Ci sono tre fasi che fanno pare della mia vita professionale (almeno da un certo punto di vista):
- quella in cui svolgo il mio lavoro
- quella in cui arricchisco le mie competenze, in gran parte alimentandomi da contenuti che acquisisco dalla Rete, oppure sui libri o a meeting di vario tipo
- quella in cui metabolizzo ciò che faccio e ciò che imparo ogni giorno e che, in parte, cerco di condividere su questo blog
Ecco, ultimamente mi sono perso l’ultimo pezzo della terza fase: abbiate pazienza…
Via Marketingpilgrim leggo SoDA, che non è una cosa da bere
ma l’acronimo di Society of Digital Agencies che ha appena diffuso la ricerca 2010 Digital Marketing Outlook, la quale ha intervistato i manager agenzie di comunicazione di tutto il mondo riguardo ai trend in essere.
Sono 70 pagine di report piuttosto interessanti (di seguito un paio di chart); tra i commenti più interessanti ho estrapolato questo:
“Rather than spending another misguided year trying to “engineer” viral campaigns that will propagate themselves, regardless of consumer intentions, it’s time to refocus our marketing efforts to align with the way that people actually behave.” — Ivan Askwith, Big Spaceship
Insomma, meno progetti “famolo virale” e maggior impatto strategico delle attività legate al digitale. Interessanti anche le previsione di budget e priorità.

Secondo me è inopportuno pubblicizzare un browser utilizzando come testo dell’annuncio il dettaglio delle sessioni web di un utente-tipo (via psfk). Sa un po’ di telecamera nascosta in grado di intercettare tutto ciò fa l’utente mentre scorazza per il web. In Google la pensano evidentemente in modo diverso oppure è esattamente ciò che fanno (si fa per dire, eh
).

I dati di Dicembre 2009 elaborati da Nielsen confermano i trend di crescita dell’uso dei social network nel mondo e anche in Italia. Nel nostro paese siamo più di 18 milioni di persone che ogni mese usano Facebook, Twitter e compagnia. A livello internazionale, il tempo passato sui social networks è aumentato dell’82% rispetto all’anno precedente e gli italiano sono decisamente sopra la media (6 ore contro le 5.35). L’audience globale ha sfondato la soglia dei 300 milioni di individui.

Leonardo segnala l’intenzione di Forrester di espandere la loro classificazione del livello di engagement degli utenti rispetto ai social media, aggiungendo i Convertionalists (arduo trovare un corrispondente italiano decente), che sarebbero coloro che usano gli status su Twitter e Facebook come elemento di comunicazione.
A caldo non mi convince molto perché rischia di stimolare ulteriori classificazioni su modalità d’uso troppo specifiche per rappresentare un comportamento vero e proprio. E poi si tratta di attività che si sovrappongono alle altre e non creano un vero e proprio cluster. Ok, ci pensiamo un po’.
Update (11.50). Ho visto che anche Claudio su Socialware ha segnalato l’aggiornamento di Forrester
Non sapevo che il Wi-Fi facesse viaggiare energia. Eppure sembra siano riusciti a fare uno scatolotto che in presenza di una rete Wi-Fi accumula energia per ricaricare, ad esempio, un telefono.
Un paio di domandine sul mondo del search marketing:
- Quanti sono in media gli annunci pubblicitari su Google nel mondo per ogni keyword che ha almeno un inserzionista?
- Quale è la keyword più costosa in assoluto su Google? E quanto costa?
Le risposte a queste domande insieme ad altri dati sul search advertising, sul report periodico di Adgooroo che si può ricevere gratuitamente via mail inserendo i propri riferimenti. Tra i dati interessanti, il fatto che tra i primi 25 inserzionisti di Google e Yahoo! c’è… Bing.com!
A proposito, le risposte alle domandine sopra sono rispettivamente: 5, mesothelimoa, 99,44 dollari.
Stavo segnalando una cosa su Facebook (una mia intervista su Innovation Cafè) e sono andato a vedere l’opzione “Condividi un segnalibro”. Beh, il testo contiene un un po’ di parole senza senso (con tanto di “libbero”) che che chissà da dove arrivano:

Semplice ma efficace: un bel motore di ricerca per le presentazioni in Powerpoint. Si chiama SlideFinder e ha svariate funzioni per segmentare la ricerca. Comodo il preview delle slide che compaiono dopo aver effettuato una ricerca ed il fatto che la ricerca verte sulle singole slide che contengono le keyword scelte.
Mi pare che il database peschi principalmente da ambienti universitari ma l’ambizione dovrebbe essere quella di fungere da motore di ricerca globale specializzato sui file Powerpoint.
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