IMRL’ultimissima ricerca condotta dall’Osservatorio IMR ha riguardato l’utilizzo dei motori di ricerca da parte delle aziende italiane. Si tratta della prima ricerca del genere condotta in Italia ed arriva proprio nel momento in cui, anche nel nostro Paese, vengono definitivamente scoperti i search engines come valido strumento di marketing.

I risultati definitivi saranno disponibili a giorni (i primi dati sono riportati sull’ultimo numero di NetForum), ma posso anticiparvi le indicazioni che ritengo più interessanti.

Il mio summary della ricerca
Solo due aziende italiane su tre svolgono attività di visibilità sui motori di ricerca tra le azioni di web marketing. Lo fanno prevalentemente utilizzando il team interno, ma pensano di utilizzare in futuro soprattutto agenzie specializzate. Investono sui motori di ricerca molto poco, anche se poi giudicano questa attività tra le più efficaci. Risulta nettamente la scarsa dimestichezza col mezzo, ancora non conosciuto dal un terzo delle aziende oppure ritenuto uno strumento utile al “brand” piuttosto che allo sviluppo di visite qualificate al sito.

Analisi di dettaglio
Il primo dato che emerge è che tre aziende su quattro hanno svolto attività di marketing online e, di queste, il 61,70% ha utilizzato i motori di ricerca. Le altre, non hanno svolto attività sui motori di ricerca perché non conoscono lo strumento (38,7%) e perché gli operatori del settore sono poco chiari (25,8%) o sono difficili da trovare (22,6%).

Invece, per chi ha svolto un’azione sui motori di ricerca, si tratta dell’attività di web marketing ritenuta più utile (45,7%) dopo l’email marketing (69,1%).

Il 40% gestisce l’attività internamente, il 22% insieme ad una società esterna, il 18% mediante la web agency; solo il 18% utilizza un’agenzia specializzata. Ma l’intenzione futura è quella di dare in outsourcing il servizio (74,2% in totale) in particolare utilizzando agenzie specializzate (35,5%). Non a caso, alla domanda sulla principale causa di difficoltà nel’attività sui motori di ricerca, il 50% delle aziende ha indicato la non idoneità del team interno.

Trovo sorprendente come la metà dell’aziende usa e ritiene idonei i motori di ricerca soprattutto per creare/rafforzare la brand awareness; lo sviluppo di traffico sul sito si ferma al 43,8%. Questo conferma la scelta dei criteri nella sezione dei termini chiave, che vede privilegiare i nomi dei servizi (77,1%) ma che riserva molta (troppa) importanza (66,7%) alla denominazione dell’azienda.

Note dolenti in merito al budget destinato alla visibilità sui motori di ricerca: il 70% ci investe meno di 5.000 euro l’anno e solo il 4,5% conta di incrementare il budget in futuro.

I risultati sono considerati in larga misura buoni o ottimi (40%), discreti per il 38%, sufficienti o scarsi per il 22%. Comparando l’efficacia dei motori di ricerca rispetto agli altri strumenti di web marketing, il 22% non sa o non ricorda; questo, purtroppo, testimonia quanto le aziende non sono attente alla valutazione dei risultati. Comunque il 60% li giudica uguali o migliori e solo il 12% peggiori degli atri strumenti.

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