The Search - John BattelleIl sottotitolo di The Search ne spiega piuttosto bene il contenuto: “come Google e i suoi rivali hanno riscritto le regole del business e trasformato la nostra cultura”. Sembra un incipit enfatico e votato al sensazionale, ed invece c’è da concordare con Battelle: i motori di ricerca hanno mutato l’accesso alle informazioni e, di conseguenza, a tutto il business basato su di esse (cioè praticamente qualsiasi business). Il testo non segue un percorso schematico ma è senz’altro piacevole da leggere; non dimentichiamo che Battelle è stato l’editor di Wired ed il fondatore di The Industry Standard, e The Search conferma senz’altro che è uno che sa scrivere.


Un misto di soddisfazione e stupore mi ha colto leggendo The Database of Intentions, il capitolo col quale si apre il libro e nel quale Battelle descrive l’impressionante mole di informazioni che piovono sui motori di ricerca. Sono le “intenzioni” espresse dagli utenti ogni volta che fanno un’interrogazione; e ogni query rappresenta un bisogno, un interesse. Beh, realizzare analisi di mercato attraverso lo studio delle query, è una cosa che in Ad Maiora abbiamo iniziato a fare dal 2002 e che continuiamo a perfezionare. In questi anni mi sono sempre chiesto se ero matto io oppure se ero solo un po’ in anticipo sui tempi. Vedendo anche l’eco che iniziano a suscitare i vari Google Zeigeist e Yahoo! Buzz, opterei per la seconda ;-) E pensare che il precursore, Lycos 50, esiste da quasi sette anni e non se lo sono mai filato gran che. Però il 2006 è l’anno buono e vedrete che anche noi tireremo fuori qualcosa di “importante” nell’analisi del Database of Intentions. Ma torniamo al libro.


Oltre a descrivere i meccanismi che, usando le parole di Tim Armstrong di Google, hanno trasformato il search da un centro di costo ad un centro di profitto, Battelle prova ad immaginare le possibili applicazioni future di quello che oggi chiamiamo “search”, confermando l’opinione diffusa di un’evoluzione che supererà i confini del web e si sposterà su device e contesti diversi.


Interessante la riflessione secondo cui l’informazione (indipendentemente dal modo in cui vi si accede) inizia ad essere valida solo se condivisibile all’istante con altre persone. Il “link” diventa quindi un attributo che ne caratterizza l’accettazione e l’utilizzo. L’autore chiaramente segnala che questo sconvolge i meccanismi che attualmente regolano i media, e in particolare chi gestisce le “news”, ma daltronde sembra un processo irreversibile.


Da segnalare infine un esaustivo percorso cronologico della storia dei motori di ricerca, soprattutto dal momento in cui GoTo (oggi Overture/Yahoo!) inventò il mercato del keyword advertising. Un po’ di amarcord per chi quegli anni li ha vissuti intensamente.

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4 commenti per “The Search di John Battelle”

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  1. L'elefante e la ragnatela scrive:

    Prova

    Prova trackback…

  2. Emiliano Carlucci scrive:

    Testo notevole. L’ho trovato scorrevole, interessante, ricco di aneddoti curiosi e di intuizioni. Assoutamente da leggere. Lo recensirò prossimamente.

  3. Brand Communication 2005 scrive:

    sui motori di ricerca

    sto leggendo Search: How Google and Its Rivals Rewrote the Rules of Business and Transformed Our Culturedi John Battelle. interessante, l’ho preso perchè consigliato da mauro lupi nel suo blog.ho scoperto che il nome Google pare derivi dal nome

  4. Ninja rocks - Mauro Lupi's blog scrive:

    [...] pena sottolineare che il concetto di “database of intentions”, coniato da John Battelle nel suo libro The Search (tradotto in italiano “Google e gli altri”), inizia ad applicarsi non solo in casa Google. Lo [...]

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