti stretta la tua rabbia
tieniti stretta la tua rabbia
e non cadere davanti alle tue paure

Quando tutto questo acciaio e queste storie finiranno in ruggine
e tutta la tua gioventù e bellezza torneranno polvere
e la partita sarà decisa
e bruceremo l'orologio
tutte le nostre piccole vittorie e glorie
si saranno trasformate in parcheggi
Quando i nostri migliori desideri e speranze
saranno spazzati via dal vento
e i tempi duri vanno e vengono, e vanno
solo per tornare ancora

Porta la tua palla d'acciaio, fammi vedere cosa sai fare…


Questa sera alle 23.15 sul canale di SkyTG24 interverrò per parlare dello storico accordo siglato tra Yahoo! e Microsoft riguardo ai motori di ricerca.

A più tardi :)


Settimana Internet @ Roma - martedì 23 giugno Internet e ImpreseCi vediamo stasera a Internet@Roma? Si tratta di uno degli eventi nell’ambito della settimana organizzata in collaborazione con Codice Internet, in questo caso dedicato al rapporto tra internet e imprese.

Dopo l’introduzione di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, ci sarà l’intervento di Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24, per poi lasciare spazio ad alcuni esponenti delle imprese, tra i quali Pier Luigi Del Pino di Microsoft, Luca Ascani di GoAdv e il sottoscritto. La serata vedrà anche protagonista Marco Monty Montemagno e sarà condotta da Fabrizio Falconi, giornalista di Mediaset.

Appuntamento alle ore 20.30 presso Palazzo Valentini a Roma, sede della Provincia di Roma.


Qualche giorno fa discutevano con degli amici sugli ultimi libri letti e del fatto che nel 99% dei casi le mie letture sono dedicate a saggi legati in qualche modo alla mia professione. “Ma un bel romanzo, no?” è stata la domanda chiave.

È vero, sarebbe indubbiamente utile leggere qualcos’altro, ma dovendo decidere su non più di un libro al mese, che è il massimo che riesco normalmente a macinare, la scelta alla fine ricade sempre tra i testi annotati come “quelli da leggere” (attualmente ne ho ancora un paio in backlog).

Altra domanda, questa più impegnativa: “Ma i libri che trattano di scenari futuri, non rischiano di portarti fuori strada quando poi li riporti sulla realtà italiana?”.

È vero anche questo; si tratta di un rischio che conosco e che cerco di affrontare con pragmatismo. In pratica, tento di mediare gli slanci su trend e cambiamenti più o meno prossimi, con il daybyday fatto in casa delle aziende, sviluppando di fatto un senso critico che cerca di adeguare il presente tenendo presente di quello che sta succedendo (o che è già successo ma a distanza di un oceano). Una specie di cambio di fuso orario, con la consapevolezza che il jet lag crea inevitabilmente un po’ di confusione.


Si, è successo pure a me di fare spam. Oggi. O meglio, non proprio spam nel senso di messaggi inviati a destinatari sconosciuti. Ma una email che è stata spedita ad una serie di contatti aziendali in una forma un po’ troppo commerciale e impersonale. La fretta di promuovere un nuovo servizio e un misunderstanding interno hanno fatto partire delle email ad un database sbagliato e con un messaggio non adatto. Tra i destinatari anche qualche collega e amici che giustamente mi prendono in giro… Mi sa che avrò un po’ di caffè da pagare…


Sarò retrogrado ma l’educazione ed il rispetto dovrebbero venir prima delle tecnologie… Per cui se siamo in un meeting o al telefono, penso sia giusto pretendere la reciproca attenzione anziché inseguire e rimbalzare tra i trilli degli SMS, i campanelli di Messenger, gli status dei social network, i ding dong delle email in arrivo e così via.

Tentare di sfoggiare questo svolazzamento tra device e applicazioni in contemporanea, non fa altro che dimostrare quanto si è gestiti dalle tecnologie e dagli eventi (e non invece il contrario). Io penso che l’inefficienza (ed il conseguente stress) siano direttamente proporzionali alla quantità di interruzioni a ciò che si sta facendo.

Siamo nella Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete, Virgilio propone una Netiquette 2.0, ma poi tocca constatare che è la buona educazione quella che manca… (Che si è capito che di recente ho partecipato ad una riunione “storta”?)

Proprio mentre stavo scrivendo queste note, il buon Luca segnalava su un lungo articolo sul New York Magazine intitolato The Benefits of Distraction and Overstimulation. Da leggere per chi si interessa di come sta cambiando l’attenzione e la capacità di concentrazione del genere umano.


Io continuo a credere al valore strategico dei blog aziendali. Inizio così un articolo che, come usa scrivere Massimo, era novo ieri, ossia è uscito ieri su Nòva, l’allegato de IlSole24Ore.

Nell’articolo sottolineo come un blog sia una delle migliori palestre per allenare le (persone delle) aziende alla relazione con gli individui (e non con i target), alla conversazione, all’uso intelligente e adeguato dei social media. Certo, non basta un blog per far trasformare un’azienda (il titolo del pezzo è proprio “Se bastasse un blog”), ma può essere un ottimo punto di partenza.

Buona lettura!


Stamattina presto ho trovato un attimo di tempo per scrivere una testimonianza per un un libro sui web analytics che sta scrivendo un mio amico e che uscirà giugno (faccio il misterioso solo perché non so se la cosa sia ancora riservata o meno). Poi arrivato in ufficio, nel quarto d’ora dedicato all’aggregatore dei feed RSS, ho scorto un post di Fabris sui sondaggi di opinione che ho stampato e letto con calma solo adesso. Il j’accuse di Fabris riguarda l’uso spregiudicato dei sondaggi e l’approssimazione professionale dei sondaggisti.

Ho trovato questo post collegato al tema dei web analytics i quali, in fondo, sono sondaggi sull’utilizzo dei siti piuttosto che della fruizione delle campagne di advertising, svolti però analizzando dei dati oggettivi anziché svolgendo delle interviste. Continuo ad essere convinto non solo che la Rete sia il più grande focus group mai esistito, ma che gli strumenti ad uso delle ricerche di mercato, saranno sempre più orientati ad osservare e ascoltare le persone in base ai loro contenuti generati online, piuttosto che andarle a intervistare.

Magari in questo modo anche gli attuali sondaggi di opinione potrebbero risultare maggiormente verificabili…


Il Mondo Beh, non mi avevano mai dato del “maghetto”. C’è sempre una prima volta, no? Per fortuna sono in compagnia di illustri colleghi in un articolo su Il Mondo in edicola questa settimana che si chiama “Tornano i maghetti del web”.

Seppur contento della segnalazione su uno più letti periodici business, ammetto che il titolo dell’articolo non mi piace proprio (anche Nereo è d’accordo), nel senso che pare confermare quell’immagine delle persone che lavorano sul web come degli stregoni che “fanno cose” attraverso diavolerie tecnologiche fate di trucchetti ed espedienti. In realtà, come spesso accade, questa impostazione svanisce totalmente leggendo l’articolo, dove aziende come la mia Ad Maiora e le altre citate, sono segnate come fornitori di alcune tra le principali aziende italiane. Le quali, per fortuna, tendono a non avvalersi di semplici smanettoni.


Lo chiamiamo istinto, oppure colpo d’occhio, o magari colpo di fulmine. È quell’istante in cui il nostro cervello elabora informazioni visive e non e sviluppa opinioni, impressioni, decisioni.

Malcolm Gladwell - In un batter di ciglia. Il potere segreto del pensiero intuitivo Bello e interessante questo libro di Malcolm Gladwell, uscito nella sua versione originale come Blink (più avanti vi racconto una cosa sulla parola Blink a cui sono legato) e ora disponibile in italiano come “In un batter di ciglia. Il potere segreto del pensiero intuitivo”. Stimolanti le ricerche sull’influenza sui nostri pareri “a prima vista”, i quali derivano non solo dalla nostra retroguardia culturale e conoscitiva, ma anche da fattori a cui non avrei mai pensato, che ancora una volta dimostrano l’incredibile complessità e sofisticazione del nostro cervello.

Non occupandomi di neurologia o argomenti simili, non so valutare la validità scientifica degli esperimenti presentati nel libro, ma appare comunque piacevole una credibilità di fondo del testo anche per via della sua scorrevolezza. Incredibile la parte che descrive le ricerche sul significato delle nostre espressioni facciali che, per chi le sa leggere, riescono ad interpretare anche le verità più recondite del più abile dei mentitori. Sarebbe quasi una disciplina da industrializzare e penso anche ad alcuni ambiti specifici, eh eh. Insomma, un libro che consiglio.

Fatemi solo ricordare di Blink. Nient’altro che un velocissimo compilatore software del linguaggio dBase/Clipper (epoca 89-90). Così, giusto per i nostalgici della programmazione quando c’era il DOS.


Un pomeriggio durante una chattata come se faceva allora (canali IRC, telnet e  file nella vaschetta di McLink), mi “scrive un amico di modem” eccitatissimo: Hey, stasera riusciamo a vedere una innovazione straordinaria, un software che cambierà il mondo, e via con altre espressioni che a me parvero esagerate.

La sera, in una pizzeria romana, eravamo in cinque o sei. Sto cercando di ricostruire chi ci fosse ma temo di confondere e allora non rischio :) comunque, il giro era quello delle BBS, di Peacelink, di Agorà.

Giocai qualche minuto con Mosaic.

Era godibilissimo partecipare all’entusiasmo e alla meraviglia delle persone che erano con me; ciò che ricordo con precisione fu il momento intenso in cui passammo dalla fase del “guarda quanto è cool questa cosa del link” alla riflessione: “ti rendi conto di cosa significherà questo sistema?”.

Grazie mille Mr. Bernes-Lee, grazie CERN, grazie a tutti quelli che hanno creato il più grande progetto distribuito e indipendente al mondo e grazie a tutti quelli che continuano a difenderlo e ad alimentarlo.


Il nuovo layout di questo blog è pressoché completo. L’idea è di continuare a mantenere centrale questo strumento di comunicazione, cercando di lasciare gli altri tool (Facebook, FriendFeed, ecc.) sono come collaterals.

Alcune nuove funzioni derivano dalla rinnovata piattaforma Typepad, e riguardano in particolare una migliore navigazione tra le pagine e, soprattutto, una nuova gestione dei commenti che mi piace molto. Adesso si può rispondere ad uno specifico commento e non c’è più bisogno di mettere il codice di controllo. Se si dispone di un account Typepad oppure OpenID, ci si può loggare e il commento viene identificato con i propri dati e la relativa foto.

Riguardo ai contenuti, ho aggiunto una pagina che raccoglie le slide, i video e le foto che mi riguardano, a cui si accede dal menu nella nuova barra in alto. Ho anche semplificato la licenza Creative Commons, lasciando le sole opzioni “Attribuzione” e “Non commerciale”. Vorrei fare ancora degli aggiustamenti “di fino” per i motori di ricerca, ma Typepad ha ancora qualche problemino che sto cercando di risolvere con un loro responsabile a San Francisco.

L’idea della dominante verde non è originalissima, ma con questa vorrei rappresentare l’applicazione di una specie di “ecologia dei contenuti”, intendendo la pratica di scrivere con leggerezza ma con serietà, mantenendo una giusta continuità ma senza esagerare in frequenza, provando a mantenere una certa consistenza fornendo del valore aggiunto. Se poi non ci riesco… vorrà dire che ho sbagliato colore! (ah, si, ho aggiornato anche il set di smile).


Bravissimi Juliette-Margot e Marco per aver inventato e realizzato il Blogstar Game: ci voleva proprio. Una bella dose di (auto)ironia sul mondo delle relazioni online, dei blog, del page rank con tutti gli equivoci da scambio di persone e personalità, di patemi d’animo per la link popularity, sempre sotto rischio di essere bannati.

Certo, per cogliere tutte le sfumature del gioco bisogna essere un po’ avvezzi delle cose della blogosfera, compresi gossip, polemiche, personaggi chiacchierati e intrighi della Rete. Ma il bello è proprio questo! Così come è bello essere uno degli elementi del gioco (grazie ragazzi!)

Via Catepol leggo il post di Novecento secondo cui il gioco rappresenta la vera faccia della blogosfera fatta di persone che “cercano imporre la propria presenza”. Mah, a parte il fatto che in Rete risulta ormai impossibile imporsi arbitrariamente, penso che siano proprio l’ironia e la presa in giro gli elementi che testimoniano l’evoluzione positiva del fenomeno blog e di tutto quello che si tira dietro.

Il Blogstar Game si può comprare ma è anche possibile costruirselo da sé scaricando tutti i file (ottima idea). Ora rimane da spiegare a mio figlio il motivo per cui valgo solo 100 punti e chi è Macchianera e perché è quello che vale di più

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Mi ha scritto Alessandro chiedendomi un consiglio su un percorso formativo per lavorare nell’ambito della comunicazione strategica online. Interessante il fatto che ritiene gli siano “strette” le figure professionali specialistiche. Insomma: lui vuole fare strategia!

Ricordo un giovane collega quando mi occupavo di informatica che a vent’anni aveva deciso di fare… un sistema operativo! Per carità, era molto bravo, ma il punto è aveva pensato a questo ambizioso traguardo senza aver scritto ancora una linea di codice. Poi fece tutt’altro.

Il primo consiglio che voglio dare ad Alessandro è quindi di iniziare a “sporcarsi un po’ le mani” (segui tutto che puoi sulla Rete, prova a collaborare con qualche azienda, apri un blog), tanto per verificare che sia davvero “la strategia” il tuo settore elettivo.

Ancora più importante il tema della specializzazione: non va mai dimenticato che un direttore d’orchestra deve conoscere e avere esperienze specifiche su tutti gli strumenti. Quindi se si ambisce ad attività di coordinamento, è giusto prevedere una formazione più allargata e di maggior durata che copra più ambiti.

Detto ciò, cavalca pure le tue ambizioni, punta al massimo (ma non in senso arrivista) e cerca di imparare dagli errori.

Stay hard, stay hungry, stay alive (Bruce Springsteen)
Stay Hungry. Stay Foolish (Steve Jobs)

Che altri consigli possiamo dare a Alessandro?


Ho avuto il privilegio ed il piacere di collaborare all’impostazione di un executive master allo IULM dal titolo “Social media marketing & web communication. La comunicazione aziendale nel Web 2.0”.

Mi sembra uno dei primi corsi sull’argomento organizzati da una università che sia pensato per chi è già in azienda o comunque ha bisogno di contenuti operativi e casi concreti.

Seppure questo sia uno di quei momenti economici dove la formazione viene spesso sacrificata rispetto ad altre attività, questo master mi sembra un’ottima soluzione per quelle aziende che capiscono l’importanza di aggiornare il loro personale sui temi del social marketing e del web 2.0.

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Ho appena ricevuto una brutta notizia, la scomparsa di Armando Marchi che ho conosciuto nel suo ultimo incarico, ossia come responsabile del centro di formazione manageriale Barilla Lab col quale ho collaborato in diverse occasioni.

Pur avendo passato con lui solo poche ore, mi sento di dire due parole perché Armando era una di quelle persone che ti rapiscono, ti fanno “alzare il livello” qualsiasi sia l’oggetto della discussione. Ma sempre con un’eleganza ed una saggezza che non ti stancheresti mai di ascoltare, nella consapevolezza di avere a che fare con una persona speciale, una persona migliore.

Un piccolo aneddoto. La prima volta che ci presentarono, mangiammo qualcosa assieme alla mensa in Barilla, un paio di anni fa circa. Mi sa che nella discussione sulla comunicazione delle aziende, forse ripetei una volta di troppo il concetto che occorrerebbe considerare i consumatori in primis come persone. Armando, chiese scusa, disse di aspettarlo e tornò dopo un minuto. Mi porse un libricino con il logo Barilla in copertina e lo aprì nella pagina iniziale indicandomi una frase (vado a memoria): “Noi dobbiamo considerare tutti i consumatori come persone”. Si trattava di un documento riservato ai manager dell’azienda a cui la proprietà indicava il percorso strategico. Poi elegantemente mi suggerì di dare un’occhiata alla data del volumetto: 2003. Da una parte fui contento di affermare cose condivise in un’azienda di quello spessore, dall’altra mi resi conto (una volta di più) che i pensieri innovativi e avanguardisti girino nelle grandi aziende molto di  più di quanto si pensi.

Toccante il ricordo di Guido Barilla.

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Quest’anno il MediaKey Award mi è sembrato piuttosto piacevole. Il problema è che non è banale mantenere alta l’attenzione con una carrellata lunghissima di nomination, “the winner is”, foto ai premiati, ecc. Però questa volta è andata meglio di altre edizioni, probabilmente anche merito di Giorgia Surina che ha condotto in modo divertito e divertente.

Io sono arrivato un po’ in ritardo (ero a sentire Tapscott, di cui scriverò in un altro post), giusto in tempo per premiare un paio i vincitori come rappresentante di IAB.

Paolo Migone e Mauro Lupi al MediaKey Award Tra i premiati, mi piace segnalare Ufficio Reclam con Paolo Migone come protagonista. L’avevo già evidenziato qualche mese fa e l’altra sera sono andato a fargli i complimenti. Mi ha raccontato del suo nuovo spettacolo sulle energie rinnovabili e del modo col quale ha coinvolto alcune aziende: interessante. Gli ho anche detto che la mia ammirazione per lui è ulteriormente aumentata dopo averlo intravisto mentre entrava ad un concerto milanese di Springsteen. Grazie a Nazzareno per la foto.


Sabato pomeriggio ho partecipato all’Internet Tour organizzato nell’ambito di Codice Internet. Mi sembra che l’iniziativa di Marco&Marco sia in crescendo, anche se non è banale portare gli analogici a sentir parlare di internet. Mi auguro che i contenuti delle giornate al Teatro dell’Arte troveranno ampia diffusione e poi un seguito in altre città, perché in effetti a teatro saranno intervenute più o meno 400 persone complessivamente, mentre il progetto merita senza dubbio audience più rilevanti.

Tanti gli amici e i colleghi. C’erano anche Layla con la figlia Beatrice che si vantava di avere tre blog, David Weinberger (di cui scriverò in un altro post) che ha preso a cuore Codice Internet, Pietro neo-boss di Microsoft Italia (e ora pure blogger) accompagnato da Carlo e Luca, Michele ormai blogger scatenato, Lele con le sue pins originali, MCC e il suo dentro/fuori. E poi Marco con mamma e figli in platea, che continua a debordare la sua passione per internet.

Del mio panel mi sembra giusto sottolineare il dato che riguarda le vendite online di Olio Carli arrivate a 12 milioni di Euro l’anno. Occorrono anche elementi concreti come questo per divulgare correttamente l’utilizzo della Rete.


NetForum: Mauro Lupi Mi faccio sempre gli scrupoli prima di scrivere della mia vita privata, sia perché tengo ad una certa discrezione, ma soprattutto perché penso che alla maggior parte dei lettori gli interessi (giustamente) poco.

Ma ho ceduto quando mi hanno proposto di fare un servizio per NetForum per la rubrica “Il lato privato dei manager”, e mi sono trovato a raccontare di hobby, passioni, di dove vorrei vivere, ecc. Un assaggio del servizio è online, mentre nell’edizione cartacea (che ancora non ho visto) dovrebbero esserci anche altre foto (non vi dico la trattativa con moglie e figli per inserirne anche una con loro…).

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In aereo tornando da Dusseldorf, con un po’ di mal di testa e poca voce per via del party di ieri sera, ma con un po’ di curiosità nel giocare subito con la rinnovata versione dell’ottimo Live Writer (ora pure col controllo ortografico in italiano) con cui sto scrivendo questo post.

Quello che mi chiedo ormai da alcuni anni, è perché si continuano a organizzare party dove solo il 5% delle persone accompagna ballando l’assordante musica ed il restante 95% dannatamente si sgola per cercare di parlare con gli altri? Ha più un senso? O sono io che ormai sono irrimediabilmente vecchio?

Stamattina, nello splendido albergo in cui mi ha ospitato Zanox, ho fatto due chiacchiere con dei colleghi durante la colazione mentre in una stanza a fianco un pianista suonava Chopin e (mi pare) Bach. Beh, tutta un’altra cosa :)