Che paese strano è l’Italia. Ai momenti di calma piatta, penso ad esempio ad agosto dove siamo rimasti una delle poche nazioni al mondo a bloccare di fatto l’economia, affianchiamo i momenti di fuoco come le ultime settimane di dicembre.
Proprio non riusciamo a pianificare il business. Sembriamo tanti fiori, bellissimi per carità, ma rassegnati a muoverci tutti insieme in base a conquetidini palesemente vetuste se raffrontate col resto del mondo.
E così giù come matti a cogliere i residui dei budget (ovviamente non impegnati finora perché “non si sa mai”), oppure a presentare alle direzioni i progetti stategici per il 2008 che pare possano essere discussi tassativamente solo in queste poche ore che mancano alla fine dell’anno.
(Si è capito perché non scrivevo sul blog da parecchi giorni?)
A gennaio tutto si sgonfierà, la furia e la tensione si saranno sciolte insieme ai panettoni e questo paese riprenderà (lentamente, mi raccomando) a lavorare. Certo, non prima di metà gennaio perché occorrerà tempo per riprendersi dalle vacanze…
E non me ne voglia Bassetti. Se è vero che potremmo esportare e condividere globalmente “l’italicità”, abbiamo anche tante cose ancora da imparare.
Questo sito/blog è la mia casa digitale in cui, generalmente, tratto di comunicazione, marketing e tecnologia (ossia 


12 commenti per “Ritmi italiani”
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