Un caro amico, manager di una compagnia finanziaria, di risposta al più classico dei “Come va?”, ha espresso uno sconsolato “Va tutto bene, il mio solo nemico è il tempo!”

E torniamo all’argomento “tempo”. Il mio amico lo vede in modo conflittuale perché è consapevole del fatto non si riesce dominare  e perché, quando si presenta un imprevisto, ci si trova perennemente in una situazione che è già di rincorsa a deadline più o meno scadute.

Gli ho controbattuto che il vero nemico sono le interruzioni ed il tempo che serve a rientrare in concentrazione e, ancor di più, l’incapacità diffusa delle persone di assegnare e gestire le priorità. E poi sono partito con una filippica su quanto trovo assurdo che in molti (specie i più giovani) sprecano il tempo che hanno a disposizione. Per “sprecare”, qui intendo la gestione disordinata delle cose da fare, col risultato che sono gli eventi a gestire la loro vita e non il contrario.

Per un attimo mi è sembrato di fare un discorso di quelli che a 20 anni si etichettano come “pallosi” (o anche con epiteti peggiori), però guardandomi attorno sento di potermi confrontare con chiunque abbia trenta anni meno di me in quanto a efficienza.

Il tempo va rispettato. Quello proprio e quello degli altri. È come l’acqua: indispensabile per vivere e risorsa sempre più scarsa. Ci fate caso che un’espressione sempre più frequente è “Grazie per il tempo che mi hai dedicato”?

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20 commenti per “Grazie per il tempo che mi hai dedicato”

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  1. Dario Salvelli scrive:

    Sarà davvero perchè il tempo è denaro ? Non lo so,però è una espressione frequente ormai: via email,telefono,email,di persona.

  2. Federico Lucchini scrive:

    Chi ha tempo non aspetti tempo. Il tempo è denaro. Dai tempo al tempo… e via di questo passo. E se stessi sprecando il mio tempo scrivendo questo commento? Mi ero ripromesso di imparare a memoria i tuoi dieci suggerimenti per gestire il tempo… in effetti li ho imparati, ma come si fa a metterli in pratica? :-) :-) :-)

  3. Cassiano Teodoro scrive:

    Io sono d’accordo con Federico nel dire che è dura mettere in pratica la teoria. Io credo che il peggiore nemico dell’organizzazione del tempo sia la motivazione o meglio la DEmotivazione, nel senso che ci vuole secondo me perlomeno un minimo di gusto nel fare le cose. Io lo riscontro sopratutto sul lavoro, quando tendo a scegliere lavori meno pallosi ma anche meno importanti a quelli più pallosi ma più importanti. Sarà la mia tenera età ;-) (23) ma io credo di non essere ancora padrone di me stesso e questo mi demotiva ancora di più attraverso la paura di nn riucire nelle imprese in cui mi butto.

  4. Giornale di Sistema scrive:

    Il tempo… organizzare il tempo, gestire il tempo, dominare il tempo… imprevisti, deadline, rincorre le deadline… boh, non so, qualcosa non mi torna.
    Ho tanto la sensazione di essere un cricetino sulla ruota che dice di non aver abbastanza tempo per farla girare.
    Ma non è che mi sto auto-ingannando? Non è che la soluzione sta nello scendere dalla ruota invece che cercare altro tempo per farla girare?
    Si, lo so, occorre rivoluzionare tutto, prima di tutto noi stessi. Finchè non ne avremo abbastanza di questo corri corri, certo, non lo faremo… e va bene così! :)

  5. Federico Lucchini scrive:

    Oggi ammetto di avere sprecato tempo sul lavoro…. e questa mattina mi ero ripromesso di impiegare il mio tempo al 100%!!!!

  6. Luca Mondini scrive:

    Considero il tempo un bene prezioso e mi sforzo di utilizzarlo al meglio. Non sempre ci riesco, ma ne sono consapevole e cerco di migliorare, non senza fatica, passando da una pagina di GTD ad un post di Lifehacker.
    Proprio per questo, non sopporto chi fa perdere tempo agli altri: la considero una mancanza di rispetto.
    Eppure ci sono persone che la pensano in maniera diametralmente opposta e sembrano quasi crogiolarsi nel perenne stato di fretta in cui si trovano. Purtroppo capita di averci a che fare sul lavoro: ecco le mail alle tre del mattino, i messaggi costellati di ASAP, le continue interruzioni.
    Dicono che si trovano bene così… sarà vero, o è una scusa per giustificare le proprie incapacità manageriali?

  7. Giuseppe Patellaro scrive:

    Esprimo il mio punto di vista sul tempo:
    -a)Il concetto di tempo veloce(tempestivo)è da applicarsi,dopo una progettualità pianificata,nello svolgersi dell’intervento operativo.
    -b)Il tempo è denaro(frase fatta, riportata a titolo di promemoria).
    -c)Chi ha tempo non aspetti tempo(frase fatta sempre quale memorandum).
    -d)Ogni cosa a suo tempo(questa è una chicca).
    -e)Potere gestire il proprio tempo liberamente aiuta certamente a vivere.

  8. elena scrive:

    Ma siamo sicuri che rispettare il tempo significhi soltanto organizzare al meglio le proprie attività per ottimizzare il nostro piccolo gruzzoletto di minuti/ore/giorni/mesi? non è forse rispettare il tempo decidere di dedicare magari un po’ più di tempo alle cose per poterle fare bene e senza stress? forse sarò troppo ‘giovine’ per capire ma preferisco passare più tempo facendo un lavoro bene(e quindi godermi quel tempo) piuttosto che correre tanto per avere qualche minuto libero da dover buttare.

  9. Mauro Lupi scrive:

    Elena, mi sa intentiamo le stesse cose esprimendole in modo diverso ;-)
    E’ un po’ il gatto che si morde la coda: credo si riesca a gestire bene il proprio tempo (come dici te, a goderselo) proprio se riesci a dominarlo, a organizzarlo per priorità. Solo a quel punto “te la godi”, sia per il tempo dedicato al lavoro sia per il resto, senza avere (o avere meno) fardelli di todo scaduti sulle spalle.

  10. Gianluca scrive:

    Secondo me tra qualche anno verranno create società che si occuperanno di fare le nostre attività (andare lavoro, mansioni di casa, pagamento bollette) al nostro posto. E’ una visione un po’ troppo futuristica e assurda ma in questo modo potremo avere un po’ di tempo libero perchè lavorando nel privato (di solito almeno 8 ore + pausa pranzo) abbiamo poco tempo a disposizione da dedicare alla famiglia.

  11. Teteo scrive:

    E chi ci lavorerà in quelle società? Sempre noi, così daremo ad altri che prendono i soldi non si sa dove (se noi lavoriamo per loro!) la possibilità di godersi la famiglia! Credo che quello che intendi esista già, non è per nulla futuristico. Solo che noi siamo quelli che lavorano, e poi c’è chi nn lavora e se la gode, non solo la famiglia ;-)

  12. Gianluca scrive:

    No, secondo me verranno fondate società (magari con manodopera straniera a basso costo) che andranno al lavoro al posto nostro (ma ci faranno intascare a noi lo stipendio) in quanto l’obiettivo principale è guadagnare tempo per “godersi” la vita, o più semplicemente, non lasciare tempo voli via in modo troppo velocemente.

  13. chiara scrive:

    beh proprio oggi credendo di sprecare tempo ho deciso finalmente di farmi venire un’idea geniale x la mia tesi di laurea (Comunicazione pubblicitaria e design strategico). Ed è così che mi sono ritrovata fra le pagine di questo blog. Inizialmente la mia ricerca era focalizzata sul come proporre al Prof. di Web Design l’argomento che mi pèiacerebbe trattare nella mia tesi, vale a dire: come migliorare la pubblicità sul web. Probabilmente sono contro corrente, in quanto pur dovendo fare credo la pubblicitaria in futuro, in realtà io odio le pubblicità, anzi odio il modo in cui vengono fatte oggi, tranne dei rarissimi casi, esse mi disturbano, sono spesso di intralcio al mio percorso e ciò avviene soprattutto navigando sul web. Spesso sono un imposizione e per i meno esperti della navigazione in rete sono un vero e proprio “burrone”.
    Allora x tirare su il valore, che ancora credo, la pubblicità possa avere x i consumatori come è possibile inserirla nelle pagine in modo se non proprio piacevole, quantomeno nn fastidioso? Beh in realtà la mia proposta sarebbe diversa, forse utopica e cioè: è possibile fare in modo che il messaggio pubblicitario si integri alla pagina web? al suo contenuto? ed al design della pagina?
    Insomma è possibile non far odiare una pubblicità?
    Lei che ne pensa? Ha qualche suggerimento in merito allo sviluppo di una tesi di laurea su tale argomento e su come potrebbe essere sviluppata? La ringrazio x le riflessioni portate aventi sul suo blog continuerò a visitarlo… Con interesse Chiara

  14. Mauro Lupi scrive:

    Chiara, ho un punto di vista un po’ diretto: la pubblicità deve funzionare non deve piacere. Naturalmente cosa significa funzionare dipende dagli obiettivi della campagna, dall’analisi del ROI, ecc. Se poi è anche piacevole (giudizio comunque e sempre soggettivo), meglio così. Altro suggerimento: ognuno di noi è solo uno dei miliardi di potenziali destinatari della pubblicità; ciò che piace a noi non necessariamente è ciò che funziona. La comunicazione deve partire da intuizioni creative, ma deve poi far sempre i conti con i risultati che genera.

  15. chiara scrive:

    Naturalmente sono d’accordo con ciò che dice, il mio pensiero non si riferiva all’aspetto creativo della pubblicità, ma ai mezzi invasivi che a volte vengono utilizzati x renderla visibile a tutti i costi. E mi sembra che ciò avvenga in maniera preponderante sul web, faccio l’esempio dei pop-up. Da tale considerazione nasce il mio desiderio di “escogitare” nuove forme al fine di creare una pagina in cui la pubblicità non risulti così estranea alla stessa pagina che la ospita.
    La ringrazio per il commento professionale che riporta sulla terra una studentessa senza pratica. Grazie mille Chiara

  16. aghost scrive:

    “L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi”
    (chi l’ha detto? :)

  17. teteo scrive:

    Hai parlato tante volte del tempo, è un argomento che mi appassiona. Perchè credo che il saperlo gestire sia una chiave importante del successo. Faccio un lavoro (scrivo manuali d’istruzione) per cui c’è bisogno di un minimo di concentrazione, ma sopratutto di concentrazione dilatata nel tempo. Però mi occupo anche di assistere gli utenti (colleghi) per problemi relativi ai pc o alla rete. Quindi capita che ogni 10 minuti qualcuno mi “rompa” (la concentrazione) per un motivo o in un altro. La domanda è: Come fare a gestire situazioni del genere? Accetto consigli. Anche perchè, capita di non riuscire a portare a termine delle cose a causa di ciò. E questo mi genera frustrazione.

  18. Mauro Lupi scrive:

    @teteo: non ci sono regole magiche, ma occorre cercare di essere intransigenti con sé stessi e, magari, anche con gli altri. Nel tuo caso, ad esempio, dovresti riuscire a concentrare le richieste dei colleghi solo in alcuni momenti della giornata. Oppure, quando arrivano, recepirle ma gestirle in un secondo momento, riprendendo ciò che stavi facendo prima.
    Ai tuoi colleghi puoi semplicemente far capire che hai delle priorità e che avranno tutta la tua attenzione e la tua concentrazione in un momento successivo.

  19. teteo scrive:

    Grazie Mauro, proverò a seguire questi consigli. Sopratutto credo sia importante per me imparare ad essere intransigente con me stesso.

  20. fradefra scrive:

    Io ho sempre dato molto valore al tempo, non solo per il lavoro, ma in tutto quello che faccio.
    Non che programmi tutto, ma sicuramente mi organizzo.
    In particolare, una cosa che mi dà molto fastidio è il tipo di persona che dando poco valore al tempo, fa perdere a me il mio. Tipo, i ritardatari sistematici.
    Un giorno, addirittura, ad un colloquio di lavoro al quale io ero arrivato puntuale e l’incarico alla selezione era in ritardo, dopo 15 minuti me ne sono andato.
    Se un’azienda si sceglie personale di responsabilità che non rispetta il tempo degli altri, io in quell’azienda, per quanto possa essere interessante, non voglio starci.
    Dite che esagero?

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