Archivio: febbraio, 2008

Il DDT venne abolito nel 1978 in Italia per cui magari qualcuno non sa di cosa parlo. Era un componente per gli insetticidi. Ora mi si perdonerà il gioco di parole nel titolo (parlo io che mi chiamo Lupi…) che naturalmente non vuole essere offensivo ma solo provocatorio nel guardare la lettera aperta a Vespa e la relativa petizione, come l’inizio di qualcosa di più ampio.

Sono d’accordo con Mantellini quando ritiene che non sia Vespa l’interlocutore giusto, o quantomeno non l’unico, a cui indirizzare la missiva(non condivido invece l’affermazione di Massimo: “Vespa (e la TV in generale) non sono ormai piu’ un grande pericolo“; lo sono ancora, haimé). Paolo sintetizza perfettamente:

Cercare “da” Internet un dialogo con Bruno Vespa richiede una enorme dote di ottimismo e fiducia nel prossimo

Fiducia che non mi sento proprio di dare a questo prossimo. E allora?

Lancio un’idea. Premesso che continueranno ad esserci attacchi disinformati e/o strumentali alla Rete ancora per molto tempo, suggerisco di redigere un documento più generale, stilato sulla falsa riga di quello realizzato in questo caso, che possa prestarsi ogni qualvolta si demonizza la Rete in maniera esagerata.

Attenzione però: non un manifesto che tenti di rappresentare “Il Popolo della Rete”, perché è qui lo sbaglio che a volte facciamo noi “dell’ambiente”, andandoci a ghettizzare da soli. Serve invece qualcosa che dimostri, numeri alla mano, l’entità sociale ed economica di internet. Come sappiamo, internet non è fatta di geek, blogger ed hacker, ma da un’enormità di persone che ormai sono rappresentativi della maggioranza della popolazione.

A noi che abbiamo l’opportunità di usare la Rete e quindi anche di conoscerla, spetta il compito di spiegarla, spiegarla e spiegarla ancora. Difendendola se occorre. E ribadisco: non dichiarandoci cantori di un’area tecnicologica o di frontiera, ma semplicemente utilizzatori di qualcosa che sta migliorando il mondo (a proposito leggere l’articolo di Weinberger su Nòva di oggi).

Che ne dite?

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Inizia la stagione più intensa dell’anno di seminari, convegn, corsi, ecc. Ecco i prossimi eventi nei quali sono coinvolto come relatore:

I primi due sono a pagamento, gli altri no. Se passate… fate un fischio ;-)

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Inizia la stagione più intensa dell’anno di seminari, convegn, corsi, ecc. Ecco i prossimi eventi nei quali sono coinvolto come relatore:

I primi due sono a pagamento, gli altri no. Se passate… fate un fischio ;-)

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Per tutti quelli che pensano che questo Paese ce la può ancora fare, segnalo due siti web, uno nuovo e l’atro riprogettato di recente, che testimoniano che anche strutture ed aziende complesse, possono realizzare progetti eccellenti.

  • SaperiPA è “il nuovo progetto di FORUM PA per archiviare, classificare e rendere fruibile su internet il vasto patrimonio di saperi e conoscenze sulla pubblica amministrazione”. A livello funzionale c’è tutto: commenti, feed, tag, votazioni, ecc. Ove disponibile il materiale degli interventi, c’è una comoda funzione di slideshow e anteprima. Il punto è cogliere l’enorme lavoro organizzativo e direi “politico” che c’è stato dietro al progetto, a aprtire da una pressoché totale apertura alla riproduzione dei contenuti.
  • Eni.it è il sito della più grande azienda italiana che è stato completamente rivisto. Navigazione funzionale e piacevole con un mood decisamente attuale. Bella la modalità di tagging di alcune aree del sito (che è comunque possibile disattivare), così l’uso di tecniche moderne (videocast, alerting, rss, podcast, ecc.) mai effettistico ma sempre coerente con i contenuti del sito.

Disclaimer: in modi diversi collaboro/collaborerò con ForumPA e Eni, ma non in merito ai siti che ho segnalato qui. L’ho fatto perché mi piacciono davvero!

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Uno dei problemi ancora non risolti in merito alla comunicazione online, è quello di valutare in modo puntuale l’entità degli investimenti pubblicitari. Ogni nazione ha le sue metodologie e anche a livello locale ci sono metriche ancora tutte da perfezionare.

Uno dei temi è che non tutti i player del settore sono disponibili a segnalare i loro fatturati alle organizzazioni superpartes che si fanno carico di raggruppare le rilevazioni. Ora rimane fuori il search, oppure il classified.

Forse in Italia abbiamo un’aiuto definitivo al problema. Ci arriva dalla Guardia di Finanza che, contestando 51 milioni di evasione fiscale in Italia a Google, ha contemporaneamente stimato un fatturato fino al 2007 di 257 milioni. E questo sarebbe quello non dichiarato.

Ovviamente sto facendo ironia. Anche se la notizia è reale. L’ho letta su DailyOnline che ha raccolto anche una dichiarazione di un portavoce di Google (tra alcuni giorni il pezzo dovrebbe andare nell’archivio riservato agli iscritti). La notizia originale è del 1


Uno dei problemi ancora non risolti in merito alla comunicazione online, è quello di valutare in modo puntuale l’entità degli investimenti pubblicitari. Ogni nazione ha le sue metodologie e anche a livello locale ci sono metriche ancora tutte da perfezionare.

Uno dei temi è che non tutti i player del settore sono disponibili a segnalare i loro fatturati alle organizzazioni superpartes che si fanno carico di raggruppare le rilevazioni. Ora rimane fuori il search, oppure il classified.

Forse in Italia abbiamo un’aiuto definitivo al problema. Ci arriva dalla Guardia di Finanza che, contestando 51 milioni di evasione fiscale in Italia a Google, ha contemporaneamente stimato un fatturato fino al 2007 di 257 milioni. E questo sarebbe quello non dichiarato.

Ovviamente sto facendo ironia. Anche se la notizia è reale. L’ho letta su DailyOnline che ha raccolto anche una dichiarazione di un portavoce di Google (tra alcuni giorni il pezzo dovrebbe andare nell’archivio riservato agli iscritti). La notizia originale è del 1


Ci sono un paio di importanti motivi alla base della riunione di questi giorni di IAB Europe: la prima è un’evoluzione della struttura organizzativa e della mission di IAB Europe, l’altra riguarda l’inizio dei lavori per mettere su Interact 2008, ossia IL convegno europero sull’e-makgeting che quest’anno si terrà proprio a Berlino (save the date: 2/3 Giugno).

Stimolante come sempre il confronto con gli altri colleghi IAB delle numerose nazioni presenti a cui si sono aggiunti alcuni manager europei di aziende del settore tra le quali Yahoo!, AdLink, Ebay, DoubleClick, e Microsoft.

Mi porto a casa un paio di pensieri in particolare:

  • Tra i nomi che si pensa di invitare a Interact, c’è un ministro tedesco, nella fattispecie il Federal Minister of Economy & Technology. Ho fatto un sogno: nel governo italiano che spunterà dopo prossime le elezioni, qualche incosciente e rivoluzionario cambia nome e missione del Ministero delle Attività Produttive che diventa Ministero dell’Economia e delle Tecnologie… 
  • Sempre a proposito di Interact, ci si è preoccupati di identificare sia il target dell’evento che i suoi contenuti, ritrovandosi sul voler rappresentare l’e-marketing e i media digitali. La riflessione che mi è scattata è che i media digitali non sono più solo il web o la Rete (TV e radio sono di fatto digitali da tempo), così come dietro il marketing elettronico c’è l’intero mondo della comunicazione in fase di sconquasso. Ho concluso che non vedo quale possa essere di questi tempi un settore miglore di internet in cui valga la pena di lavorare.

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Yahoo! Live Annunciare Yahoo! Live proprio nei giorni in cui si sta decidendo se confluire dentro Microsoft (che ha tutta la suite online denominata proprio Live) è una cosa tra lo strampalato e il curioso.

Poi l’applicazione è andata in crash quasi subito dopo l’annuncio (comunque ora sembra funzionare tutto), e il team ha tenuto  precisare di essere solo in sei e che che sono un po’… sotto pressione.

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Intervista su DailyNet Domenico Fabbricini ha ben sintetizzato su DailyNet il mio parere sulla possibile acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft.

 

 

 

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Martedì 19 Febbraio alle ore 16.30, presso il Palazzo San Macuto, via del Seminario 76 a Roma, si terrà l’evento “Nuove Risorse per Crescere- Seed Capital, Venture Capital, Private Equity”, organizzato da BAIA, insieme a Decidere.net e Competere.

L’obiettivo è ambizioso: portare avanti delle proposte concrete, anche di tipo normativo, che favoriscano gli investimenti privati.

Ulteriori info e registrazione sul sito di Baia (associazione di cui faccio parte).

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blog-in-azienda Con la tipica impostazione pragmatica e diretta degli autori americani, con pochi tecnicismi e divagazioni, questo “Blog in azienda” mi è piaciuto. Il libro è scritto bene, in modo scorrevole e, a tratti, pure divertente.

Debbie Weil è da sempre una delle voci più ascoltate sul business blogging (suo è BlogWriteforCEOs) e qui non si smentisce. L’approccio è quello della consulente che si interfaccia con l’azienda sull’argomento “bloggare o non bloggare?”, compreso un apposito capitolo chiamato “Trucchi per far digerire la quiestione blog al capo”. In questo senso, c’è un po’ di overselling sulle opportunità che derivano dall’aprire un blog aziendale, ma sempre entro limiti di realismo.

Tra i libri che ho letto a proposito diblog aziendali, questo è uno di quelli che consiglio senz’altro. Ben fatta anche la localizzazione in italiano di Leonardo Bellini che mi fa l’onore di citarmi nella postfazione dedicata all’Italia.

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Interessa una collezione di 33 giri di rock anni 70/80? Ebbene si, superando un po’ di pigrizia e soprattutto cedendo all’insistenza di mia moglie (“ma quando la butti via la roba vecchia?”), ho aperto un’asta su Ebay per i miei 235 LP.

So di scoprire l’acqua calda, ma usare Ebay è divertente e molto pratico. Il sistema è fatto in modo che in ogni angolo ci sia una spiegazione, un percorso logico e chiaro. Proprio in questi giorni sto leggendo “Economia della felicità” di De Biase e sono al punto in cui l’autore segnala tra le ragioni di scelta dei consumatori non le caratteristiche oggettive dei prodotti, quanto la loro capacità di fornire certezze e rassicurazioni. Ecco, Ebay è un esempio tangibile di tutto questo, un po’ come Amazon.

Tornando alla mia asta: l’ho inserita ieri sera e già stamattina ho un offerta e alcune email di persone interessate. Mi sa che prossimamente vendo pure i 45 giri…

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Proprio ieri con un amico ho espresso l’idea che avrebbe senso per Microsoft acquisire Yahoo! e creare definitivamente “l’altro polo” internet da contrapporre a quello di Google. Oggi spunta l’offerta (peraltro nell’aria da tempo) di Microsoft: un’OPA su Yahoo! da 30,1 miliardi di Euro.

Per la cronaca, il mio amico mi ha appena chiamato complimentandosi per le miei doti di chiaroveggenza… :)

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Se fossi azionista di un’azienda, seppur del volatile mondo internet, non mi dispacerebbe costatare un incremento dell’utile netto del 17% rispetto al trimestre precedente. Pare invece che gli azionisti di Google non la pensino così, per cui il titolo è caduto giù.

A proposito di Google, vorrei condividere con voi due interessanti chart, una di un mesetto fa e una di ieri:

  • TechCrunch a dicembre aveva pubblicato un’interessante schema che riassume i prodotti di Google, il loro peso in termini di traffico ed il relativo trend.
  • Efficient Frontier ha elaborato i dati relativi alla penetrazione di Google nei vari continenti, evidenziando come l’Europa (considerata al netto della Gran Bretagna) registri lo share più alto nel mondo.

Prodotti di Google - (c) TechCrunch

Penetrazione di Google - (c) Efficient Frontier

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