Luci e ombre di Google - IppolitaMi aspettavo un libro diverso per via del titolo che, secondo me, tradisce il vero contenuto di Luci e Ombre di Google disponibile su Ippolita.net. Il testo non scopre nessun particolare segreto riguardo Google e neanche graffia pià di tanto, tuttavia approfondisce alcuni temi importanti. Tra questi, i problemi che derivano dall’accentramento di informazioni nelle mani di un player principale e, soprattutto, il potere qualitativo che viene assegnato all’ordinamento dei risultati di ricerca.

Diciamo che quasi tutte le crtitiche addotte a Google, in realtà potrebbero riguardare tutti i motori di ricerca e molti altri servizi online. Chiaramente il focus su Google deriva dalla sua netta posizione dominante nel mercato e nell’immaginario collettivo, oltre al fatto che in molti (hacker compresi) sono stati sedotti da un’azienda indubbiamente affascinante che poi si è semplicemente rivelata un’azienda che fa business.

Il libro, edito da Feltrinelli e disponibile anche online con licenza Creative Commons di tipo copyleft, contribuisce al dibattito sul limite fiduciario che è giusto assegnare ad una media-technology company come Google e, in definitiva, mi sembra che esorti all’attenzione e stimoli la consapevolezza che non esiste (e forse non esisterà mai) un “motori di ricerca perfetto”, in cui l’accezione “perfetto” si riferisce non solo al servizio di ricerca ma all’azienda stessa ed ai suoi principi morali ed etici.

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7 commenti per “Luci e ombre di Google”

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  1. Marco scrive:

    E’ accaduto per Apple, accade ora per Google, accadrà domani per il prossimo nuovo player che si presenterà sulla scena, informatica e non.
    Il nuovo, quello che spezza lo status quo, viene sempre percepito come svolta, nuovo inizio. In realtà reiventa solo un modo un poco differente di concludere affari.
    Sul limite fiduciario da assegnare a Google, proverei a riflettere invece su una realtà più vicina a noi: la macchina burocratica statale di questo Paese. Quanta fiducia merita? A quale livello è giusto passare alla sfiducia? In fondo stiamo parlando di un apparato che di me sa tanto, e vuole sapere sempre di più. Cosa ottengo in cambio?
    Dal momento che Google svolge bene il proprio lavoro, immagino che la sfiducia nei suoi confronti possa scattare quando non sarà più all’altezza dei compiti che vuole adempiere. Allora, se l’inefficienza sarà il modo di lavorare di Google, la massa di informazioni che detiene diventerà un serio problema. Sino ad allora, vigilare sarà opportuno, parlare di privacy e gestione delle informazioni sarà doveroso. Purché si evitino toni eccessivi

  2. Alessio scrive:

    Approposito di Google da un paio di giorni sta avvenendo l’aggiornamento dei pagerank
    http://alessios4.blogspot.com/2007/04/aggiornamento-pagerank-in-corso.html
    Per quanto riguarda i motori di ricerca e Google faccio un piccolo esempio per capire come funzionano alcune dinamiche, prendiamo ad esempio il mio blog su blogspot (alessios4.blogspot.com), esso è ben indicizzato su Google ma malissimo su Live Search (nonostante sia linkatissimo)
    Nel primo motore di ricerca ad esempio con la chiave “alessio” spunto primo, mentre nel secondo non sono neanche riuscito a trovarmi con quella chiave. Live Search naturalmente tende a valorizzare gli msn spaces rispetto ai blog di blogspot (che appartengono a Google quindi alla concorrenza). Più servizi gestiscono i motori di ricerca più è probabile che non siano imparziali.
    Saluti Alessio

  3. Federico - Fiordimela scrive:

    Caro Mauro,
    d’accordo che non si scopre nulla di nuovo leggendo il libro, tuttavia – dopo averlo letto – lo consiglio a chi in Italia (e sono moltissimi) voglia una lettura sintetica e panoramica sul web di oggi, perché:
    1) È in italiano (!)
    2) Non è un testo “di denuncia”, per “criticoni” o peggio per “timorosi del grande fratello” (questi nuociono momlto IMHO a chi lavora come noi con la rete)
    3) Fa riflettere perché ha un approccio multi-disciplinare e in un certo senso a me, personalmente, ha fatto intravedere alcuni “modelli sottesi” su cui ragionare.
    Una sottolineatura:
    p.66 “Esiste una profonda distinzione tra cercare e trovare: Google ci fa trovare le cose, provoca
    soddisfazione, sensazione di accumulo. Ma potrebbe anche non essere interessante il “trovare”,
    quanto piuttosto invece l’atto stesso di “cercare”; forse è interessante anzi non trovare affatto, perché se non si riesce a trovare significa che si è impegnati a cercare”

  4. msn adresleri scrive:

    Thanks You News
    Best Regards
    Katarina

  5. Raffaele Galano scrive:

    Mauro, credo io esserci uno signore o amico bot scrivente in ogni dove. Cancellare est necessario. :-)

  6. maria gloria scrive:

    sto cercando blog che parlano di libri. Ti andrebbe di visitare il nostro blog e magari darci dei suggerimenti, visto che siamo neofite di questo strumento?
    Ciao Gloria & Company

  7. Mauro Lupi scrive:

    Ciao Maria Gloria; il vostro blog conferma una mia idea di fondo e cioè che la Rete è spesso un facilitatore di cose che si fanno da sempre. Voi vi riunite periodicamente per parlare di un libro: bellissimo. Credo che nel vostro caso il blog sia il collante e l’elemento che cristallizza questi incontri ed i contenuti che ne vengono fuori. E quindi il blog fa esattamente il suo mestiere: è il mezzo e non il fine. Il meglio ce lo mettete voi!
    Per quanto concerne blog che parlano di libri: puoi partire da quello di Hoepli.

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