Archivio: ottobre, 2005

HastertDegli americani adoro la sintesi, la capacità di arrivare al punto in poche battute senza necessità di fronzoli linguistici. Un esempio di ciò che intendo è il primo post di Denny Hastert, il Presidente della Camera statunitense, nel suo blog aperto da alcuni giorni:

This is Denny Hastert and welcome to my blog. This is new to me. I can’t say I’m much of a techie. I guess you could say my office is teaching the old guy new tricks. But I’m excited. This is the future. And it is a new way for us to get our message out.

Hastert poi segnala che prevede di scrivere principalmente di responsabilità e di energia (dichiara subito che vuole portare le raffinerie negli USA) e poi conclude:

Looks like this old guy can still learn a thing or two. Until next time . .

Non mi avventuro in analisi politiche che non proprio sono il mio forte, ma alcune considerazioni volevo farle.

Innanzitutto il “this is the future” che in un certo senso risponde all’attacco di Forbes ai blog.

E poi la considerazione semplice, magari retorica, ma ugualmente significativa: “Looks like this old guy can still learn a thing or two”. Questo vecchio ragazzo che ha voglia di imparare e capisce che l’ingresso nella blogosfera permette anche di ascoltare e quindi di capire.

Non so voi, ma io vorrei vivere in un paese dove (anche) il Presidente della Camera abbia un blog, accettando pure che non siano attivi i commenti (come peraltro in quello di Hastert). Vorrei capire meglio i punti di vista delle persone che mandano avanti il paese. Vorrei che fossero costretti a non potersi rimangiare le loro parole quando gli pare. E la cosa non riguarda solo i personaggi politici.

È un’idea che ultimamente mi passa spesso per la testa: la necessità di forzare la mano alle persone che contano costringendole a mettersi in gioco. Il sogno sarebbe un’iniziativa del tipo “adotta una mente”, ove persone con qualche skill tecnologico ed un po’ di competenze strategiche sulla blogosfera aiutino e supportino quelle che ho chiamato “menti” ad aprire un blog. Per “menti” intendo da una parte figure con responsabilità istituzionali (e qui mi faccio poche illusioni), dall’altra quelle persone di spessore che possano sviluppare un dialogo ad alti livelli ma concreto nel contempo, per contribuire a dare una senso ad una nazione che sta perdendo identità. Parlo quindi di statisti, filosofi, accademici, scienziati, giornalisti, intellettuali, ecc. Persone tipicamente “in età” da cui ritengo possiamo imparare moltissimo e che invece non trovano più spazio sui media tradizionali e sono lontani da quelli digitali, con la conseguenza di non riuscire a stimolare il dibattito sui temi di cui ha bisogno il paese. Una proposta del genere l’ho fatta qualche giorno fa ad un grande uomo di pensiero, offrendogli gratuitamente la gestione di un suo blog. Chissà se riescoa stimolare qualcosa.

Va constatato invece che ciò che scatena discussioni e confronti sono Celentano (via TV) e Grillo (via blog). Nulla di male, ovviamente; anzi, vorrei altri momenti come questi, on e off line. Ma occorre rendersi conto che sono comici e cantanti a stimolare il dibattico politico (e qui uso “politico” nel sui significato più ampio).

Ha scritto Ostellino la settimana scorsa in un editoriale da prima pagina sul Corriere della Sera (c’è anche online):

Un Paese che trasforma Adriano Celentano in un “maestro del pensiero” e fa di un varietà televisivo un caso politico farebbe bene a riflettere seriamente sul livello – davvero miserevole – della sua cultura politica e del tasso di serietà, anch’esso davvero basso, della competizione fra le forze che se ne contendono la direzione.

E mi sembra che anche Stefano si ponga il problema chiedendosi: “come è possibile dare spazio mediatico alle risposte dei valvassini?”. Uno spazio, aggiungo io, che vada oltre l’ormai banale semplificazione dove tutto può essere solo rock oppure lento.


Era ora che qualcuno come Forbes iniziasse ad avere paura dei blog, ed evidenziasse che la loro forza può essere anche distruttiva e lesiva nei confronti delle aziende. Ora io non credo che potrà mai esistere uno potente strumento di comunicazione che non lascia spazio ad inevitabili usi non idonei o illegali. Presumo sia implicito nell’uomo: inventato il fuoco, la maggior parte lo usa per scaldarsi o illuminare, qualcun’altro per dar contro ai suoi simili.

Vittorio se la gode e riassume il pezzo su Forbes:

"I blog: rovinano i brand, lanciano campagne di fango, fanno attacchi personali ed estremismo politico"

Tra le voci contro Forbes si segnala Steve Rubel e l’ironico Blog Business Summit in cui si ringrazia Forbes perché ora hanno capito tutto e quindi consiglieranno ai loro clienti di tornare fare siti statici, senza l’uso degli RSS in modo da avere meno influenza e meno audience.

Le paure di Forbes hanno senso, ma viene riportato solo con un lato della medaglia. L’altro lato è quello che sta cambiando il mondo dei media. Poi un giorno qualcuno si accorgerà che l’audience dei primi 100 blog è maggiore di quella raggiunta dal New York Times e del Washington Post (i quali utilizzano oltre 2.000 giornalisti).


Questa mattina inizia con una mail appena ricevuta da Amazon:

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Comunicazione di servizio: Massimiliano grazie ancora per la segnalazione del cofanetto sul quale mi sono gettato subito come un falco e grazie a Leigh perché riceverai il pacchetto a SF in attesa che poi arrivi io a prenderlo (se vuoi, intanto, sentilo pure!)


Il numero di oggi di DailyNet testimonia come il settore della comunicazione online sia in netto progresso. Non credo si tratti solo del tipico rush dell’ultimo quarter e nemmeno soltanto del mio solito ottimismo. Alcuni dei segnali che ho visto:

  • Siamo arrivati a 21 pagine; fino all’anno scorso, ricordo ancora numeri di DailyNet di 5-6 pagine
  • Ci sono diverse inserzioni di ricerca lavoro (a proposito, mi sa che ne inseriremo anche noi una a breve per una posizione di web planner; interessati?)
  • Si ritorna a parlare di quotazioni in borsa; questa volta è il turno di TradeDoubler
  • ZenithOptimedia rivede al rialzo le sue stime per il 2005 per quanto riguarda l’advertising online
  • E poi c’è forte attesa per l’evento clou dell’anno, e cioè IAB Forum che si terrà giovedì prossimo a Milano

A proposito di IAB Forum, il mio speech "Il nuovo ‘media’ chiamato azienda" è previsto alle ore 14.45 e poi di nuovo alle 16.15 15.30, entrambi alla Sala Rossa 1. Vi aspetto! ;-)

Tornando al DailyNet di oggi, da segnalare anche due pagine dedicate alla ricerca USER, un’osservatorio sull’uso dei motori di ricerca in Italia. La ricercha, condotta da QMark, è stata commissionata da alcune aziende del settore: Intarget.net, Overture, Popularity, Sems, Slash e, naturalmente, Ad Maiora! In giornata dovrebbe circolare l’abstract; appena ho il link lo inserisco.

Ma la cosa più importante del DailyNet odierno (scherzo, of course) è il mio esordio da "testimonial", in una campagna di Contactlab, una piattaforma per l’email advertising, promossa attraverso le testimonianze dei suoi utilizzatori. Il primo sono io! Anche questo è un segnale ;-)

Contactlab


Net0805_ Il numero di Ottobre di NetForum, oltre alla bella copertina con Claudia di Zanox, riporta diverse cose interessanti, tra cui un giro di interviste in merito all’inserimento dei numeri dela pubblicità online dentro l’AdEx di Nielsen.

Netforum Sullo stesso numero c’è un mio articolo nel quale provo a inquadrare il mutato rapporto tra le aziende ed i media, analizzando in particolare gli interventi e le azioni che possono essere intraprese per partecipare al gioco della produzione dei contenuti.

Per gentile concessione di Fabiano Lazzarini, direttore di NetForum, questo articolo è disponibile in formato PDF. Buona lettura!

 

 

 


Ieri sera, tornando in aereo da Milano volevo scrivere due righe su Nòva24 il nuovo settimanale de Il Sole 24 Ore. Stavo per accendere il PC quando due rumorosi passeggeri della fila dietro, oltre che raccontarsi di SMAU e delle relative hostess (ma possibile che si parli sempre degli stessi -pur piacevoli- argomenti?), si sono messi a commentare Nòva: hanno apprezzato il pezzo degli innovatori, ma il giudizio sommario è stato “Ma non è uguale ad Alpha?”. A questo punto ho rimesso il PC a posto sapendo che oggi avrei trovato nella blogosfera qualche opinione più articolata. Difatti, se ne parla a casa di Massimo e di Paolo che ha anche scritto un bel pezzo su Nòva (ma è per questo che la Masera ti si è fiondata addosso l’altra sera? :) )) ).

Mi associo senz’altro ai complimenti a Luca e Beppe. Aggiungo solo che il pezzo di Weinberger è veramente da incorniciare (anche se non lo scopriamo adesso): ieri ne ho letto un brano durante una lezione, tanto ero sempre in casa 24Ore ;-)


Ieri sera, tornando in aereo da Milano volevo scrivere due righe su Nòva24 il nuovo settimanale de Il Sole 24 Ore. Stavo per accendere il PC quando due rumorosi passeggeri della fila dietro, oltre che raccontarsi di SMAU e delle relative hostess (ma possibile che si parli sempre degli stessi -pur piacevoli- argomenti?), si sono messi a commentare Nòva: hanno apprezzato il pezzo degli innovatori, ma il giudizio sommario è stato “Ma non è uguale ad Alpha?”. A questo punto ho rimesso il PC a posto sapendo che oggi avrei trovato nella blogosfera qualche opinione più articolata. Difatti, se ne parla a casa di Massimo e di Paolo che ha anche scritto un bel pezzo su Nòva (ma è per questo che la Masera ti si è fiondata addosso l’altra sera? :) )) ).

Mi associo senz’altro ai complimenti a Luca e Beppe. Aggiungo solo che il pezzo di Weinberger è veramente da incorniciare (anche se non lo scopriamo adesso): ieri ne ho letto un brano durante una lezione, tanto ero sempre in casa 24Ore ;-)


Ieri ho sentito Andrea Lawendel che ha scritto un pezzo su Corriere.it dedicato agli "Splog", che sta per spam blog. Con la consueta ironia, anche Zawodny accenna all’argomento segnalando un tool che sembra fatto apposta per gli spammers via blog. Non è ancora un fenomeno rilevante, a mio modo di vedere, ma ci si dovrà tornare sicuramente.


Per confermare che una delle caratteristiche dei blog è l’autoreferenzialità (eh eh), segnalo che giovedì prossimo 27 ottobre su Digitalk interverrò ad una puntata dedicata ai business blog (intanto è disponibile online la registrazione della puntata sul search marketing).

L’argomento “business blog” inizia ad essere dibattuto sempre più frequentemente. Cerco di badare al rischioso fenomeno dell’attenzione unidirezionale che si ha, ad esempio, quando hai appena acquistato un determinato prodotto e cerchi la rassicurazione guardando tutto ciò che parla del prodotto stesso per trovare conferme sulla validità dell’acquisto. Però mi sembra evidente che l’attenzione sui blog ad uso aziendale sia alta e, finora, mi sembra circoscritta ad una sana ricerca delle opportunità professionali piuttosto che a proclami entusiatici di imminenti rivoluzioni. E mi auguro che si continui così.

Certo che negli Stati Uniti il corporate blogging sta dilagando e dai nostri uffici di San Francisco arrivano segnali fortissimi (con l’occasione segnalo un articolo sulla rinascita di SOMA, la zona di SF dove abbiamo la nostra sede americana). L’ultima indagine è stata presentata questa settimana durante l’evento newyorkese Blogon e riporta che una quota rilevante di aziende ha già in piedi un progetto di business blog o conta di avviarlo a breve.

Un’altro elemento significativo è la crecente attenzione al fenomento da parte delle agenzie di public relation anche in Italia: in passato ho avuto modo di segnalare iniziative e convegni di Digital PR, di Edelman, ed ora vedo che anche gli amici di Pleon tengono d’occhio il fenomeno.

Visto che ci sono, segnalo che proprio ai business blog saranno dedicati i miei interventi allo IAB Forum di Milano il prossimo 3 novembre, e nell’occasione lanceremo due nuovi gruppi di servizi Ad Maiora chiamati GlobalPR e GlobalResearch.

Intanto oggi terrò una lezione proprio sui business blog al master “Marketing, Comunicazione e Nuove Tecnologie ” de IlSole24Ore (sull’esperienza di insegnamento ritornerò sicuramente a breve)

In definitiva: l’utilizzo in azienda dei blog inizia ad essere un argomento caldo e per quanto riguarda Ad Maiora ci piace pensare di essere tra i first mover in Italia. Lo siamo stati nel search marketing e, tutto sommato, è andata piuttosto bene! ;-)


Sono online le registrazioni video dell’evento Alchimie Interattive & Webchallenge, oltre a delle interviste esclusive ai relatori. Io sono intervenuto come IAB per parlare di riche media. Non ho avuto molto temo per vedere bene il sito (daltronde io al convegno c’ero), ma l’idea del book virtuale da sfogliare mi sembra molto carina. Buona visione!


Io l’ho conosciuto come moderatore del forum sui motori di ricerca di HTML.it, poi ho scoperto che il suo nick, “weppos”, dà anche il nome ad un sito e ad un programma di statistiche in linguaggio ASP. Lui si chiama Simone Carletti, ovviamente ha un blog ed ultimamente gestisce RSS World, quello che probabilmente è il sito più completo in Italia per quanto riguarda il formato RSS.

So che Simone si occupa di altre mille cose, ma di una sono sicuro: ora fa parte del team Ad Maiora! Benvenuto a bordo!


Comunicarelinnovazione_1 Ho iniziato a leggere Comunicare l’innovazione, il libro curato da Andrea Granelli, proprio in un periodo in cui sto seguendo con attenzione le nuove modalità di produzione dei contenuti da parte delle aziende. E mi è stato di conforto constatare come alcune idee che mi son fatto su come stanno andando le cose, trovano molte conferme in questo libro.

Si parte da un assunto, sintetizzato già nell’introduzione da Luca Cordero di Montezemolo: “Un’impresa competitiva è un’impresa che innova”. Ma l’innovazione da sola non basta e, nel breve saggio introduttivo di Granelli (che da solo vale il libro, a mio modo di vedere), si sottolinea che:

“La comunicazione dell’innovazione non è separabile dall’innovazione stessa, ma anzi ne rappresenta un aspetto assolutamente costitutivo. Autentico innovatore non è colui che ha le idee o possiede le tecniche, ma chi le traduce in fatti concreti e utili e soprattutto le diffonde, e quindi in un certo senso le "comunica". In questo aspetto sta la differenza fra invenzione – fatto tecnico – e innovazione – fatto economico, sociale ma anche culturale.”

e ancora:

“La diffusione di nuovi prodotti è sempre legata alla capacità dei consumatori di comprenderne il valore d’uso e di acquisirne le logiche modalità di funzionamento”

ed infine:

“Comunicare l’innovazione richiede a sua volta innovazione negli strumenti stessi del comunicare”

Anche se nel libro si parla di innovazione soprattutto a riguardo di quella tecnologica e scientifica, è indubbio che anche in altre situazioni aziendali è forte la necessità di divulgare opportunamente le novità introdotte. Ma come ribadito a più riprese nel testo, i documenti tradizionali (annual report, comunicati stampa, ecc.) non riescono più a svolgere questo compito, anche perché non basta più il valore informativo ma è necessario anche quello formativo, come indica Riccardo Ruggiero, Amministartore Delegato di Telecom Italia. Riporto una frase dell’intervento di Diego Biasi di Business Press:

“Uno di concetti più affascinanti della comunicazione collegata all’innovazione è la possibilità di catalizzare in un prodotto o in un servizio la visione del futuro che sta alla base dell’invenzione.”

I numerosi interventi presenti nel libro stati coordinati dalla Fondazione Cotec ed alcuni di questi sono frutto di un lavoro di ricerca svolto in Spagna. Gli interventi italiani mi sono sembrati comunque più aggiornati e calzanti. Tra questi, anche quello di Luca De Biase sul rapporto tra giornalismo e innovazione.


Da qualche giorno è partita la trasmissione DigiTalk, un programma televisivo in onda su E-tv, The Tech Channel, canale in chiaro visibile anche su SKY (canale 817), dal lunedì al venerdì alle 23 ed in replica il giorno dopo alle 8.25.

Il programa nasce da un accordo tra Assodigitale (dove sono coinvolto anch’io nel Direttivo) e E-tv. In prima linea ci sono Marco Camisani Calzolari (che conduce il talk show), Luca Conti e Paolo Conti.

Io interverrò con molto piacere in alcune delle prossime puntate. La prima sarà quella del 18 ottobre sul Search marketing. Intanto cercherò di non perdermi quella di lunedì prossimo sui Blog (a cui partecipano anche Paolo Valdemarin, Massimo docoma Moruzzi e Luca de Nardo di i-Dome). Poi giovedì si parlerà di Podcasting, ma gli agomenti delle altre puntate sono tanti e tutti interessanti.

Le puntate sono disponibili su internet dal giorno dopo quello della messa in onda. Insomma: non ci sono scuse per non gustarsi DigiTalk.


Come a tutti quelli che hanno partecipato alla Blogger Survey organizzata da Edelman e Technorati, ho ricevuto una mail da Richard Edelman che mi ringrazia e mi spiega che gli obiettivi della ricerca sono di capire il rapporto tra i blogger e le aziende (con le agenzie PR come tramite).

Prima di commentare i risultati, due note sul campione. Edelman dice che Technorati ha contattato decine di migliaia di blogger via mail ottenendo 821 risposte valide. Sarà che la blogosfera è ora subissata di survey e studi di ogni tipo, ma il rapporto contatti/risposte non mi sembra particolarmente brillante. In compenso la suddivisione geografica delle risposte vede l’Italia al quinto posto dopo USA, Canada, UK e Australia; si tratta comunque di 20 risposte.

Veniamo ai numeri:

  • È evidente che le persone che hanno risposto sono blogger molto attivi: il 44% scrive un post giornalmente o più volte al giorno
  • Molto rilevante il fatto che questi blogger scrivono di aziende e dei loro prodotti almeno una volta asettimana (21,80%), più volte alla settimana (16,19%) o giornalmente (8,52%,)
  • I blogger iniziano ad essere visti come influenzatori e vengono contattati dalle aziende o dalle loro agenzie PR; il 20% riceve un contatto una o più volte alla stetimana o anche giornalmente
  • Interessante la correlazione sulla fiducia posta ai comunicati ricevuti dalle agenzie PR o direttamente dalle aziende; sono questi ultimi quelli ritenuti più affidabili
  • Tra un blog aziendale ed uno gestito da un dipendente dell’azienda, viene senz’altro preferito quest’ultimo
  • Nella ricerca di informazioni su un prodotto, la fonte più affidabile sono altri blogger (62,85%); all’ultimo posto i comunicati stampa delle aziende (4,87%)

Di questa indagine ne hanno anche parlato Blogs4Biz e Vincenzo di DigitalPR.


Robert Scoble di Microsoft riporta un’espressione usata dal suo collega Dean Hachamovitch che fa parte del team di Internet Explorer: prima c’è stato il Browse, poi il Search, adesso è l’era del “Subscribe” (riferita ovviamente all’adozione del formato RSS). E continua: Yahoo! è stato protagonista nell’era Browse e Google in quella Search; chi guiderà l’era del “Subscribe”? Scoble, che come sempre non fa giri di parole, dice chiaramente: Yahoo! è nettamente avanti sugli altri in questo momento.

Io aggiungo che anche AOL sembra voglia partecipare attivamente all’era Subscribe come testimonia, tra l’altro, l’acquisizione di Weblogs.inc. Ciò che mi chiedo spesso è la reale capacità di AOL, ma anche di Yahoo! stessa, di riuscire a declinare in Europa la direzione intrapresa. Naturalmente non parlo di capacità, ma di tempistica.

Il post di Scoble è originato dalla notizia della pubblicazione di un whitepaper di Yahoo! proprio sulla conoscenza e sull’uso del formato RSS. I risultati confermano ciò che è già emerso in ricerche simili: sono ancora poche le persone che conoscono cosa è l’RSS e ancor meno quelli che lo utilizzano. Per come la vedo io, finchè non si trova un nome migliore non vedo proprio come il sistema possa diffondersi velocemente ed in modo diffuso. A me piace la proposta della stessa Microsoft di chiamarli “web feed”, anche se ha fatto irritare i puristi, però mi sa che dovremo aspettare l’integrazione nel prossimo Windows per una definitiva denominazione e per la relativa diffusione.


Milano, piove, dentro un taxi a canticchiare (insieme al tassista) Raiders
on the storm dei Doors che passa la radio. Surreale.


Completamente rifatto il sito di IAB Italia, l’associazione che rappresenta il mondo della pubblicità online. Il progetto è stato realizzato dal team di Virgilio e, per quanto riguarda IAB, è stato seguito da Lorena Cammarota, l’infaticabile Segretaria dell’associazione, e dal sottoscritto (per cui scatenate pure commenti e critiche).

L’obiettivo del sito sarà quello di pubblicare non solo ciò che fa IAB in Italia e nel mondo, ma anche di evidenziare informazioni e documenti sul mondo dell’advertising online, oltre a segnalare i principali eventi del settore: convegni, seminari, ecc. Riguardo ad i contenuti, sarà dato ampio spazio ai contributi degli altri Consiglieri e degli Associati, per cui mi aspetto (anzi, auspico) che il sito possa fungere da contenitore per le migliori risorse sulla pubblicità online. Per quanto concerne le news e gli eventi è anche attivo un feed RSS.


Radio 105 mi ha fatto un’intervista flash su “Che tipo di sindaco vorresti per Milano?”, che dovrebbe andare in onda giovedì mattina (domani). Oltre a tener buono per un po’ l’ego ;-) , dico questa cosa perché mi ha divertito rispondere a domande del tipo “sarebbe meglio uomo o donna?”, oppure “da che ambiente dovrebbe provenire?”, ma anche perché sono andati ad intervistare proprio me (che peraltro abito vicino Roma) perché… hanno visto questo blog. Beh, grazie!


Provocato da Marco che chiede chi ha visitato il Computer History Museum, ed anche per spezzare una giornata che va velocissima, ho riesumato un ormai logoro mousepad del The Computer Museum di Boston, che ho invece scoperto essere un’altra cosa rispetto a quello che segnala Marco (che invece è nella Silicon Valley). Però avevo già trasferito le foto fatte col Treo e allora il post l’ho inserito comunque.

Tra l’altro quello che visitai io sei o sette anni fa, ora ha cambiato nome ed hanche il vecchio link TCM.org porta al Museum of Science di Boston

Foto_100505_001 Foto_100505_002


Credo sia attivo già da tempo ma l’ho scoperto solo ora: HTML.it, sicuramente la migliore risorsa italiana per i webmaster, ha aperto un blog collaborativo su tutti gli argomenti curati dal portale: linguaggio HTML, programmazione web, tools e tutte quele robe tecniche che non cito così evito di dire stupidaggini. Una cosa che mi piace è che il loro feed RSS ripropone i post quando si sono aggiunti dei commenti.

Ritengo che ogni webmaster italiano, professionista o dilettante che sia, debba qualcosa a HTML.it perché da quasi 10 anni svolge il ruolo di guida del settore sotto la competente supervisione di Massimiliano Valente (hi Max!).


Stiamo cercando uno o due giovani per uno stage in Ad Maiora di 3 mesi, nell’ambito dell’attività di ricerche di mercato attraverso l’analisi delle query sui motori di ricerca. E’ necessaria una conoscenza dei principali search engines e di Excel. Per quest’anno non prevediamo inserimenti per questa figura, ma potrebbero esserci delle prospettive nel 2006. E’ previsto un rimborso spese. Se conoscete qualche giovane volenterosa/o, fatemelo sapere. Grazie!

Update: mi sono dimenticato di indicare che lo stage sarà effettuato presso la nostra sede a Roma

Update II (7 ott.): Ho ricevuto una ventina di curriculm, grazie! Direi che posso dichiarare chiusa la ricerca.


Ok, ok, si voleva volare bassi in attesa della conclusione formale della cosa ma, una volta pubblicato un comunicato stampa, è come aver detto un segreto al TG delle 20, e alla decima e-mail ricevuta ho dovuto scrivere.

Che dire… mi sento più leggero e parlo del portafogli ovviamente; i chili, haimé, quelli restano, ma accompagnati dalla continua voglia di migliorare e fare un bel po’ di sano business in un mercato che si evolve alla velocità della luce.


Adesso è ufficiale: il 18 e 19 aprile 2006 si terrà il primo Search Engine Strategies in Italia e precisamente al Jolly Hotel a Milano.

Ci sono voluti diversi mesi di lavoro preparatorio e, per un attimo, era sembrato possibile organizzarlo già quest’anno, per poi invece decidere di rimandarlo nel 2006. Se non altro, ora c’è tutto il tempo per organizzarlo al meglio.


Giovedì 6 ci sarà l’incontro "Video streaming: lo stato dell’arte" organizzato da Webchallenge – Alchimie Interattive del gruppo SoftPeople. Riprendendo la descrizione che trovate al precedente link, il convegno sarà "un po’ evento, un po’ dibattito e un po’ laboratorio… affrontare il tema proposto in modo non convenzionale". Interessante è anche la location, la Mediateca di Santa Teresa a Milano

Io interverrò come IAB Italia, che patrocina l’evento; parlerò di rich media e del valore del nascente mercato del video advertising online, citando anche un paio di casi internazionali.