Ultimamente sono un po’ latitante verso le iniziative di BAIA (Business Association Italy America), ma per fortuna il gruppo va avanti e continua a organizzare momenti di networking e confronto.
Tra questi, segnalo l’incontro Il Futuro della Rete. Dall’accesso universale alle reti intelligenti che si terrà alla Camera dei Deputati a Roma il prossimo 23 Febbraio.
Ci sono tre fasi che fanno pare della mia vita professionale (almeno da un certo punto di vista):
- quella in cui svolgo il mio lavoro
- quella in cui arricchisco le mie competenze, in gran parte alimentandomi da contenuti che acquisisco dalla Rete, oppure sui libri o a meeting di vario tipo
- quella in cui metabolizzo ciò che faccio e ciò che imparo ogni giorno e che, in parte, cerco di condividere su questo blog
Ecco, ultimamente mi sono perso l’ultimo pezzo della terza fase: abbiate pazienza…
Secondo me è inopportuno pubblicizzare un browser utilizzando come testo dell’annuncio il dettaglio delle sessioni web di un utente-tipo (via psfk). Sa un po’ di telecamera nascosta in grado di intercettare tutto ciò fa l’utente mentre scorazza per il web. In Google la pensano evidentemente in modo diverso oppure è esattamente ciò che fanno (si fa per dire, eh
).

Non sapevo che il Wi-Fi facesse viaggiare energia. Eppure sembra siano riusciti a fare uno scatolotto che in presenza di una rete Wi-Fi accumula energia per ricaricare, ad esempio, un telefono.
Un paio di domandine sul mondo del search marketing:
- Quanti sono in media gli annunci pubblicitari su Google nel mondo per ogni keyword che ha almeno un inserzionista?
- Quale è la keyword più costosa in assoluto su Google? E quanto costa?
Le risposte a queste domande insieme ad altri dati sul search advertising, sul report periodico di Adgooroo che si può ricevere gratuitamente via mail inserendo i propri riferimenti. Tra i dati interessanti, il fatto che tra i primi 25 inserzionisti di Google e Yahoo! c’è… Bing.com!
A proposito, le risposte alle domandine sopra sono rispettivamente: 5, mesothelimoa, 99,44 dollari.
Stavo segnalando una cosa su Facebook (una mia intervista su Innovation Cafè) e sono andato a vedere l’opzione “Condividi un segnalibro”. Beh, il testo contiene un un po’ di parole senza senso (con tanto di “libbero”) che che chissà da dove arrivano:






Questo sito/blog è la mia casa digitale in cui, generalmente, tratto di comunicazione, marketing e tecnologia (ossia 
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