L’idea geniale
Serata svogliata davanti alla TV. Di quelle da cui non mi aspetti nulla, specie dopo aver consultato la guida ai programmi ed aver scoperto che, anche stasera, non troverò nulla di memorabile in nessuno dei cento canali che ho a disposizione. Alla fine mi piazzo su una di quelle emittenti che interrompe i film con delle sequenze di spot pubblicitari piuttosto lunghe, così posso fare un po’ di sano zapping.
  Intento a saltare da un canale all’altro, penso a quanti altri telespettatori apatici passino il loro tempo rimbalzando da un programma all’altro e come il marketing possa sfruttare questa situazione. Naturalmente vedo ogni cosa con gli occhi del pubblicitario, di quelli con la funzione creativa sempre su “ON”, di quelli che sono sempre pronti a colpi di genialità incontrollabili.
  Allora, pensiamoci un attimo. Migliaia, anzi, milioni di persone giocano ogni giorno con il loro telecomando alla caccia di canali. In genere non è una ricerca verso qualcosa di specifico, ma solo un espediente per passare il tempo, per illudersi in questo modo di poter aggirare gli spot. Si dovrebbe inventare qualcosa per loro, una funzione che riempia i momenti dei break pubblicitari. Qualcosa da vendergli come innovazione irrinunciabile o semplicemente come fatto “di tendenza”… Sento che sto per inventare qualcosa di straordinario.
  Ci sono: i telecomandi potranno avere il tasto per lo zapping. O meglio: lo “zapkey”!
  Grande idea! Premendo lo zapkey, la TV si mette a saltare in modo casuale tra una serie di canali. Rimane su ognuno non più di una decina di secondi e poi passa al successivo. Schiacciando di nuovo lo zapkey si ritorna al programma originale.
  La genialità sta nel prestabilire la sequenza dei canali in modo che si finisca per vederne sempre uno dove c’è un determinato spot che, a quel punto, il telespettatore non riesce più ad ignorare.
  Bello! Si crea una nuova concessionaria di pubblicità che vende la presenza degli inserzionisti nella zaplist, cioè la lista dei canali scelti (apparentemente) a caso dallo zapkey. Si possono chiedere delle commissioni alle emittenti televisive, specie quelle minori, per poter essere incluse nella zaplist. Nondimeno interessante le royalty sul brevetto dello zapkey che dovranno versare i produttori di apparecchi e telecomandi.
  La promozione del sistema sarebbe facilissima. Basterebbe lasciare che qualche opinionista (di quelli che sono ospiti nei talk-show per capirci) si metta a sparlare dello zapkey additandolo come l’ultimo degli strumenti di rincretinimento di massa. Qualche psicologo di grido testimonierebbe senz’altro su come sia nocivo per i bambini perché distrae le loro coscienza e li indirizza in modo incontrollato verso programmi inopportuni. E poi si potrebbe aizzare qualche regista o qualche attore che si ergano a paladini dell’opera d’arte vituperata da quel volgare aggeggio dotato di bottoni tra i quali svetta lo zapkey. Vedo già i titoli delle prime pagine: “Il tasto che sconvolge le menti”, “Il bottone verso l’ignoto”, “Dal telecomando al caos”.
  Nel contempo partirebbe in modo spontaneo una reazione opposta. Lo zapkey verrebbe interpretato come strumento di difesa contro le major televisive, un segno di indipendenza del consumatore nei confronti dei brand opprimenti e globalizzati, uno schiaffo al potere dei mass media. Si possono assoldare due o tre paladini portatori del messaggio “Zapkey: la libertà parte da qui” ed il gioco è fatto. Se ne potrebbero vendere almeno dieci milioni e fare più di 400 milioni di euro di fatturato nel primo anno. Niente male! Davvero niente male!
  Ho solo un dubbio. Ma un pubblicitario come me, che interessi ha nel diffondere strumenti che allontanano gli utenti dagli spot? Si, certo, con lo zapkey si possono fare un sacco di soldi, ma ai miei clienti poi che gli racconto?
  È bene dormirci su. Anche perché il film è terminato e ho fatto zapping su tutto quello che potevo. E poi non voglio fare tardissimo stasera: domani ho un meeting importante in ufficio proprio con uno dei miei migliori clienti. Chissà se un giorno gli potrò proporre una pianificazione sulla zaplist
  Ok, buonanotte.

Annuncio | Introduzione | Cap.1  |  Cap.2  |  Cap.3/a  |  Cap.3/b  |  Cap.3/c  |  Il libro

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...


Un commento per “La pubblicità che ho sognato – Capitolo 1”

Pui seguire questa conversazione mediante lo specifico feed rss.

Non ci sono ancora commenti.

Lascia un Commento

Codici HTML ammessi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>