Anche una sessione del Search Engine Strategies si chiama “Friends or foe?” e si riferisce al rapporto tra i motori di ricerca da un parte e le agenzie di comunicazione e di search marketing dall’altra. Amici o nemici?

Danny Sullivan nel suo intervento al SES di Chicago dice, tra l’altro, che Google non vede più *tutte* le agenzie SEO come nemici. Sarà…

Martin Sorrel, CEO di WPP, il più grande gruppo pubblicitario al mondo, ha invece coniato un nuovo termine col quale definisce Google: frienemy. Insomma: lavoriamo pure insieme, ma è evidente la reciproca diffidenza verso un player come Google che cerca di operare direttamente sui big spender pubblicitari. Un articolo di ADWeek raccoglie una battuta di Christine Hunsicker, CEO dell’agenzia Right Media:

“A lot of large advertisers are coming to us rather than Google”

In effetti, qualche volta succede… ;-)

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6 commenti per “Motori di ricerca: amici o nemici?”

  1. Paolo scrive:

    Se ragioniamo sul mercato italiano, che Sorrell ha imparato a conoscere molto bene nel corso del 2006, la definizione sembra azzeccatissima. Google e’ “Enemy” perche’ porta gli inserzionisti in una direzione opposta a quella suggerita dalle parrocchie dell’online adv; e’ anche “Friend” perche’ aiuta queste ultime a dare efficienza alle proprie campagne banner. Questo accadra’ finche’ il mercato pubblicitario continuera’ a ruotare attorno ai rebates, cosa aspramente criticata da Sorrell stesso. E’ naturale che Google, in questa situazione, cerchi di disintermediare. Per capire se tale situazione e’ puramente italiana o no, basterebbe esaminare un dato: quanto pesano le agenzie sul fatturato di Google, in Italia e all’estero?

  2. Giorgio scrive:

    Forse in UK e Francia più che in Italia, giusto?
    Diciamo 3 volte l’Italia? O forse di più?
    Del resto in Italia l’associazione che dovrebbe promuovere l’internet advertising (IAB), organizza una conferenza nel 2006 per convincere le aziende a spendere di più in “pubblicità” su internet (leggi IAB Forum). E cosa fa? Prima di tutto non riesce a portare una persone di Google sul palco a spiegare i loro sistemi di advertising (del resto se la “tirano”), ma in compenso delle brave agenzie spiegano che non conviene sperperare denari su adwords, quando c’è il SEO che costa molto di meno.
    E tutto questo in un convegno che avrebbe dovuto parlare di pubblcità su internet?
    Forse non è vero, è solo un brutto sogno ;-)

  3. Mauro Lupi scrive:

    @Paolo: non ho capito se te ritieni che il peso delle agenzie per Google sia maggiore in Italia o meno.
    @Giorgio: beh, su due giorni di convegno un intervento sul SEO ci sta, o no? Nel workshop specifico è stato uno dei 4 modi di parlare del search market. Peraltro Google, come tutti i soci di IAB Italia, ha avuto la possibilità di esporre e di fare uno speech: c’è chi ha ritenuto utile farlo e chi no.

  4. Paolo scrive:

    Sul peso delle agenzie, a spanne dico che in Italia e’ minore. Potrei sbagliare, e attendo conferme o smentite.
    Sull’assenza di Google *Italia* da IAB, mi piacerebbe sentire la loro versione :-)

  5. Giorgio scrive:

    “beh, su due giorni di convegno un intervento sul SEO ci sta, o no?”
    Certo… al SES magari, ma allo IAB Forum non capisco proprio cosa c’entri.
    Io avrei “pregato” Google di parlare “a gratis”, piuttosto che far parlare agenzie SEO “paganti”.
    Ma ovviamente è una mia opinione, molto meno autorevole della sua.
    Paolo: a me risulta che le agenzie in UK, Francia, Germania e anche in Spagna pesano decisamente più che in Italia.
    Nel caso di UK e Francia la differenza mi risulta addirittura abissale.

  6. Paolo scrive:

    > a me risulta che le agenzie in UK, Francia, Germania e anche in Spagna pesano decisamente più che in Italia.
    beh, questo spiegherebbe molte cose.
    Se fossi Google, e molte agenzie (non tutte) mi utilizzassero solo per raddrizzare i dati di campagne banner barcollanti, chiaro che cercherei di educare i clienti ignari e massimizzare l’utilizzo del search. Cosa che, da quel che vedo, riesce abbastanza spesso :-)