Archivio: “Numeri”
Secondo Morgan Stanley nel 2013 gli utenti internet mobile supereranno quelli desktop (via gigaom; presentazione in parte già nota da novembre).
Mi pongo però alcune domande:
- Nel 2013 cosa chiameremo mobile e cosa desktop? Sarà solo piccolo e trasportabile vs. ampio e statico? Non credo. E con internet of things come la mettiamo?
- Se per mobile continueremo ad intendere device con schermo al di sotto dei 4 pollici, forse le previsioni di Morgan Stanley sono un po’ esagerate. A meno che venga sviluppata qualche killer application che riesca a impattare a livello sociale.
Che ne dite?
Un paio di domandine sul mondo del search marketing:
- Quanti sono in media gli annunci pubblicitari su Google nel mondo per ogni keyword che ha almeno un inserzionista?
- Quale è la keyword più costosa in assoluto su Google? E quanto costa?
Le risposte a queste domande insieme ad altri dati sul search advertising, sul report periodico di Adgooroo che si può ricevere gratuitamente via mail inserendo i propri riferimenti. Tra i dati interessanti, il fatto che tra i primi 25 inserzionisti di Google e Yahoo! c’è… Bing.com!
A proposito, le risposte alle domandine sopra sono rispettivamente: 5, mesothelimoa, 99,44 dollari.
Mercoledì alla Confindustria di Bergamo ho aperto il convegno con una domanda cruda ma, purtroppo reale: “Internet non serve?”. Pare che il 54% delle aziende con un numero di addetti tra 10 e 49 e che attualmente non usa internet, la pensi proprio così.
Poi, insieme a Federico Pedrocchi di Radio24, Matteo Hoepli, Massimo Fubini, Alessio Semoli e Alberto Mucignat, abbiamo cercato di dimostrare non solo quanto serva internet (a pare ancora incredibile dover ripeterlo ancora), ma in che modo le aziende possono utilizzarlo. Alla fine tutti d’accordo che momenti come questi non cambieranno le cose dal giorno alla notte, ma servono e sicuramente li andremo a replicare sul territorio.
Avvertenza: nel post ci sarà un attimo di esaltazione egocentrica del sottoscritto. ![]()
Novembre 2009 – Intelligente raffronto di un analista Nielsen tra Paid Media e Earned Media riguardo la misurazione dell’impatto delle campagne di comunicazione in occasione del Super Bowl. Valutare quindi l’efficacia che deriva non solo dagli spazi acquistati, ma anche da quelli guadagnati.
Agosto 2007 - In un articolo su Nòva/IlSole24Ore scrissi di “Company Generated Content”che poi approfondii sempre su Nòva introducendo il concetto della “visibilità guadagnata” nel triangolone che continuo a ritenere valido. Lasciatemi godere un secondo di soddisfazione nel vedere più o meno confermati dei pensieri di qualche anno fa. Questo significa che le idee che ho in testa oggi, potrebbero confermarsi nei prossimi anni? Chissà… ![]()
Delle oltre 90 chart dell’utilissimo rapporto “Lo sviluppo della Rete in Italia” realizzato da Human Highway (disponibile gratuitamente con licenza Creative Commons), ne riporto una a me cara. Riguarda il valore economico complessivo che genera internet in Italia, ossia poco meno di 21 miliardi di Euro nel 2009, che rappresentano ben l’1,3% del PIL italiano, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.
Tutto quello che vorreste chiedere agli utenti internet di Italia, Francia, Spagna, Germania e UK riguardo l’uso che fanno della posta elettronica, l’ha già chiesto Contact Lab a oltre 4.700 persone, producendo una dettagliata ricerca sulle abitudini e sui comportamenti nell'uso di e-mail e newsletter.
Alcune risultanze della ricerca:
- Ogni giorno ogni utente riceve in media 28 messaggi e-mail (20 in Italia), al netto dello spam
- I dispositivi più utilizzati per la lettura delle e-mail sono il PC fisso (78%) e portatile (52%). Interessante la comparsa dei Netbook, un fenomeno che al momento interessa il 7% degli utenti
- L’Italia mostra la più elevata penetrazione di dispositivi mobili di accesso alla Rete nell’utenza Internet (17,7%
- In più di quattro casi su cinque gli utenti Internet caricano le eventuali immagini contenute nelle e-mail
La ricerca completa è scaricabile gratuitamente su sito di Contact Lab.
Il consueto report annuale di Technorati sullo stato della blogosfera analizza, tra l’altro, la tipologia dei blogger (distinguendo analiticamente chi lo fa per hobby o per professione), i modelli di business, la relazione con i brand. Questi ultimi dati confermano l’importanza di monitorare le discussioni sui blog, perché il 70% di questi scrive a proposito dei brand e dei rispettivi prodotti o servizi.
Il documento completo si può leggere qui sotto.
Riprendo una chart elaborata da Andy Atkins-Kr
Ho alcune ricerche da segnalare. Parto dall’Italia (le altre in post successivi) con i dati del rapporto “Gli italiani e le nuove tecnologie” presentato allo scorso Forum PA da Gianni Dominici.
Come anticipa lui, ci sono molti altri documenti validi prodotti per questo evento, il quale peraltro migliora di anno in anno e che ammetto di aver trascurato nell’ultima edizione. Intanto questo rapporto è molto interessante perché fa lo spaccato dell’uso di internet da parte della popolazione adulta italiana.
“La Commissione Ue esorta gli Stati Membri a dare ripetizioni ai propri cittadini perché sono spesso analfabeti digitali”. Parte così l’Ansa di ieri pomeriggio relativa alle raccomandazioni del commissario per i Media e la Società dell’informazione, Viviane Reading, ripresa stamattina da IlSole24Ore il quale aggiunge:
Non sapere usare i social network come Facebook e Twitter ed essere incapaci di usare un motore di ricerca significa essere tagliati fuori dalla società contemporanea
Invece mi sembra che le Istituzioni nostrane abbiano escluso Internet dai loro piani strategici. Ok, c’è tutto il can can sulla banda larga, il wi-fi nelle città, e così via. E a più riprese (penso agli interventi di Gentiloni prima e Romani poi agli ultimi IAB Forum milanesi) il governo ha sottolineato che si concentrerà sulle infrastrutture e basta. Invece l’auspicio della Commissione Europea all’education è netto e riporta anche un dato secco (dal pezzo su IlSole24Ore):
Il 24% dei cittadini UE senza internet a casa afferma di non averlo poiché non sa usarlo
Non si tratta quindi di portare un “attrezzo” a casa delle persone: significa insegnare a capirlo, valorizzarlo ed usarlo. E ciò vale il doppio se pensiamo alle aziende, per le quali la Rete è un elemento competitivo il cui impiego esteso dovrebbe essere obbligatorio per legge! In una società non propriamente veloce nel recepire le nuove tecnologie come quella italiana, l’inesperienza e la disinformazione rischiano di trasformare la disponibilità di internet in un problema anziché in una opportunità.
Talvolta noi del settore additiamo alle aziende l’incapacità di utilizzare la Rete in modo strategico. Indubbiamente ci sono ritrosie e diffidenze frutto di cambiamenti che spaventano, protezione degli status quo, paura di mettersi in gioco. Ma è anche vero che la portata di queste innovazioni necessita una formazione continuativa, un supporto strategico e operativo che è parte stessa dell’innovazione. Se non si coglie questo aspetto, saremo sempre lì a giochicchiare con le mode del momento lasciando le aziende disorientate a scegliere soluzioni apparentemente sicure anziché avventurarsi nella complessità della Rete.
È un argomento a cui tengo molto e sui cui proverò a lavorare nei prossimi mesi. Ben vengano suggerimenti e spunti su cui ragionare.










Questo sito/blog è la mia casa digitale in cui, generalmente, tratto di comunicazione, marketing e tecnologia (ossia 


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