Archivio: aprile, 2006

Finalmente i miei bimbi (è che non mi abituo ancora a chiamarli “ragazzi”) mi hanno portato a vedere L’era glaciale 2: bellissimo.

Se invece stasera, verso le 22.35 passate dalle parti del canale 500 di SKY, mi trovate su Reporter Diffuso con Noseda di Skype, un Marco in gran spolvero e con filmati pazzeschi davvero.
UPDATE: la registrazione della puntata è online


Mi sa che in qualche commento e intervista mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo… però il dato da cui sono partito è che le aspettative iniziali (parlo degli organizzatori, di chi ha collaborato e delle mie) sono state tutte superate. Non ho i dati precisi, ma senz’altro ci sono stati più iscritti che di tutte le altre edizioni europee del SES nel 2005 ad esclusione di Londra. Rispondo da qui subito a Fabio Dell’Orto (ho provato a registrarmi sul forum di Giorgio ma il sistema non mi ha inviato la mail di conferma – poi ci riprovo): non ci sono state eccezioni di sorta – chi è entrato nelle sessioni aveva acquistato il full pass, oppure aveva un pass come speaker o espositore. Stop. (Ah, Fabio, ti è scappato il Mario, eh eh).

Volevo scrivere qualcosa ieri sera ma ho preferito attendere oggi per leggere le opinioni in giro (e ce ne sono già molte) e capire meglio. Ho chiesto a Luca se riesce a organizzare una pagina che riporta tutti i link di blog e forum che parlano del SES: ieri aveva la febbre per cui ben vengano altri volontari!

Sulla qualità dei contenuti aspetto di analizzare i form di valutazione. Indubbiamente nelle sessioni con quattro speaker il tempo a disposizione per ciascuno di essi è stato troppo breve (fantastica Miriam: “Per un italiano parlare ‘solo’ dieci minuti è come mangiare in piedi”). Per il prossimo anno occorre capire se diminuire gli speaker o il numero delle sessioni. Io sarei per la prima, anche se arginare i candidati relatori sarà ancora più dura di quello che ho affrontato quest’anno; in ogni caso c’è un anno intero per pensarci.

Le sessioni a cui ho partecipato non mi sono dispiaciute affatto. Non credo che esisterà mai un evento che soddisfi al 100% un’audience eterogenea come quella dei SES (aziende, motori di ricerca, agenzie, giornalisti, ecc.), così come gli operatori del settore non possono aspettarsi di imparare chissacché dal SES, come peraltro succede anche negli altri SES tenendo altresì presente il rapporto tra le 20 sessioni italiane e le oltre 70 delle edizioni americane. Poi c’è anche qualcuno a cui proprio non è piaciuto nulla…

A differenza di quando ritiene Matteo, io di aziende ne ho viste parecchie, sicuramente la maggioranza delle persone iscritte (>100). Da notare che non c’era da aspettarsi il responsabile marketing ma piuttosto il webmaster o comunque chi si occupa del sito.

Concordo invece sulla necessità di provare a portare maggiori casi aziendali, anche se, oltre alle sessioni specifiche, ci sono stati dei momenti improvvisati che hanno funzionato, come l’esame della struttura di un sito di uno dei partecipanti e l’intervento in diretta di Lufthansa.

Io ho trovato molto interessanti le analisi riportate da Nielsen/NetRatings, totalmente inedite per l’Italia; gran lavoro Daniele, grazie. Così come mi è sembrato valido il keynote con Lanzone di Ask.com: non succede tutti i giorni di avere un CEO di un’azienda conun sito da 40 milioni di visitatori. Forse solo un po’ promozionale, ma qui è colpa mia che ho elaborato le domande. Purtroppo, un malinteso con gli organizzatori, ha fatto partire un filmato sul SES lungo e inopportuno, per il quale si sono scusati a più riprese.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa… ah si, i costi: dico solo che a) Initiative è un’azienda di gran successo e probabilmente sa come è giusto posizionarsi sul mercato, b) se avessero applicato prezzi più bassi rispetto al resto dell’Europa (e del mondo) ci avrebbero implicitamente considerati figli minori e, scusate, io propio non mi ci sento. Poi viste le adesioni…

Insomma, diverse cose da migliorare, però quasi tutte frutto di una inziale sottostima della partecipazione di audience e sponsor. Io sarei per un 7+ (per i più giovani: “bravo, sette più” era una famosa battuta di Cochi&Renato)

Avrei tanti “grazie” da dire… ma non li sbrodolo qui: cercherò di farli di persona!

A margine del SES ho avuto anche modo di reincontrare il grande Paolo e di fare una bella cena con altri 40 blogger.

Mi sa che stavolta il primo maggio me lo sono meritato! ;-)


Mi sa che in qualche commento e intervista mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo… però il dato da cui sono partito è che le aspettative iniziali (parlo degli organizzatori, di chi ha collaborato e delle mie) sono state tutte superate. Non ho i dati precisi, ma senz’altro ci sono stati più iscritti che di tutte le altre edizioni europee del SES nel 2005 ad esclusione di Londra. Rispondo da qui subito a Fabio Dell’Orto (ho provato a registrarmi sul forum di Giorgio ma il sistema non mi ha inviato la mail di conferma – poi ci riprovo): non ci sono state eccezioni di sorta – chi è entrato nelle sessioni aveva acquistato il full pass, oppure aveva un pass come speaker o espositore. Stop. (Ah, Fabio, ti è scappato il Mario, eh eh).

Volevo scrivere qualcosa ieri sera ma ho preferito attendere oggi per leggere le opinioni in giro (e ce ne sono già molte) e capire meglio. Ho chiesto a Luca se riesce a organizzare una pagina che riporta tutti i link di blog e forum che parlano del SES: ieri aveva la febbre per cui ben vengano altri volontari!

Sulla qualità dei contenuti aspetto di analizzare i form di valutazione. Indubbiamente nelle sessioni con quattro speaker il tempo a disposizione per ciascuno di essi è stato troppo breve (fantastica Miriam: “Per un italiano parlare ‘solo’ dieci minuti è come mangiare in piedi”). Per il prossimo anno occorre capire se diminuire gli speaker o il numero delle sessioni. Io sarei per la prima, anche se arginare i candidati relatori sarà ancora più dura di quello che ho affrontato quest’anno; in ogni caso c’è un anno intero per pensarci.

Le sessioni a cui ho partecipato non mi sono dispiaciute affatto. Non credo che esisterà mai un evento che soddisfi al 100% un’audience eterogenea come quella dei SES (aziende, motori di ricerca, agenzie, giornalisti, ecc.), così come gli operatori del settore non possono aspettarsi di imparare chissacché dal SES, come peraltro succede anche negli altri SES tenendo altresì presente il rapporto tra le 20 sessioni italiane e le oltre 70 delle edizioni americane. Poi c’è anche qualcuno a cui proprio non è piaciuto nulla…

A differenza di quando ritiene Matteo, io di aziende ne ho viste parecchie, sicuramente la maggioranza delle persone iscritte (>100). Da notare che non c’era da aspettarsi il responsabile marketing ma piuttosto il webmaster o comunque chi si occupa del sito.

Concordo invece sulla necessità di provare a portare maggiori casi aziendali, anche se, oltre alle sessioni specifiche, ci sono stati dei momenti improvvisati che hanno funzionato, come l’esame della struttura di un sito di uno dei partecipanti e l’intervento in diretta di Lufthansa.

Io ho trovato molto interessanti le analisi riportate da Nielsen/NetRatings, totalmente inedite per l’Italia; gran lavoro Daniele, grazie. Così come mi è sembrato valido il keynote con Lanzone di Ask.com: non succede tutti i giorni di avere un CEO di un’azienda conun sito da 40 milioni di visitatori. Forse solo un po’ promozionale, ma qui è colpa mia che ho elaborato le domande. Purtroppo, un malinteso con gli organizzatori, ha fatto partire un filmato sul SES lungo e inopportuno, per il quale si sono scusati a più riprese.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa… ah si, i costi: dico solo che a) Initiative è un’azienda di gran successo e probabilmente sa come è giusto posizionarsi sul mercato, b) se avessero applicato prezzi più bassi rispetto al resto dell’Europa (e del mondo) ci avrebbero implicitamente considerati figli minori e, scusate, io propio non mi ci sento. Poi viste le adesioni…

Insomma, diverse cose da migliorare, però quasi tutte frutto di una inziale sottostima della partecipazione di audience e sponsor. Io sarei per un 7+ (per i più giovani: “bravo, sette più” era una famosa battuta di Cochi&Renato)

Avrei tanti “grazie” da dire… ma non li sbrodolo qui: cercherò di farli di persona!

A margine del SES ho avuto anche modo di reincontrare il grande Paolo e di fare una bella cena con altri 40 blogger.

Mi sa che stavolta il primo maggio me lo sono meritato! ;-)


Sesmilanobooklet Inutile nasconderlo: mi fa un bell’effetto vedere l’handbook bianco e rosso del Search Engine Strategies di Milano. Qui l’atmosfera è caldissima. Domani e giovedì Nielsen/NetRatings presenterà dei dati inediti per l’Italia, il keynote di Lanzone sarà uno dei piatti forti (specie ora che è neo-promosso CEO di Ask.com), ma ci saranno altri 50 relatori circa a corredare queste due giornate pienissime. Insomma, le premesse per un evento “come si deve” ci sono tutte, compresi gli iscritti ai seminari che hanno superato il target previsto dagli organizzatori.

Prima che si scateni l’ironia generale, sparo subito io la prima, evidente, lacuna: la localizzazione della documentazione è probabilmente frutto di un lavoro fatto con l’ausilio di un traduttore online. Così nella copertina dell’handbook c’è un:

Moderato da search engine esperti, Mauro Lupi e Chris Sherman

Ma la cosa più buffa è il titolo delle biografie dei relatori:

Biografie Dell’Altoparlante

Da schiantare dal ridere, come direbbe qualcuno. Comunque, a prima vista, non mi sembra ci siano altri errori madornali. In ogni caso, ho già avvertito tutti i moderatori a invitare i partecipanti a compilare i form di valutazione che, storicamente, sono tenuti in altissima considerazione dagli organizzatori.

In compenso la borsa per i partecipanti non è più finalmente la cosa grigiastra delle altre edizioni e, merito di E3 che la sponsorizza, è di un bell’arancione sgargiante. Cool! Comodo anche il frisbee di SEMS e il portachiavi/cavatappi di Ad Maiora. A domani.


Lo so che è una rottura di scatole ed è per questo che ho aspettato un giorno di festa… ;-)

Insomma: tra breve il mio vecchio feed non sarà più aggiornato, il nuovo è questo. Rolls your aggregators!

Grazie.


Era nell’aria ormai da un paio di giorni e ora è ufficiale: Jim Lanzone è il nuovo CEO di Ask.com.

Per un attimo ho sperato che l’annuncio lo facesse dopodomani durante il keynote al SES Milano… che comunque sarà la sua prima uscita pubblica come CEO. Congratulazioni!

(Via SearchEngineWatch).

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Era nell’aria ormai da un paio di giorni e ora è ufficiale: Jim Lanzone è il nuovo CEO di Ask.com.

Per un attimo ho sperato che l’annuncio lo facesse dopodomani durante il keynote al SES Milano… che comunque sarà la sua prima uscita pubblica come CEO. Congratulazioni!

(Via SearchEngineWatch).

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Firenze2006006 Piazza della Signoria è sicuramente uno dei luoghi più belli del mondo e, insieme a Ponte Vecchio, è stato il soggetto privilegiato dei miei scatti nel passato weekend Pasquale. Qui una selezione di alcune delle foto, rimpiccolite per il web.
 
 
 
 


Sfogliando la rivista di Alitalia sul volo di ritorno da Milano, ho piacevolmente scoperto che un caro vecchio amico, è tra gli organizzatori del corso sulla paura di volare organizzato con molto successo dalla nostra compagnia di bandiera. Luca entrò a lavorare in Alitalia dopo la laurea e si occupava di… selezionare le hostess, tra la comprensibile invidia di tutti i suoi amici! Con Luca ci vediamo raramente, ma siamo stati compagni di scuola (alle medie, mi pare) e poi è stato testimone di nozze di mia moglie. È bello vedere gli amici in piena carriera!


Con l’occasione (non mi andava di farci un post ad hoc): stamattina, nel consiglio del nuovo direttivo di IAB c’è stata la riconferma di Presidente (Layla Pavone) e Vice Presidente (il sottoscritto) a guidare l’associazione per altri due anni.


Sfogliando la rivista di Alitalia sul volo di ritorno da Milano, ho piacevolmente scoperto che un caro vecchio amico, è tra gli organizzatori del corso sulla paura di volare organizzato con molto successo dalla nostra compagnia di bandiera. Luca entrò a lavorare in Alitalia dopo la laurea e si occupava di… selezionare le hostess, tra la comprensibile invidia di tutti i suoi amici! Con Luca ci vediamo raramente, ma siamo stati compagni di scuola (alle medie, mi pare) e poi è stato testimone di nozze di mia moglie. È bello vedere gli amici in piena carriera!


Con l’occasione (non mi andava di farci un post ad hoc): stamattina, nel consiglio del nuovo direttivo di IAB c’è stata la riconferma di Presidente (Layla Pavone) e Vice Presidente (il sottoscritto) a guidare l’associazione per altri due anni.


Speciale Lo speciale su Ad Maiora su Netforum mi sembra che colga tutti i punti essenziali di questa azienda: sembra quasi eccessivo vedere tutti quei sorrisi nelle foto, però è proprio una delle cose che viene colta da tutti quelli che capitano nella nostra sede.

C’è chi si lamenta di essere venuto male, chi ritiene di sembrare più grasso/a (e allora io che dovrei dire?), però alla fine siamo così: trasparenti, innovativi, ci divertiamo e cerchiamo di condividere questo atteggiamento ove possibile con i clienti e con tutti i nostri interlocutori.

Un grazie va al tutto il gruppo di Ediforum che ha elaborato lo speciale, in primis il Direttore Fabiano Lazzarini, e ovviamente un grazie a tutti i colleghi con i quali sto condividendo questa bella avventura. Siamo arrivati al nono anno di vita e… siamo solo all’inizio! ;-)

Ad Maiora!


Nakedconversations Chiunque si occupa di comunicazione in azienda dovrebbe leggere questo libro. Non solo perchè copre la maggior parte degli aspetti legati ai blog visti in ottica business, ma perché lo fa in modo disincantato e attraverso molti casi concreti e testimonianze da tutto il mondo.

Il testo di Scoble e Israel risponde anche ad alcune delle domande classiche sui rischi connessi ad aprire un business blog e alla gestione degli eventuali commenti negativi. Indubbiamente i due autori sono molto entusiasti dei blog e Scoble in particolare è uno dei più noti ed influenti blogger al mondo, ma Naked Conversations è equilibrato e riporta anche svariate opinioni contrarie a quelle degli autori.

Il tema della “cultura” ritorna spesso nel libro, sia quella aziendale (se la “cultura” d’impresa è chiusa è meglio non aprire un blog), sia quella territoriale quando si fa riferimento, ad esempio, ai numerosi casi francesi rispetto ai più rari nel resto dell’Europa.

Interessante una delle riflessioni conclusive, nella quale affermano che l’indicazione ricevuta da molte delle cento persone ascoltate nel preparare il libro è quella di considerare i blog come un fenomeno evolutivo e non rivoluzionario e, inizialmente, si sono attenuti a questa linea; tuttavia, proprio analizzando l’esperienza di tanti casi aziendali, hanno potuto verificare che i blog stanno davvero rivoluzionando il modo di porsi delle aziende nei confronti del mercato tutto.

Non so se è una specie di deformazione professionale, ma leggendo Naked Conversations mi è sembrato di cogliere proprio lo stile ed il mood dei migliori blogger: semplice, efficace, schietto. Così come il modo di porsi non è assolutista ma piuttosto orientato ad offrire un contributo, un punto di vista. Ed è trasparente che il lavoro di Scoble e Israel nasce da un confronto sul campo con decine di persone diverse per cultura e professione, dalle quali scaturiscono testimonianze concrete su quanto già oggi sono cruciali i blog per le aziende.

Consigliatissimo il libro, così come il sito.

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Stavo per commentare da Luca un pensiero sull’economia del gratuito e del dono poi, pensando di citare un’intervista su Vision, non mi è sembrato elegante farlo a casa sua ;-)

Quindi, di seguito, due pensieri che mi sembrano in qualche modo correlati:

Luca De Biase: “Il medium di riferimento dell’economia del dono è quello che i blogger conversando stanno costruendo. I blogger che si regalano vicendevolmente il loro tempo e le loro idee, in questo modo creando una miniera di beni relazionali, sono la dimostrazione del valore di ciò che non ha prezzo”

David Sifry (intervistato da Raffaele Mastrolonardo per VisionBlog): “Il fatto è che io non mando avanti Technorati per fare miliardi e miliardi di dollari. Certo, diventare ricchi, produrre valore economico, creare posti di lavoro sono belle cose, non lo nego. Ma ci sono persone che pensano che lo scopo di una società sia quello di produrre denaro: io non credo che questo sia il caso nostro. Per me i profitti sono per un’azienda quello che l’ossigeno è per un essere vivente: se non crei profitti soffochi e muori. E io non credo che siamo al mondo solo per respirare. Penso ci debba essere una ragione per la quale facciamo quello che facciamo”

Utopia? Buonismo? Forse un pelo si, ma c’è anche tanta sostanza, tanta consistenza da parte di molta gente che conosco in linea con queste idee. Una coerenza difficile da mantenere e messa spesso in discussione, ma che ripaga sempre. E rubare il tempo di un pranzo ad una persona impegnata in modo inverosimile, solo per il comune piacere di divagare sul futuro del mondo (digitale o non) guandandolo da un moderno punto di osservazione come Technorati, fa parte dei quello che per me “non ha prezzo”.


Haightashbury Oggi ho iniziato a lavorare alle 6.30 di mattina (le 16.30 in Italia). Poi un paio di meeting, pranzo con Dave, un po’ di mail da smaltire nel pomeriggio. Poi è ricomaciata la caccia alle Converse All Star ed un azzeccato input (grazie Claudio) mi ha portato a Haight Ashbury e ci è scappata anche una foto.

Proprio ieri ho notato il post di Fluido sulla Converse gallery, un insieme di filmati su cosa pensa la gente delle famose scarpe. Questo ai miei ragazzi ancora non glielo dico, sennò poi mi tocca fare pure i film.


La ricerca sui CEO blog condotta da Sarah Zielmann dell’Università di Muster a cui accennavo ieri è ben descritta da Vincenzo di Digital PR che riporta anche il link ad un PDF di sintesi.

A proposito di CEO blog, segnalo con piacere che anche Paolo Corsini di Hardware Upgrade ha aperto un suo blog (come ricordava Tagliaerbe nei commenti al post precedente).


Molto interessante l’intervista (qui l’audio) che ha fatto Giuseppe Caravita per Nòva a Giuseppe Minoli, il numero uno della Ducati, per parlare del suo blog avviato a marzo. Alcuni degli argomenti: strategia del blog, atteggiamento d’apertura dell’azienda, gestione dei commenti, quando trova il tempo di scrivere, ecc. Una converazione piacevole, franca, competente. È bello avere blogger così.

Ma come è nato il blog di Minoli? Ebbene, su spinta di suo cugino Filippo Bassoli, ossia il curatore di Motoblog.it. E qui c’è la conferma di un tema a me caro, ossia il concetto di “adotta una mente” espresso tempo fa. Ci sto lavorando e mi sto confrontando con colleghi e aziende: qualcosa ne uscirà fuori prima o poi.

Tumiducati A proposito di Ducati: pur non essendo un motociclista appassionato, trovo che la collezione di valige fatta da Tumi per la Ducati sia fantastica.

Tornando al blog di Minoli, ora finalmente quando mi chiederanno se ci sono in Italia dei CEO blog oltre al mio, posso raccontare di veri casi d’eccellenza, come anche quello dell’amministratore delegato di IWBank. Non lo dico per tirarlmela, ma perché è davvero una domanda che mi trovo ad affrontare spesso; l’ultimo caso è uno studio fatto da una ricercatrice tedesca sui CEO blog in Europa.


Sf_001

Da tempo non andavo nella zona di Castro e Mission, così stamattina ho preso la linea F dei tram regalati da altre città e sono finito su un uno della Città di Milano, con tanto di pubblicità per i 40 anni dell’Olio Cuore. Buffo no?

A proposito di Italia, mi dicevano che qui sta tornando di moda il Bel Paese ed il parlare italiano sembra sia una cosa cool; sarà per questo che un corner di Rosetta Stone (corsi di lingua) dentro un mall, aveva un corso di italiano a tutto volume. Poi entro da Macys per uomo e c’è uno "speciale Italia" con tanto di musica a palla di Pausini, Morandi e altri noiosi melodici che non conosco.

Sf_003

A Castro mi sono sparato un burger da Bagdad Cafè, seduto in un tavolino fuori dal locale. Strani questi americano: ai tavoli all’esterno non servono birra, dento si. Comunque lì attorno era tutto un via vai di cani con padrone, perchè un negozio per animail ha sponsorizzato una specie di “via dei cani”: ci sono ciotole di acqua fuori dai negozi e dentro offrono dei biscotti.

Il mio problema è che non sono riuscito a trovare le Converse All Star per mia figlia. Ne hanno solo modelli monocolore mentra da noi tra i ragazzi è scoppiata la moda delle All Star coloratissime. Qui non se ne vedono e sembra che anche su internet non ci sia nulla.

Sf_002 A proposito di look. L’albergo che uso qui a San Francisco fa parte della catena Kimpton, che si fa promotrice di ogni anno di un’ainiziativa benefica che si chiama “Dress for success”. In pratica, raccolgono fondi per (leggo il flyer) “aiutare le donne in difficoltà a comprarsi dei vestiti adeguati per acquistare la confidenza e l’indipendenza necessaria per raggiungere il successo”. Ma allora è vero che l’abito fa il monaco!

Non ricordo se l’ho già segnalato: per gli appassionati di San Francisco c’è un blog che ogni giorno mostra una foto raccolta dagli angoli della città. A me piace parecchio. Quelle che ho messo in questo post sono invece mie: una vespa old style, un maggiolino a fiori ed un murales dalle parti di Mission.


Leggevo da Mantellini le agenzie di ANSA sul “miserabile fallimento” proprio mentre stavo facendo il check-in online per San Francisco: per un attimo mi è venuta voglia di cancellare il biglietto di ritorno…

Miserabilefallimento Torno sull’argomento per aggiungere qualche numero che magari può servire alla discussione. Da ottobre dell’anno scorso sono al secondo o terzo posto dei risultati di ricerca su Google col termine “miserabile fallimento” (col solo termine “fallimento” sono invece in seconda pagina). Da allora, ho ricevuto oltre 900 visite dalle ricerche con questo termine su Google (ce ne sono anche altre decine arrivate da combinazioni di termini correlate). Come si vede dal grafico, c’è stato un picco a metà novembre e in questi giorni c’è stata l’impennata.


Appena finita l’assemblea di IAB Italia che ha eletto il nuovo consiglio direttivo per il biennio 2006/2007. Si tratta di (in ordine di preferenze):

  • Pavone, Isobar
  • Barbarani, Overture
  • Colombo, Manzoni
  • Lupi, Ad Maiora
  • Paglicci, IlSole24Ore
  • Caradonna, Fullsix
  • Barberis, Dada
  • Vergori, Virgilio
  • Zanette, Zenith Optimedia
  • Muscarà, Nexta Media
  • Pianura, Studenti Media Group

Il che significa… altri due anni di lavoro! Congratulazioni a tutti.


Mi è arrivato oggi l’anteprima di “7th floor”, un nuovo free press che ha la caratteristica di essere orientato alle aziende, sia come target che come distribuzione. È un progetto di 00map e promette bene: formato tabloid, belle foto, linguaggio e impaginazione freschi e creativi. Interessante l’articolo “Il lato oscuro della leadership” di Nanni Oliviero che, tra l’altro, riporta una bella citazione di Nobbio:


“Imparare a convivere con il dubbio, con l’incertezza, con il riconoscimento dei propri limiti assomiglia molto alla saggezza, virtù individuale, assai rara e difficile da realizzare tanto più se si configura in modo contraddittorio come capacità pratica di vivere, al tempo stesso, l’impegno appassionato nelle cose e il distacco da esse”.


Riunisco qualche segnalazione che non potrò comentare in modo approfondito come vorrei, ma due righe sono sempre meglio di nulla ;-)

  • DigitalPR ha rilasciato il loro rapporto annuale sulle comunità online che da quest’anno si arricchisce di un capitolo sui blog relaizzato con la collaboraizone di Blogitalia.it.
  • Toshiba rilascerà un sistema che analizzando i codici a barre dei prodotti nei negozi, permetterà di vedere le recensioni fatte dai blogger. Ne parla l’Economist (via Blog Business Summit)
  • Della serie “a volte ritornano”, si riparla di miserabile fallimento (i-dome, Bonacina, Massimo). Sull’argomento posso dire Googlami! perchè al terzo posto dei risultati (dopo la biografia di Berlusconi e un articolo del Portalino), c’è un mio lungo post sull’argomento del 2004.


Google Italia apre il suo blog. Ottimo. Non ci sono i commenti, ma si sa che Stefano & Co. seguono comunque la blogosfera.

Mi rendo conto di quanto sia impegnativo per aziende complesse come Google iniziare il percorso della conversazione. Dall’esterno sembra tutto facile, poi quando ti metti lì a pensare a copyright, policy aziendali, responsabilità sui contenuti, ecc. rischi di non uscirne più. E allora a volte viene più facile fare come dice Weinberger: attiva il blog e fregatene del resto.


Questa è una notizia bomba! Robert Scoble, il blogger per eccellenza di casa Microsoft, accetta una proposta arrivata direttamente da Larry Page e passa a Google!

(No dico, mica ci avrete creduto vero?)

(continua…)


Io sono subito cascato nel post di Ask che chiedeva un suggerimento sul fatto di anticipare l’annuncio o meno di una grande novità, ed ho detto la mia nei commenti. In realtà l’annuncio riguardava una innovativa tecnologia di ricerca che… ritorna i risultati in rima con le keyword digitate! Simpatico no?

Una cosa dell’anno scorso che viene riproposta anche per il corrente pesce d’aprile, è MSN Search Sproof, in cui si possono creare delle finte pagine di risposta del motore di ricerca (solo in inglese) ottimizzate per prendere in giro qualcuno.

In attesa degli altri scherzi…