Archivio: “Mauro Lupi’blog”

Sembra proprio che una delle buzzword più in voga di questi tempi sia “content marketing”. Beh, meglio tardi che mai! (ne scrivevo e trattavo già 5 anni fa Occhiolino ). Ora pare che due terzi di un panel di 800 marketers internazionali (principalmente UK), metta il content marketing al primo posto tra le iniziative su cui incrementeranno il budget.

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Oggi questo blog compie nove anni. Mi piace festeggiare il nove piuttosto che la canonica ricorrenza decennale. È un modo per giocare d’anticipo sui tempi, anche perché se lo giri, il nove diventa un verbo e ti invita a pensare a chi sei.

Non è la prima volta che celebro il nove. Lo feci ad esempio per i 9 anni di Ad Maiora, che ha rappresentato (mi sia permesso)  un passaggio significativo nell’evoluzione dell’internet nostrana, seppur non compiuto completamente (almeno per quello che era il mio piano).

Nove anni iniziati rappresentando uno dei primi casi di business blog italiani, per arrivare ad una certa “calma creativa” degli ultimi mesi con i follower su Twitter che da tempo hanno superato gli iscritti al feed RSS. Tempi che cambiano, anche se i blog stanno (giustamente) riprendendo quota nella considerazione dei lettori e nelle strategie di comunicazione delle aziende.

Questo è anche un post per salutare chi capita da queste parti in agosto e che magari, come me, sta preparando un rientro dall’estate… con tante belle novità Occhiolino


Purtroppo ancora non ho modo di risolvere il problema sul blog, abbiate pazienza. In pratica, dopo aver aggiornato la nuova versione di WordPress, i singoli post non sono più visibili.

Provata la configurazione di .htaccess, l’impostazione del permalink in WordPress e quant’altro suggeritomi da diversi amici. I tecnici di Aruba hanno fatto delle prove ma poi non sono spariti.

Appena ho un secondo cerco di risolvere.

Aggiornamento: i tecnici di Aruba hanno risistemato tutto. Ok, mi sento meglio :)


Avere come cliente un’azienda i cui fondatori hanno uno splendido museo di arte moderna nella loro fabbrica storica…, beh, sono cose :)

Con l’occasione: sto quasi per riemergere. Grazie a tutti quelli che in questi mesi si sono preoccupati di non vedermi più scrivere da queste parti e in giro. Qualcuno mi ha pure scritto un po’ indispettito (“e allora, ma quando blogghi?”). Altri, sbirciando nel profilo su Facebook, stanando i dieci minuti quotidiani che dedico a Farmville (ebbene si), mi hanno chiesto se ero impazzito o semplicemente andato in pensione. Nulla di tutto questo, solo un volontario esilio dalla scena che sta per terminare.


Era ora di lasciare Typepad, ossia la piattaforma sulla quale attivai questo blog nel 2003, per passare alla scelta più logica al momento: WordPress. Ma, ancora più importante, era ora di utilizzare definitivamente www.maurolupi.com come dominio, anziché il precedente terzo livello. Ciò significa che gli indirizzi dei post sono cambiati (per ora lascio comunque le vecchie pagine) mentre nessun problema per il feed RSS che rimane lo stesso.

L’occasione è servita anche per rifare una  riflessione sul significato di questo spazio e quindi del tipo di interfaccia più opportuno. Ebbene, penso di confermare la linea editoriale di questi anni, privilegiando contenuti utili (analisi, ricerche), riflessioni sul mondo della comunicazione, resoconti di eventi a cui partecipo o nei quali sono coinvolto, recensioni dei libri che leggo. Naturalmente non mi risparmierò certo qualche divagazione di tanto in tanto.

Da qui la scelta di un layout essenziale, direi anche spartano. Mi piace pensare che questo spazio sia interessante da leggere e pratico da usare. Non mi interessa che sia “bello”. Ovviamente suggerimenti e segnalazioni sono sempre benvenuti.

Alcune lezioni imparate da questo “trasloco”:

  • Le piattaforme cambiano e occorre adeguarsi. Inutile “sposare” una tecnologia, tanto prima o poi occorrerà tradirla. Quindi è bene avere sempre chiaro il processo di uscita, e badare alle funzioni di backup, alle possibilità di esportazione, ecc.
  • Gli indirizzi web non dovrebbero cambiare. Nel mio caso, invece, il passaggio avrà un effetto disastroso per quanto riguarda i motori di ricerca perché con c’è modo di agire sulla piattaforma Typepad per le impostazioni  che si fanno normalmente nei casi di migrazione, per cui le URL delle pagine saranno diverse e dovranno quindi riguadagnarsi la link popularity che le precedenti avevano acquisito negli anni.
  • Il feed RSS non deve cambiare. In questo caso, la scelta di utilizzare Feedburner si è rivelata vincente perché l’indirizzo del feed rimane lo stesso, mantenendo quindi immutato il sistema con il quale mi seguono oltre 2.700 persone iscritte la feed.
  • Le aziende cambiano, a volte in peggio. È il caso si Six Apart, la società creatrice di Typepad. Nel 2003 era un gruppo all’avanguardia, un riferimento per il settore del blogging professionale, con un atteggiamento aperto e collaborativo con i  propri clienti. Poi si è inceppato qualcosa ed è stato un susseguirsi di iniziative attappa-buchi alle svariate falle che il sistema andava  mostrando, oltre ad una evidente politica ostruzionista per scoraggiare le migrazioni ad altre piattaforme (ovviamente con i risultati opposti, almeno nel mio caso).

Ci sono ancora alcune cose che devo implementare nel blog ma sono stato preso dalla conversione di oltre 1.000 post rivelatasi molto complicata e laboriosa. Abbiate pazienza…


Come anticipazione del prossimo IAB Forum (martedì e mercoledì prossimi a Milano), ho pubblicato il mio articolo sul pamphlet annuale dell’associazione. Mentre l’anno scorso avevo trattato di come la Rete sia lo strumento migliore per gestire il cambiamento nel rapporto azienda-consumatore, quest’anno sono tornato sul tema “Reparti aziendali e utilizzo di internet” su cui ragionavo qualche mese fa.

In questa occasione ho aggiornato uno schema che cerca di semplificare i principali utilizzi della Rete nelle aziende, soprattutto per quanto riguarda le relazioni con l’esterno. Naturalmente la sovrapposizione con i reparti aziendali è decisamente indicativo e ogni organizzazione deve necessariamente individuarne una propria. Ma è proprio questo l’esercizio che si cerca di auspicare, per non relegare internet a mero strumento tattico di pubblicità.

Qui di seguito riporto questo schema e in una pagina specifica l’intero articolo.
Ci si vede a IAB Forum!

IT: Internet Trasversale


Il nuovo layout di questo blog è pressoché completo. L’idea è di continuare a mantenere centrale questo strumento di comunicazione, cercando di lasciare gli altri tool (Facebook, FriendFeed, ecc.) sono come collaterals.

Alcune nuove funzioni derivano dalla rinnovata piattaforma Typepad, e riguardano in particolare una migliore navigazione tra le pagine e, soprattutto, una nuova gestione dei commenti che mi piace molto. Adesso si può rispondere ad uno specifico commento e non c’è più bisogno di mettere il codice di controllo. Se si dispone di un account Typepad oppure OpenID, ci si può loggare e il commento viene identificato con i propri dati e la relativa foto.

Riguardo ai contenuti, ho aggiunto una pagina che raccoglie le slide, i video e le foto che mi riguardano, a cui si accede dal menu nella nuova barra in alto. Ho anche semplificato la licenza Creative Commons, lasciando le sole opzioni “Attribuzione” e “Non commerciale”. Vorrei fare ancora degli aggiustamenti “di fino” per i motori di ricerca, ma Typepad ha ancora qualche problemino che sto cercando di risolvere con un loro responsabile a San Francisco.

L’idea della dominante verde non è originalissima, ma con questa vorrei rappresentare l’applicazione di una specie di “ecologia dei contenuti”, intendendo la pratica di scrivere con leggerezza ma con serietà, mantenendo una giusta continuità ma senza esagerare in frequenza, provando a mantenere una certa consistenza fornendo del valore aggiunto. Se poi non ci riesco… vorrà dire che ho sbagliato colore! (ah, si, ho aggiornato anche il set di smile).


Quale periodo migliore di questo per cambiare il layout del blog?

Dopo vari ripensamenti ho deciso di rimanere con la piattaforma TypePad, che recentemente ha implementato nuove funzioni tra le quali una bella gestione dei commenti. Purtroppo ci sono ancora dei bug nel sistema (già segnalate al servizio tecnico), ma le cose essenziali sembrano funzionare tutte.

Ora si tratta di fare altre ulteriori personalizzazioni e, se tutto va bene, per gennaio ho in mente di fare una cosa del tutto nuova per questo blog. Ma è ancora presto per parlarne.

Non so se è correlato al cambio di layout (non dovrebbe) ma da oggi il feed RSS è in uno di quei momenti in cui ripropone i vecchi post. A suo tempo, questa cosa mi venne spiegata come un problema di alcuni aggregatori che ogni tanto perdono il sincronismo con le date dei post. Mi spiace se ricevete più volte i post, ma io non so proprio come evitarlo.

Comunque ben vengano feedback, segnalazioni di problemi, incongruenze, errori, ecc. Grazie!


Bravissimi Juliette-Margot e Marco per aver inventato e realizzato il Blogstar Game: ci voleva proprio. Una bella dose di (auto)ironia sul mondo delle relazioni online, dei blog, del page rank con tutti gli equivoci da scambio di persone e personalità, di patemi d’animo per la link popularity, sempre sotto rischio di essere bannati.

Certo, per cogliere tutte le sfumature del gioco bisogna essere un po’ avvezzi delle cose della blogosfera, compresi gossip, polemiche, personaggi chiacchierati e intrighi della Rete. Ma il bello è proprio questo! Così come è bello essere uno degli elementi del gioco (grazie ragazzi!)

Via Catepol leggo il post di Novecento secondo cui il gioco rappresenta la vera faccia della blogosfera fatta di persone che “cercano imporre la propria presenza”. Mah, a parte il fatto che in Rete risulta ormai impossibile imporsi arbitrariamente, penso che siano proprio l’ironia e la presa in giro gli elementi che testimoniano l’evoluzione positiva del fenomeno blog e di tutto quello che si tira dietro.

Il Blogstar Game si può comprare ma è anche possibile costruirselo da sé scaricando tutti i file (ottima idea). Ora rimane da spiegare a mio figlio il motivo per cui valgo solo 100 punti e chi è Macchianera e perché è quello che vale di più

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Milano, 6 Novembre 2008, ore 15.30, IAB Forum, Sala Blu.

Sono i riferimenti di un workshop di un’ora che terrò nell’ambito del prossimo IAB Forum. Sarà l’occasione per cercare di capire come orientare la comunicazione online tra “web 2.0”, blog, motori di ricerca, pubblicità, social network e quant’altro. Sarà il momento per analizzare i cambiamenti in atto, ma soprattutto per fornire indicazioni concrete, tangibili, immediatamente applicabili, anche col supporto di testimonianze e casi aziendali.

Per me e per tutta Ad Maiora sarà un’occasione importante, considerando inoltre che da questo workshop si cercherà di stimolare una discussione aperta e costruttiva che proseguirà sulla Rete. Spero veramente di avervi tutti in sala!

Nei prossimi giorni altri dettagli e… qualche anteprima.

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NetForum: Mauro Lupi Mi faccio sempre gli scrupoli prima di scrivere della mia vita privata, sia perché tengo ad una certa discrezione, ma soprattutto perché penso che alla maggior parte dei lettori gli interessi (giustamente) poco.

Ma ho ceduto quando mi hanno proposto di fare un servizio per NetForum per la rubrica “Il lato privato dei manager”, e mi sono trovato a raccontare di hobby, passioni, di dove vorrei vivere, ecc. Un assaggio del servizio è online, mentre nell’edizione cartacea (che ancora non ho visto) dovrebbero esserci anche altre foto (non vi dico la trattativa con moglie e figli per inserirne anche una con loro…).

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Misurabilità e numeri del webHo trovato un altro elemento da aggiungere alla lista dei motivi per cui un manager dovrebbe tenere un blog e cioè per inserire le interviste integrali quando le versioni pubblicate sono solo una piccola parte di quella effettivamente rilasciata.

L’ultimo caso personale riguarda l’argomento “Web e misurabilità” per il quale ho lavorato su alcune domande che poi sono state pubblicate da Pubblicità Italia solo in piccola parte in uno speciale di Piero Babudro titolato “Quanto pesano i legami online”. E allora, ho messo in una pagina il testo integrale che tratta di misurabilità e numeri del web. Buona lettura!

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Duemila iscritti al feed Però: 2.000 iscritti al feed di questo blog!

Hey, grazie a tutti per la fedeltà e la pazienza di continuare a leggermi :)


Continua a succedere, ed è così da almeno due mesi. Ogni volta che conto di riservarmi una mezzoretta per scrivere qualcosa di sensato per il blog, arriva una priorità di quelle che occorre seguire subito. Alcune di queste priorità riguardano comunque attività stimolanti e produttive, solo che va sempre a finire che metto il blog in coda a tutto.

Proprio qualche giorno fa in un training da un cliente, auspicavo di tenere una regolare frequenza di pubblicazione di un blog… e poi sono io il primo a predicare bene e razzolare male.

Eppure di cose da dire ne avrei molte: ho finito un paio di bei libri, la pubblicità online quest’anno dovrebbe sfiorare il miliardo di Euro, occorrerebbe fare un po’ di chiarezza sulla recente disposizione del Garante sul trattamento dei dati delle sessioni internet, stiamo preparando IAB Forum a Roma e il SES a Milano, ecc. Poi c’è la discussione di grande spessore sviluppata da Luca De Biase in merito all’influenza dell’agenda in relazione al “medium delle persone”.

Insomma: sembro un po’ assente, ma cerco di seguire tutto. Manca solo il reporting. Abbiate pazienza.


Ad ottobre avevo scritto un post sul libro Falce e Carrello scritto da Bernardo Caprotti. Del libro ho apprezzatto l’esposizione genuina ancorché rude di alcuni valori legati al lavoro (impegno, etica)  oltre a supportare con parecchi documenti il suo atto d’accusa contro le Coop.

Credevo che il libro mi fosse arrivato come regalo dall’Editore (era successo anni fa) ed invece pare sia stato mandato a tutti gli amministratori di società in Italia. Non conoscevo invece il fatto che Esselunga fosse stata accusata di atteggiamenti antisindacali e di mobbing, anche se non ho capito bene se sono solo voci (Caprotti ritiene che siano state alimentate) oppure c’è davvero qualcosa di illegale al di là delle normali schermaglie tra sindacato e azienda.

Chi ha intascato i valoridelle Coop? Qualche risposta potrà senz’altro darla un’evento che mi segnala Francesca. Si tratta dello spettacolo Chi ha intascato i valori delle coop?, commissionato da CNS e Legacoop. Il primo si è tenuto il 7 Novembre a Bologna, poi ce ne saranno altri a Perugia, Firenze, Bari, Catania, Roma, Torino e Triestre.

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Massimo si toglie il cappello a chi ha invitato David Weinberger IAB Forum. Yes, è colpa mia. L’avevo anticipato a settembre, dopo che ero riuscito a organizzare la sua trasferta a cui ha contribuito anche un mio cliente dal quale ha svolto una relazione personalizzata.

Chiesi consiglio a Luca De Biase che mi disse: “David è grande, è una mente libera”. Sapevo del tono e dei contenuti della sua relazione; gli abbiamo solo chiesto di guardare con maggiore attenzione la figura degli advertisier, e  mi sembra che l’abbia fatto molto bene.

Mi fa piacere che in molti abbiano scoperto Weinberger a IAB Forum. Oltre al suo ultimo libro, Everything is miscellaneous, ricordo che è stato coautore del Cluetrain Manifesto di cui segnalo la traduzione di Luisa Carrada.

In attesa che l’intero intervento di Weinberger venga messo per intero sul sito di IAB Forum, godetevi i primi 6 minuti.

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Oggi un post di quelli che fanno gioire chi cerca conferme sul (presunto) trionfo di fuffa e autorefenzialità nella blogosfera. Si parla della mia faccia.

Il discorso è questo: premesso che mi tocca avere una foto ufficiale (per la stampa, i siti e anche per questo blog), parecchie persone e amici mi dicono che l’attuale foto non è gran che; quantomeno, dicono, è diversa da come sono davvero. Inutile ribattere che meglio di così è difficile fare, per cui è ora di verificare se cambiarla o meno.

Altra premessa. Davanti ad un fotografo in posa non mi ci metto se non costretto. Mi hanno anche regalato un accessorio utilissimo per fare l’autoscatto con la digitale (ne parlerò quanto prima), ma di autofotografarmi non ci penso proprio.

Per cui chiedo il tuo aiuto! Ti va di selezionare una delle opzioni qui sotto? Grazie mille!

P.S. Domani un post più serio, promesso.


Ho da poco salutato una persona a cui ho promesso di elaborare entro venerdì un progetto per la sua azienda. È la quarta persona oggi a cui dico la stessa cosa. E domani ho mezza giornata già impegnata in alcune riunioni. Quindi rimane un giorno e mezzo.

Uno dei clienti, allertato su un possibile slittamento, mi ha rassicurato: “Tanto so che ci riesci, come sempre”. Ah, è vero, ci sono anche due nottate intere…

Insomma, vale un post del genere per giustificare il bloggare rarefatto di questi giorni?


Nessuno mi aveva dato (finora) dell’hub. Lo fa Giorgio su Marketingarena a mo’ di esperimento, comparando gli hub aereoportuali a quelli delle comunità online e attribuendo tale attributo al mio blog.

In linea di principio condivido il punto di vista a riguardo dell’importanza dei nodi di scambio, sia nella vita fisica che nelle relazioni digitali. Solo che a proposito di blog, ed in generale a riguardo dei contenuti online, temo che le conclusioni siano differenti. Riprendendo l’esempio di Giorgio, l’importanza degli hub aereoportuali è dovuta a vincoli e opportunità di tipo fisico, economico, ecc. ove determinate risorse (come lo spazio) sono finite. Inceve, a proposito di contenuti digitali, non solo lo spazio è virtualmente illimitato, ma è totalmente diverso il numero di hub potenziali perché praticamente uguale al numero degli utenti internet.

Da ciò deriva una elevata dinamicità delle sorgenti di contenuti (che siano portali, blog o altro) ed un continuo processo selettivo darwiniano. Non ci sono “blog da salvare” come scrive Giorgio perché, cinicamente, per uno che scompare ci sono quasi sempre un paio di alternative a distanza di un click.


Un vecchio detto suonava più o meno così:

Basta parlare di buoni propositi: eseguili e basta!

È così che vedo l’argomento “codice etico dei blog”, almeno per quanto riguarda questo blog. Non mi pongo delle regole aprioritaristiche, se non quelle del buon senso. E proprio perché frutto del buon senso, perché doverle enunciare? Ci sono quasi quattro anni di post che li esprimono.

Sarà che sono allergico verso gli atteggiamenti che cercano di normare e regolamentare tutto e tutti (lo so, l’ho già scritto altre volte), ed anche nell’esasperazione di sciorinare un manifesto per ogni occasione, per cui un codice per i blog mi sembrerebbe come invitare degli amici a casa anticipandogli come sarò vestito, che cibo verrà servito, quello di cui si parlerà e quello che sarà evitato, ecc. Tanto lo vedranno lo stesso, no? E solo in base all’esperienza diretta decideranno se tornare o meno. Così come proprio dalle loro facce annoiate o divertite, adeguerò il prossimo invito.

Certo, c’è il tema della responsabilità dei commenti che è più delicato. In questo blog ho messo due righe accanto al form in cui si inseriscono, specificando:

L’autore del commento si assume la responsabilità dei contenuti del commento stesso. I commenti ritenuti offensivi o non attinenti potranno essere cancellati.

Il che significa che cancello spam e bieca pubblicità. Fino ad oggi non sono dovuto mai intervenire in censure di contenuti offensivi o controversi, ma sento che sta a me intervenire per sedare eventuali risse verbali al fine di rimanere entro determinati confini di forma e sostanza. Ed in genere prediligo quei blog che curano la “pulizia degli ambienti” (tanto per rimanere nella metafora dell’invito degli amici a casa)

E quelli che lasciano i commenti a briglia sciolte? Quelli che se ci capita, per dire, mio figlio, permettono di farsi una completa cultura di ingiurie? Temo che ci tocca tenerseli, evitandoli o maturando la capacità di ignorare inpunemente la robaccia che vi incrociamo. Obbligo di identità dei commenti? Regole comportamentali? No, per favore.

I link ad altre discussioni online su questo argomento li riporta Luca.


A volte mi prendono degli scrupoli o, peggio, dei sensi di colpa. Succede quando mi scappa di raccontare di cose che possiedo e dei tanti piccoli lussi che fanno parte del mio quotidiano.

Capita che scrivo di email inviate col palmare, e qualcuno sottolinea “beato te che ne hai uno”. Racconto dell’ultimo viaggio negli Stati Uniti e c’è chi evidenzia come non si potrà mai permettere di fare un viaggio in aereo. E potrei continuare con tante situazioni, anche apparentemente insignificanti, a cui però mi sembra giusto far caso.

In effetti, dietro alcuni contenuti che si riferiscono al mio quotidiano, c’è il rischio che sembrino frutto dell’ostentazione e sento la responsabilità del fatto che potrebbero offendere la sensibilità e le possibilità di qualcuno tra i lettori. Ne contempo, non voglio pormi gli argini mentali del politically correct. E allora?

Ecco come la vedo io, partendo da una situazione in cui mi sono trovato recentemente. Commentavo con un cliente il fatto che faccio spesso la spola tra Roma e Milano in aereo e che cerco di evitare di viaggiare i lunedì e i venerdì perché superaffollati. Anche il mio interlocutore viaggia tra Roma e Milano ma mi ha segnalato che lui non ha problemi nella scelta dei giorni, nel senso che la sua azienda… ha propri aerei! Ovviamente, quando ci siamo salutati, c’era un autista ad aspettarlo (e stava lì da oltre un’ora).

Stupiti? Disturbati? Io no. Soprattutto perché il discorso non era stato impostato al “guarda quanto sono grande”, ma rappresentava la realtà dei fatti. Preferisco sempre l’orgoglio e anche un pizzico di spavalderia rispetto alla falsa modestia. In fondo, chi rappresenta una realtà afferma delle verità, chi la nega o la nasconde compie una mancanza.

Facciamo così: io continuo a raccontare di cose mie, di quello che ho comprato e di qualche viaggio in business class (tanto all’aereo aziendale con ci arriverò mai). Se però eccedo e mi metto a fare lo sborone, segnalatemelo pure, ok?

[Questo post in realtà serviva ad anticipare un nuovo piccolo-grande gadget appena arrivato a casa Lupi e del quale conto di scrivere a breve. Siete avvertiti ]


C’è chi si rilassa ascoltando la musica, chi leggendo libri, chi rimane a guardare la propria moto. Io invece mi metto a smanettare qua e là tra HTML e cose nuove da imparare.

Implementazione di Live Search Box Oggi ho implementato Live Search Box sul blog. La casella di ricerca si trova in alto a destra è ed simile a quella di Google o di altri servizi, solo che è più versatile secondo me. Praticamente permette di cercare: a) dentro questo blog, b) su tutto il web, c) su tutti i siti di Ad Maiora contemporaneamente. Quest’ultima possibilità l’ho inserita con l’apposita funzione Macro che consente di creare una lista personalizzata di siti su cui restringere la ricerca. Peccato che se ne possa inserire solo una, ma è praticamente un modo per farsi un proprio search engine (recentemente ho scritto un articolo sull’argomento: I motori di ricerca siamo noi).

Tornando a Live Search Box, la funzione mi piace perchè si rimane dentro il blog finché non si seleziona una pagina tra quelle trovate. Cliccando su un risultato, si apre una nuova finestra. Certo, ci sono gli sponsored links, ma la funzione è facile da implementare mediante una procedura guidata di tre passaggi.

Come vi sembra?

Technorati tags:

A proposito della ormai notissima copertina del Time, avevo scritto che sarebbe stato meglio che l’uomo dell’anno fossimo stati “noi” (we) anzichè “You” come invece hanno scelto.

Anil Dash di Six Apart (l’azienda che produce le popolari piattaforme di blogging Movable Type e Typepad) la pensa come me.

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Dopo alcuni bellissimi commenti al post Il sapere? Vattelo a cercare, ho deciso di realizzate una pagina con gli ultimi 100 commenti scritti in questo blog. Una specie di “registro degli ospiti” sul quale si possono aggiungere direttamente altri commenti. Tecnicamente mi hanno aiutato le indicazioni fornite su TypepadHacks. Per chi fosse interessato, ricordo che c’è anche uno specifico feed RSS per i commenti.

Sempre a proposito di commenti, i più esperti ora possono anche utilizzare qualche parametro HTML.

Visto che c’ero, ho modificato le pagine in cui sono raccolti i post divisi per categoria: adesso viene mostrato solo un estratto del post, in modo da renderne molto più veloce il caricamento. Inoltre, la lista della categorie nella barra di sinistra, ora riporta anche il numero di post presenti in ciascuna di esse.

Su suggerimento di alcuni lettori (grazie!) ho alleggerito la colonna di destra, in particolare raggruppando i bottoni per l’iscrizione rapida al feed RSS in una finestra che si espande solo quando serve.

Infine, ho aggiornato i link in coda ad ogni post, tra i quali ho inserito la nuovissima funzione Link Count di Technorati.