Archivio: gennaio, 2005

Ilsognoeuropeo Splendido! Un altro grande libro di Rifkin che ormai seguo da “L’era dell’accesso” del 2000. Un saggio sullo stato dell’arte dell’evoluzione europea verso un super-stato di concezione innovativa, che l’autore analizza dettagliatamente nel contesto globale rapportandolo, in particolare, con gli Stati Uniti ed il relativo “sogno americano”.

Come al solito, Rifkin propone un testo scorrevole ma profondo, che va dritto alle considerazioni con il supporto di numerose fonti esterne. Lo fa però evitando la mera referenzazione ma integrando in modo organico cifre e testimonianze di provenienza diversa: indagini e ricerche di mercato, pensieri di filosofi e scienziati, studi economici e accademici. Decisamente di spessore è anche l’inquadramento storico della sua analisi che verifica in modo sintetico ma efficace l’evoluzione continentale sin dal 1300.

(continua…)


Probabilmente l’ultima cosa che ha messo daccordo i motori di ricerca è stata la definizione dei comandi “robots.txt”, una serie di istruzioni che possono guidare gli spider dei search engine a censire il sito oppure ad escluderne l’inserimento nel loro archivio. Ma questo succedeva oltre dieci anni fa. Poi c’è sempre stata battaglia senza esclusioni di colpi (anche se, come ho scritto in un articolo su internet.pro, non mi piace sentir parlare ancora di guerra dei motori).


Ci volevano i reiterati attacchi degli spammer a far muovere di comune accordo tutti (o quasi) i principali motori di ricerca, ed il risultato è un nuovo tag chiamato “nofollow” che segnala allo spider che il link al quale il tag fa riferimento non deve essere preso in considerazione.


Questa iniziativa è un tentativo di dissuadere il continuo utilizzo dei commenti nei blog con il solo fine di incrementare la popolarità del sito segnalato agli occhi dei search engine. Anche sul mio blog ne ricevo diversi, ma su questo ritornerò più avanti. Con l’introduzione di questo nuovo comando, sarà sufficiente aggiungere il comando rel=”nofollow” al link del sito di chi lascia il commento, per far si che il motore di ricerca praticamente lo ignori.


La maggior parte dei blogger probabilmente non dovrà fare nulla, perché il nuovo tag verrà messo automatico dai gestori delle piattaforme per bloggare come Typepad che uso io. Infatti, anche Six Log ha annunciato la sua adesione al nuovo standard in contemporanea con i motori di ricerca.


Naturalmente, “nofollow” potrà essere utilizzato anche in altri contesti online, alcuni dei quali (i forum, le statistiche sulle visite, ecc.) soffrono spesso dell’invadenza di contenuti fittizi realizzati solo con l’obiettivo di fare link building.


Arginare le tecniche di spamming che puntano ad incrementare il ranking dei siti, è un’esigenza praticamente nata insieme ai motori di ricerca. Chissà se l’iniziativa “nofollow” potrà essere il primo passo per stimolare i search engine a lavorare su una definizione comune di cosa è spam e cosa non lo è. L’argomento è tuttora molto caldo e le affollate sessioni sui “black hat” e “white hat” al SES di Chicago di dicembre hanno messo in luce punti di vista molto diversi da parte degli addetti ai lavori, compresi gli stessi motori di ricerca. Nel 2004, nell’ambito di SEMPO ed insieme a Danny Sullivan, abbiamo tentato di fungere da punto di raccordo tra le varie parti in causa, con l’obiettivo di creare maggiore chiarezza sull’argomento ed una presa di posizione definitiva da parte dei search engine. Purtroppo, abbiamo incontrato molte difficoltà e scarsa volontà ad affrontare in modo trasparente il tema ed il progetto è stato parcheggiato in attesa di tempi migliori. Chissà se questi tempi stanno per arrivare…


Torniamo allo spam nei commenti sui blog, perché in alcuni casi mi sono imbattuto in problemi di interpretazione e di relazione con altri utenti. Generalizzando, ho individuato tre tipi di situazioni:


  • Lo spam assoluto, ossia quello dei siti porno o dei dialer che riempiono il commento di keywords senza senso. In questo caso, cancello il commento senza pensarci un attimo. Con l’introduzione del tag “nofollow” questa tattica dovrebbe diminuire, ma per alcuni rimane un problema serio che costringe a gestire decine di commenti di questo tipo al giorno.

  • Lo spam commerciale, ossia quello che non attiene affatto al sito e che invece riguarda l’invito ad andare su un certo sito per acquistare questo o quel prodotto. Qui c’è innanzitutto un problema di giudizio di carattere generale sulla libertà d’espressione, ma non voglio fare filosofia adesso. Di fatto, le sollecitazioni commerciali gratuite proprio non le digerisco, e quindi cancello anche i commenti di questo tipo ma, se ho tempo, mando anche una mail al “commentatore d’assalto” spiegando i motivi della censura.

  • Lo spam furbetto, quello dei commenti del tipo: “Complimenti, il tuo sito è fantastico! Le informazioni che trovo qui sono davvero utili.” Ovviamente, tali commenti sembrano essere del tutto falsi, ma non avendone la certezza al 100% non sono del tutto sicuro nel buttare via anche questi.


Commenti? :)


Segnalo infine le pagine dei principali motori di ricerca che hanno annunciato il tag “nofollow” ed il loro supporto: