Archivio: marzo, 2005

Ho visto solo ora che Stephen Turcotte di Backbone Media, una search marketing company del Massachusetts, ha messo sul suo http://seoblog.backbonemedia.com moltissime foto del Search Engines Strategies New York 2005.

Molti amici, colleghi, il nuovo Board di SEMPO ed uno screeshot di una slide già entrata nella storia del search engine marketing che sviluppa l’acronimo SPAM con "Site Positioned Above Mine"


In Ad Maiora abbiamo avuto sempre un turnover molto basso. Le persone che in questi anni hanno lasciato l’azienda hanno quasi sempre capitalizzato l’esperienza maturata per sviluppare una forte crescita professionale. C’è chi ha messo su un’agenzia SEM, chi è in RAI, una stageur è in Irlanda da Google (Consuelo, tutto bene?) e poi c’è la coppia d’oro Pannese/Lorenzini.

Riporto un brano dell’articolo su DailyMedia del 24 marzo scorso:

Pannese e Lorenzini entrano in Saatchi & Saatchi
Una nuova coppia creativa approda in Saatchi & Saatchi. Si tratta di Luca Pannese (art) e Luca Lorenzini (copywriter), coppia affiatata dal 2000 dopo essersi conosciuti nella web agency romana Ad Maiora. Luca Pannese, dopo aver partecipato nel 2002 ad un worshop della D&AD e al Creative Circle Londra, è entrato nella sede londinese di McCann (…). Luca Lorenzini, dopo aver lavorato per un breve periodo in Roncaglia e Wijklander a Roma, ha lavorato per Young & Rubicam (…).

Non incoraggio certo i miei colleghi a lasciare l’azienda (e dove ne trovano un’altra così :) )) ), però mi fa molto piacere vedere giovani di talento che con serietà e capacità trovano una loro strada professionale. E, se proprio devo dirla tutta, ci metto anche un po’ di orgoglio personale nell’aver contribuito in parte a questo percorso.

In gamba ragazzi!


Funziona solo ad inviti (per ora) ma promette moooolto bene; parlo di Yahoo! 360


Molto interessante l’annuncio dell’acquisizione di Urchin da parte di Google. In Ad Maiora utilizziamo Urchin per i nostri clienti da almeno un paio di anni con grande soddisfazione. È un’applicazione molto funzionale, veloce e con un’interfaccia che si apprezza già dal primo uso. Conosco due persone del management di Urchin, Scott e Brett Crosby, molto in gamba e sempre disponibili, con il loro aspetto tipicamente californiano. Sono contento per questo loro deal (si parla di 30 milioni di dollari), bravi!

E adesso cosa ne farà Google di Urchin? Probabilmente lo integrerà nella piattaforma di analisi del traffico generato da AdWords. Anche Overture aveva acquisito Keylime Software nel 2003, una piccola società che produceva software per l’analisi del traffico dei siti web.

Questa acquisizione non fa che confermare l’importanza degli analytics per gli advertisers (ne avevo scritto l’anno scorso, con tanto di commento di un’analista di JupiterResearch), ma sottolinea anche la necessità dei search engines di fare loro da traino nello spingere le aziende ad analizzare in dettaglio i risultati delle loro campagne di search. Daltronde, la competizione e la complessità crescono, il click medio continua ad aumentare, per cui diventa indispensabile l’uso dei tool di analisi per gestire al meglio le azioni di advertising sui motori di ricerca.

Contemporaneamente all’annuncio dell’accordo Google/Urchin, passa di mano anche WebTrends, produttrice di uno dei tool più popolari nel settore degli analytics. Ad acquisirla è una società di investimenti, la Francisco Partners.

Sarà ora il turno di WebSideStory?


Rumors ne giravano da settimane ed ora sembra ufficiale l’ingresso di Flickr nella famiglia Yahoo!. Ancora un bel colpo dell’azienda di Sunnyvale il cui spirito si ritrova nel piacevole post di Jeremy Zawodny

(continua…)


Forrester Research ha pubblicato ieri i dati di una sua ricerca sul valore del search engine marketing in Europa. La ricerca è stata riproposta rapidamente in giro per la rete ed ha trovato anche considerevole spazio su Italia Oggi con un puntuale articolo di Andrea Secchi.

Secondo Forrester il paid search ha generato in Europa 1,4 miliardi di Euro che diverranno 3 miliardi nel 2010. Guardando lo spaccato delle singole nazioni, Forrester attribuisci all’Italia 5,1 milioni di Euro nel 2004, 7,2 nel 2005 per arrivare a 15,2 nel 2010.

Proprio in questi giorni mi son trovato a dover analizzare a fondo i dati del mercato europeo, discussi peraltro anche con un analista finanziario americano. Ebbene, io sui dati Forrester proprio non mi ci ritrovo!

Il dato che mi sento di contestare decisamente, perché ritengo di conoscerlo piuttosto bene, è quello riguardante l’Italia, terribilmente sottostimato da Forrester. A brevissimo dovrebbe uscire il dato ufficiale sul 2004 di IAB Italia che, insieme a ACP e PWC, analizza lo spending pubblicitario in Italia, ed i cui dati sul search sono praticamente doppi! Peraltro, l’indagine di IAB Italia è parziale perché alcune aziende del settore (tra cui Google) non intervengono (al momento) nella rilevazione. Una stima anche prudenziale, condivisa con diversi attori del mercato, mi porta a valutare il paid search in Italia attorno ai 20 milioni di Euro per quanto riguarda il 2004. Ossia cinque volte quanto risulta a Forrester.

Forrestereuadvspend Da un dato sottostimato ad uno che trovo esagerato; mi riferisco agli 884 milioni di Euro di advertising online attribuiti alla Francia. Se fosse vero, significherebbe otto volte quanto fatturato in Italia. Non soffro di complesso di inferiorità nei confronti dei francesi, ma sono dati che non trovano confronto con nulla. La Francia ha avuto un ottimo 2003 ed un grande 2004, ma i numeri non possono essere questi. Da notare che un anno fa la Forrester stessa prevedeva un valore del disply online advertising francese pari a 191 milioni per il 2004. Come fanno a diventare 884?

Jupitereuadspend Insomma, la ricerca Forrester ha delle macro incongruenze che ne inficiano, a mio modo di vedere, la credibilità. Da notare altresì che esattamente un anno fa JupiterResearch pubblicò delle ipotesi molto diverse, stimando un dato complessivo dell’online spending europeo per il 2004 di 1,8 miliardi di Euro, contro i 1,4 pubblicati ieri (ossia il 28% in meno), e prevedeva di arrivare a 4 miliardi nel 2008 mentre Forrester parla di arrivare a 3 miliardi solo nel 2010. Praticamente una delle due ricerche è decisamente sballata.

Ora dico: ma ci vuole tanto a confrontarsi con le associazioni del settore? IAB, ad esempio, è l’unica organizzazione che rileva i fatturati della pubblicità online nella maggior parte del mondo. E poi, trattandosi di search engine marketing, non potevano verificare qualche numero con SEMPO, l’organizzazione che per prima ha fatto una ricerca proprio sul fatturato complessivo del settore? Se non altro per non continuare a creare confusione in un mercato dove la confusione sui numeri e sulle previsioni è l’ultima cosa che ci serve. Nessuno vuole togliere il lavoro a Forrester o alle società di ricerca, ma vista la rapidità con cui si muovono i mercati digitali ed i differenti punti co nui si possono osservare i valori economici, un minimo di condivisione delle informazioni e di rigore metodologico mi sembra indispensabile.

Stefano, se ci sei, please manda una mail a Forrester spiegandogli che i 7 milioni di euro che loro attribuiscono quest’anno al search in Italia in totale, li farai da solo entro il primo quarter ;-)


Microsoft sta per lanciare adCenter, una piattaforma per l’advertising online che integrerà anche il paid search. Domani Steve Ballmer lo annuncerà in gran pompa durante lo Strategic Account Summit (vedi press release) ma da stamattina circolano già molte informazioni.

La caratteristica innovativa del servizio sarà la possibilità di segmentare le campagne in funzione del profilo demografico degli utenti. Ad esempio, sarà possibile esporre un box pubblicitario legato alle keyword impostando una creatività differente per gli uomini ed una per le donne.

Ne parlano in dettaglio Charlen Li di Forrester (è la seconda volta che la cito oggi) che sfoggia anche qualche screen shot, e Danny Sullivan su SearchDay oppure, per chi è abbonato, su Searchenginewatch.

Un elemento che salta agli occhi, è che questa mossa pone MSN un po’ avanti agli altri contender, Google e Yahoo! in primis. In particolare rispetto a Google che attualmente non ha la possibilità di offrire un servizio comparabile a adCenter. Secondo l’analista di Forrester, Google potrebbe utilizzare i cookie per tracciare gli utenti; riporto un brano del post di Charlen Li:

I don’t expect Google to suddenly start asking for user registrations


Dovrebbe chiamarsi Yahoo! 360 la nuova piattaforma di blogging e social network che Yahoo! sta per annunciare. Partenza in beta dal 29 marzo attraverso il meccanismo degli inviti. Lo scoop è di Charlene Li, analista di Forrester.


Sono ufficiali le nuove cariche in SEMPO, l’organizzazione delle agenzie di search engine marketing nella quale faccio parte del consiglio direttivo eletto di recente.

Kevin Lee di Did-it sarà il Chairperson, ossia la persona che guiderà le strategie dell’associazione e che farà da spokerperson. Dana Todd di Sitelab è la nuova Presidente e coordinerà il business di SEMPO ed i Comitati. Sono mooolto contento per Dana e per quello che potrà portare all’organizzazione con il suo entusiasmo e la sua lucidità; ritengo sia la persona più adatta a subentrare a Barbara Coll di Webmama, che ha guidato SEMPO fino ad oggi. Sia Kevin che Dana facevano parte del precedente consiglio direttivo. Nuovi invece sono gli incarichi per John Sanchez di Zunch Communications (Vice Presidente) e l’impeccabile Jeffrey Pruitt di iCrossing (Tesoriere e Segretario).

In definitiva, un consiglio direttivo che, secondo me, esprime in modo adeguato il meglio di questa industry, vedendo inoltre rappresentanti anche il Canada (Gordon Hotchkiss di Enquiro), il Giappone (Koichiro Fukasawa di Wasabi Communications), e l’Europa attraverso il sottoscritto.


A volte mi sento Dr. Jeckyll, altre Mr. Hide. Succede quando mi trovo a parlare di strumenti di analisi delle visite dei siti web e delle opportunità per gli uomini di marketing di capire il comportamento dei visitatori. Anche la scorsa settimana, in aula per un master da Ateneo Multimediale, mi sono trovato a magnificare le possibilità di tracciare gli utenti, riconoscere cosa fanno sul sito, individuare quando ritornano, presentare eventuali contenuti personalizzati, ecc.

Poi, quando mi metto il vestito del navigatore internet, allora sollevo le armi di difesa, condivido il fatto che occarrono delle regole chiare e trasparenti nell’utilizzo dei cookie.

Insomma: è la solita lotta tra l’anima marketing (“Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… Lei mi crede pianista in un bordello” – Jacques Séguéla) e quella della persona comune.

Adesso ci si mette pure JupiterResearch secondo cui più della metà degli utenti internet cancellano regolarmente i cookie. I dati che avevo io finora, principalmente di derivazione delle aziende che producono software di analisi del traffico (analytics, come diciamo in gergo), riportano valori mooolto più bassi, ma è lecito pensare a dati calmierati per evidente interessi economici.


Probabilmente è stato il primo seminario in Italia sul tema "blog e aziende" quello organizzato ieri a Milano da Digital PR, società del gruppo Hill & Knowlton.

Il seminario, rivolto a responsabili PR e comunicazione, è stata l’occasione per analizzare le caratteristiche dei blog e il loro possibile utilizzo in azienda. Non solo i vantaggi ma anche gli elementi critici e, non a caso, il titolo del seminario è stato "Blog, un’opportunità o una minaccia per le aziende?"

Dopo un’introduzione di Paolo Guadagni, CEO di Digital PR, Alberto Mari (autore del libro Blog e wiki edito da Apogeo) ha fatto un rapido escursus su cosa sono i blog, come si creano, gli elementi di un blog, ecc.

È poi stato il turno di Vincenzo De Tommaso che ha analizzato il fenomeno dei blog in Italia, anche in virtù della pubblicazione della seconda edizione del Rapporto sulle comunità internet in Italia realizzato proprio da Digital PR. De Tommaso ha presentato alcuni blog significativi in funzione della loro tipologia: Tel&Co. di Vodafone, il network di Blogo.it, l’esperienza internazionale di Paolo Valdemarin. Come esperienza di blog aziendale è stato proposto quello di Ad Maiora e come esempio di “CEO blog” proprio quello del sottoscritto che, secondo De Tommaso, sarebbe finora l’unico blog di un CEO italiano. Onoratissimo, ringrazio! ;-)

Joel Cere, VicePresident di NetComs Europe (sempre del gruppo Hill & Knowlton), ha illustrato l’evoluzione e lo sviluppo dei blog nel contesto internazionale, il loro crescente peso, i casi più noti in cui sono venuti alla ribalta mondiale. Una slide ho apprezzato sulle altre, quella che ha sintetizzato in tre punti i motivi che sono alla base dell’era della trasparenza nella quale ci accingiamo tutti a vivere e lavorare:

  • maggiori possibilità di accesso alle informazioni
  • messa in discussione delle corporation e dei brand
  • democraticizzazione dei tool di publishing e di broadcasting

Debiase L’incontro è stato conluso da Luca de Biase (nella foto) con una lucida analisi del blog come strumento di comunicazione e ascolto. Parafrasando Kennedy, ha proposto una semplice logica (ma totalmente vera): “Non è importante cosa può fare il web per me, ma cosa posso fare io per il web”.

Dopo questo incontro, ho rafforzato la mia idea (espressa anche in un breve intervento in questo seminario) che stiamo parlando di blog alle aziende come parlavamo di siti web nel 1997. Stesse basi (è indispensabile esserci), stessi suggerimenti (il sito va aggiornato, occorre rispondere alle mail, ecc.). Oggi, a riguardo dei blog, si suggerisce la necessità di instaurare un dialogo (“i mercati sono conversazioni”), di alimentare continuamente il blog, ecc.

In definitiva, un incontro interessante con una buona pertecipazione delle aziende invitate da Digital PR. Ho avuto anche l’occasione di conoscere finalmente de visu Paolo che ha già messo qualche immagine dell’evento su Flickr.

Update: 13 marzo – un commento al seminario su Blogo.it che punta il dito sul significato del "mestiere del blogger" ma anche sul valore della gavetta (learn by doing)

Update: 14 marzo – Oltre alle foto, anche un post di Paolo. Concordo al 100% sul fatto che, pur incontrandoci per la prima volta, il feeling personale sembra quello che sviluppi con persone che conosci da anni. Continuo a trovarlo un ragionamento un po’ ingenuo, ma posso constatare direttamente che la maggior parte degli "amici di blog" sono persone piacevoli, intelligenti, ecc.; una cosa che ripete anche Dan Gillmor nel suo "We the media" e che ho avuto modo di considerare troppo ottimista e buonista, però… succede davvero, almeno fino ad oggi.


Livingstrat_1Fare il capo azienda oggi è un mestiere stimolante specie se, come il sottoscritto, si opera nei settori legati all’innovazione tecnologica. Cambiano le regole, ma alcuni principi di management basilari vanno continuamente studiati e aggiornati in funzione dell’evoluzione dei mercati e dello scenario competitivo.

LivingStrat è un buon libro, incentrato sull’importanza della definizione delle strategie aziendali, sia inquadrate in modo globale relazionate alla vision, sia analizzate in modo operativo di concerto tutte le figure che operano in azienda.

La scrittura è scorrevole con un’impostazione che suggerisce al lettore di dedicare dei momenti di riflessione prima ed alla fine di ogni capitolo con tanto di domande di verifica inerenti la propria azienda.

Diversi i riferimenti alla “net economy” a testimonianza della vicinanza del testo alle tecniche di management più aggiornate. Particolarmente interessanti i capitoli riguardanti la definizione della vision aziendale e l’applicazione della strategia di business.


Il nuovo MOMA a New York

Finalmente ho potuto dedicare quattro intense ore al MOMA (Museum of Modern Art) di New York ristrutturato di recente. Ho provato a fare un po’ di scatti con il Treo 650 che poi metterò ho messo in un photo album.

Non ho molta competenza di arte moderna, ma davanti ai capolavori di espressionisti e cubisti rimango senza fiato, sempre. Matisse, Picasso, de Chirico, Cézanne, Kandinsky, van Gogh, toccano l’anima. Davanti a opere di questo tipo mi sembra quasi impossibile esservi davanti; è un effetto strano, un misto tra sorpresa, (ri)scoperta ma anche un appagamento dei sensi. L’arte come ricarica delle pile dell’anima.

Poi ci sono Jackson Pollock e Andy Warhol che ti riportano sulla terra, pittura radicale per il primo, fotografie del nostro tempo per il secondo.

Avevo bisogno di una dose di arte.


Reaching out to Europe NY05

Massimo Burgio di Ad Maiora sul palco del SES per il suo speech. La sala non è pienissima ma oggi c’è meno gente ovunque; comunque ci sono almeno 150 persone, no bad.


Leggo su Abondance che AskJeeves aprirà una sede a Pisa guidata da Antonio Gulli, uno dei creatori di Arianna, il motore di ricerca ora integrato in Libero. Complimenti e in bocca al lupo.


Oshome Moma è il general manager di MSN ed ha esordito facendo gli auguri per 10 anni di Yahoo! E chiedendo come era stato il party di ieri. Simpatico.

Nel C-World (convergence world), lui vede il search come un ingrediente, presente in ogni applicazione sviluppate secondo una modalita ‘naturale’ . Nel contempo vedremo che ‘tutto’ sarà digitale (online everything).

Oshome Moma ha poi concluso annunciando un MSN party stasera a cui non mancherò di certo ;-)


Welcome to Yahooj party

Il SES si è trasferito qui. Per ora musica assordante e già qualche yankee alticcio


Un vero rapporto amore-odio con Palm e con il Treo. Dopo che mi hanno fatto impazzire per riuscire ad avere il Treo 650 unlocked, Palm Italia mi ha offerto il nuovo prodotto in anteprima a 599 Euro anziché i 699 del listino. Credo sia un’offerta riservata ai possessori di un Treo 600 o forse a quelli che arrivano dal Treo 270 come me. L’offerta non mi serve ma fa piacere comuque. In ogni caso il mio Treo 650 l’ho pagato 720 dollari (incluso il trasporto next-day-delivery) che equivalgono a circa 550 Euro.


In considerazione dei mesi di attesa, dell’apparecchio sapevo praticamente già tutto, però ci sono alcune cose che vale la pena segnalare.


Di positivo:
  • Lo schermo è di alta qualità ed i caratteri standard sono ben definiti e molto leggibili
  • Perfetta la tastiera, ora più razionale con l’aggiunta di uno Shift sulla destra e del tasto per chiamare l’home delle applicazioni
  • Sul lato sinistro è stato messo un pulsante sotto a quelli che regolano il volume e che permette di lanciare un’applicazione
  • Di qualità anche la telecamera che ha la funzione di zoom 2x e la possibilità di una tonalità seppia. Niente male anche la possibilità di registrare dei filmati
  • La batteria è removibile
  • Il software che accompagna il palmare non è male: DocumentToGo (word/excel), VersaMail (io preferisco SnapperMail), un lettore di PDF e altre cosette.

Di negativo:

  • L’interfaccia per il cavo USB e l’alimentazione è diversa dal Treo 600, quindi occorre ricomprare accessori come il carica batteria dall’auto
  • Io sono un po’ fissato con la personalizzazione delle cose, per cui noto con dispiacere che il nuovo tasto Home non è assegnabile ad un’altra applicazione (come LauncherX), così come non si possono cambiare le prime etichette dei programmi nella schermata principale.
  • Dopo aver installato SnapperMail speravo di poter conquistare un po’ di spazio in più eliminando Versamail che invece non è cancellabile. Tra l’altro, mi sembra che sistema operativo e applicazioni occupino più spazio rispetto al 600.
  • Il materiale appare meno robusto del 600; in particolare, spingendo sul retro dell’apparecchio sembra di avere una specie di effetto di dilatazione della plastica.

Non provati(ancora): bluetooh e realplayer. Sarà per la prossima.


Informazioni sull’annuncio del Treo 650 in Italia sono a questo link (grazie Pietro).


Jeremy_zawodny Se c’è qualcuno che può essere chiamato ‘blog evangelist’, Jeremy Zawodny è uno di questi. Il suo speech è stato incentrato su come Yahoo! Interpreta i blog e come questi si integrano con Yahoo! Search che, per suo conto, è ormai il sito di news più visitato.

Buffo che Chris Sherman, moderatore della sessione, prima della sessione Q&A abbia invitato tutti ad alzarsi in piedi per sgranchisi le gambe, cosa peraltro apprezzata da gran parte della sala.

Una delle domande è stata sul futuro e Zawodny auspica la diffusione del formato RSS per cose come ricevere l’estratto conto bancario, la lista degli spettacoli del cinema e coste quotidiane di questo tipo. Parlando invece di advertising nei feed, Zawodny ritiene che la maggior parte dei publishers punternno agli RSS non per generare denaro dalla pubblicità, ma per aumentare il traffico sul sito; sarà questo che dovrà monetizzare le visite. In questo senso, Yahoo! ritiene di poter essere la ‘piattaforma’ del web come, ad esempio, Microsoft è per il sw.


New York ieri sera

Questa era New York ieri sera mentre nevicava a dirotto. Ora è giorno e… continua a nevicare


Jerry Young said...

… Un sogno di Yahoo! è quello di trasformare per le persone i mass media in ‘my media’

Molti riferimenti al valore delle community, anche riferendosi ad una domanda di Danny su quando Yahoo! offrirà una piattaforma di blogging.

Uno speech diplomatico. L’unica news riguarda Overture che dovrebbe cambiare nome in Yahoo! Marketing Solution (se non ho capito male)


Young, Sullivan, Meckler

Lo speech sta per iniziare…


Yahoo! sta per festeggiare 10 anni di vita. C’è molta eccitazione e curiosità dietro questo evento, stimolato da Yahoo! stessa con tanto di simpatico conto alla rovescia.

Yahoo10years Domani qui al SES parlerà Jerry Young e la sera ci sarà un grande party. Io ho preparato una cravatta viola per l’occasione ;-)